Il 2015 per immagini

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Questi ultimi dodici mesi sono stati densi di avvenimenti. Nel terzo anno della legislatura l’attività a Montecitorio è cominciata con un impegno importante come l’elezione del Presidente della Repubblica ed è proseguita con il lungo cammino delle riforme.

L’intenso lavoro dentro il palazzo non mi ha impedito di dedicare tempo agli incontri con coloro per cui lavoriamo: gli italiani. L’ho fatto aprendo il più possibile la Camera dei deputati alla gente, attraverso eventi culturali e di approfondimento, ma anche con iniziative nei territori, dove sono andata molto spesso nei fine settimana. Il confronto con le amministrazioni locali, le associazioni, le organizzazioni di cittadinanza attiva, le singole persone che hanno voluto dialogare con me, è stato sempre ricco di calore, di proposte concrete, di richieste alle quali rispondere. Far sentire le istituzioni più vicine ai cittadini per me è stata una priorità nel corso di tutto l’anno.

Sono convinta che nonostante i comprensibili timori per fenomeni globali come il terrorismo e il cambiamento climatico, la nostra società saprà trovare in sé tutte le risorse per affrontarle. Per far fronte alle nuove sfide, però, credo sia necessaria un’Europa più forte e unita. Per questo ho promosso una Dichiarazione nella quale si chiede una maggiore integrazione politica e centralità all’ambito sociale nell’Unione. Il documento, fino ad ora, è stato  firmato da dieci presidenti di Parlamenti. E, su questo, il mio impegno proseguirà anche nel 2016.

Grazie ai tanti che in questo 2015 mi hanno sostenuto ma anche a chi ha espresso critiche costruttive o manifestato dissenso con rispetto e spirito civico.

Nella galleria d’immagini che potete far scorrere di seguito ho condensato alcuni dei momenti più significativi di questo anno.

Buon 2016!

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3 commenti su “Il 2015 per immagini

  1. Fabio Piu dice:

    Buon 2016, Presidente! Le auguro un 2016 felice, sereno e denso di attività, come lo sono stati i due anni scorsi. Grazie per tutto quello che ha fatto per noi, per l’Italia! Per me questi tre anni sono stati molto importanti perché, da adolescente, sono diventato adulto avvicinandomi sempre più alla politica grazie a lei, che è diventata un modello per me.
    Con la speranza di poterle stringere la mano nel corso del 2016, le rinnovo i miei più sinceri auguri!

  2. Buon anno Signora Presidente.
    Volevo farli a quel vecchio signore coi capelli bianchi, ma penso che non ne abbia tanto bisogno, è arrivato sulla sedia più alta senza gli sforzi che ha dovuto fare lei, signora Presidente.
    Spero che questo sia l’anno delle donne, non quelle delle braghe rosse che ostenteranno stanotte; non quello delle rampanti coi tacchi a spillo e del “ ci si vede al Tony’s, ci spariamo due prosecchi che devo raccontarti due cosine…”; non quello di quelle che “se ci vado a letto, in una mezzora di sofferenza ci sfango un contratto da diecimila”.
    Spero sia l’anno di quelle come la mia Marzia, che lavorano, sudano, cucinano, amano, si lasciano e si riprendono gli amori sulla propria pelle. Quelle che possono camminare senza essere guardate come “una botta e via”, ma viste come persone, con pantaloni o gonne, senza essere misurate tra fianchi e costato, ma dalla misura delle borse e dei progetti che contengono.
    Spero sia l’anno in cui, anche gli uomini, quelli come lei, come Giorgio Ambrosoli come Roberto Saviano, come la scrittrice Elena Ferrante (uomo o donna che sia), o altri spiriti liberi, riescano a fare della propria voce un megafono fuori dagli schemi.

  3. sono pienamente d’accordo con le considerazioni dell’on. Boldrini e la ringrazio per tutte le iniziative a livello nazionale e internazionale. mi preoccupa, tuttavia, il qualunquismo, l’assuefazione al disinteresse per la politica che serpeggia tra gli italiani. sono soprattutto le persone più preparate e colte che affermano che non andranno a votare. ho letto i dati e sono spaventata. parrebbe che i partiti politici non esistano più, che i parlamentari, sono per lo più senza identità politica. che siano privi di una scuola politica, come accadeva al contrario con i parlamentari della prima Repubblica è cosa nota. ora si resta stupefatti di fronte all’ignoranza di chi dovrebbe governare, di chi fa scempio della nostra lingua, di chi non possiede un eloquio degno di un parlamentare solo per una irrimediabile ignoranza. contro questo muro di gomma ritengo che l’on. Boldrini possa fare ben poco.