Chi sono

Laura Boldrini è nata a Macerata il 28 aprile 1961.

Vive a Jesi, dove frequenta le scuole, fino alla maturità classica. Nel 1980 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza presso l’università pubblica la Sapienza di Roma, dove si laurea nel 1985.

Nel frattempo, compie i primi passi nel mondo del lavoro. Dal 1983 al 1986 lavora per l’Agenzia Italiana Stampa e Emigrazione (Aise). Si iscrive all’Albo dei Giornalisti nel 1986. Nei due anni successivi lavora alla Rai con contratti a tempo determinato in vari programmi televisivi e radiofonici, nel settore della produzione.

Nel 1989, attraverso un concorso per Junior Professional Officer (JPO), comincia la sua carriera nelle Agenzie delle Nazioni Unite. Lavora per quasi cinque anni alla Fao come addetto stampa, dove si occupa in particolare della produzione video e radio.

Nel 1993 nasce la figlia Anastasia.

Dal 1993 al 1998 lavora presso il Programma alimentare mondiale (WFP) come portavoce e addetto stampa per l’Italia. In quegli anni svolge ripetute missioni in Ex Jugoslavia, Caucaso, Afghanistan, Tajikistan, Mozambico e Iraq.

Dal 1998 al 2012 ha l’incarico di portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Unhcr), per il quale è responsabile dell’ufficio stampa italiano e coordina le attività di informazione nei paesi del Sud Europa. Nell’ambito del suo ruolo, tra le altre cose, prende parte ad iniziative pubbliche sulle tematiche relative al diritto d’asilo, ai flussi migratori nel Mediterraneo e alle emergenze internazionali, tiene conferenze e partecipa a seminari presso università e istituti di ricerca. Svolge missioni in diversi luoghi di crisi: Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afghanistan, Sudan, Angola, Iran, Giordania, Tanzania, Burundi, Ruanda, Sri Lanka, Siria, Malawi, Yemen.

Nel 2013 comincia la carriera politica. E’ candidata alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, nelle circoscrizioni Sicilia 1 e 2 e Marche come capolista di Sinistra ecologia e libertà. A febbraio, viene eletta deputata.

Il 16 marzo viene eletta Presidente della Camera, ottenendo 327 voti su 618 votanti. È la terza donna, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti, a ricoprire questo ruolo.

Premi e riconoscimenti

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: la Medaglia ufficiale della Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto stampa dell’anno del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (2009), il riconoscimento speciale ‘Italiana dell’anno 2009’ del settimanale Famiglia Cristiana (2010) in ragione del “costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo” della “dignità e fermezza mostrate nel condannare i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo effettuati nell’estate del 2009”, il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI (2011).

Libri e articoli

Nel 2010 pubblica ‘Tutti indietro’, per Rizzoli. Il libro racconta la propria esperienza nelle crisi umanitarie, descrivendo l’Italia della solidarietà, di chi rischia la vita per salvare i naufraghi che arrivano dalle coste africane e di chi lavora per realizzare l’integrazione di immigrati e rifugiati. I ricavati delle vendite del libro a lei destinati sono devoluti per borse di studio a favore di ragazzi afgani giunti in Italia senza genitori.

Nel marzo del 2013 pubblica ‘Solo le montagne non si incontrano mai’, sempre per Rizzoli. Nel libro ripercorre la storia di una bambina somala gravemente ammalata portata in Italia da un militare italiano nel 1994, che dopo quattordici anni riconosce il padre naturale in una puntata della trasmissione ‘Chi l’ha visto’. Incoraggiata dalla sua famiglia siciliana, Murayo contatta il padre, che rivedrà in Kenia, con l’aiuto di Laura Boldrini. Anche in questo caso, il denaro ricavato dalle vendite è destinato, al campo profughi di Dadaab.

Nel 2015 pubblica ‘Lo sguardo lontano’, con la casa editrice Einaudi. Nel libro racconta dall’interno l’esperienza nell’istituzione di cui ha accettato di mettersi al servizio e l’impegno per farla diventare anche il luogo di una nuova cittadinanza, dimostrando che la rotta può essere invertita e che c’è una buona politica fatta di giustizia sociale, riconoscimento della dignità, di restituzione della speranza a chi sembra averla perduta.
Anche in questo caso i proventi del libro destinati all’autrice sono interamente impiegati per finanziare borse di studio.

Ha scritto in diverse riviste e ha tenuto un blog sul sito del quotidiano La Repubblica e su The Huffington Post Italia.