XIX Giornata di Libera – Il risveglio delle coscienze contro le mafie

donciotti2di Don Luigi Ciotti

Il 21 – 22 marzo la XIX “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” si svolgerà a Latina.

La Giornata non è un “evento”. È una tappa importante di un percorso che non si ferma, che procede ogni giorno dell’anno. E’ un guardarci dentro, per stringerci ai famigliari delle vittime, per rinnovare il senso di un impegno che non può essere occasionale né mai diventare routine.

Latina è una città alla cui fondazione hanno contribuito persone venute da tutta Italia, in particolare dalle regioni del nord. Una città giovane eppure con una storia già densa, importante. La presenza a Latina di Libera è un segno di vicinanza e condivisione verso tutti i cittadini di quella parte del Lazio desiderosi di continuare una storia all’insegna del lavoro onesto, dell’accoglienza, dei valori e delle responsabilità civili.

Le infiltrazioni mafiose, che interessano quel territorio come ormai la maggior parte delle zone del Paese, si contrastano infatti con la repressione e gli strumenti giudiziari, ma il primo e imprescindibile strumento rimane il risveglio delle coscienze, l’orgoglio di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, l’operoso contribuire di ciascuno al patrimonio pubblico depredato dal crimine e dai loro complici. E sono certo, per averlo più volte toccato con mano, che anche a Latina, anche in quelle zone del basso Lazio, esistono tutte le condizioni per dire ancora una volta un “no” alle mafie e soprattutto per trasformare quel “no” in un “noi”, in un concreto percorso di responsabilità collettiva.

Ma la “Giornata della memoria e dell’impegno” è anche un momento per non dimenticare e soprattutto per trasmettere una memoria viva alle nuove generazioni, ai giovani e studenti che, come sempre, confluiranno numerosi in città. E, tra i nomi delle vittime delle mafie che, ripetuti uno a uno, scandiranno il nostro percorso, mi sia concesso di ricordare qui in particolare quello di don Cesare Boschin.

Don Cesare arriva nell’Agro Pontino negli anni Cinquanta, testimone di una Chiesa che va incontro ai bisogni delle persone, e traduce l’intransigenza etica del Vangelo in denuncia e impegno civile. Sarà ucciso il 29 marzo 1995 in un modo nel quale è difficile non riconoscere la mano mafiosa, per aver denunciato, come ormai le inchieste sembrano confermare, i traffici di rifiuti tossici che avvelenano una terra che aveva imparato ad amare tanto quanto il Veneto delle sue origini.

Ricorderemo lui, ricorderemo le altre centinaia vittime delle mafie, e il 19 marzo, nel ventennale del suo omicidio, dedicheremo un pensiero commosso e grato a don Peppe Diana, parroco a Casal di Principe (CE), che ha insegnato a tutti, cristiani e laici, che la costruzione della speranza comincia dal risveglio delle coscienze e dall’incarnare, nelle scelte e nei comportamenti quotidiani, il cambiamento desiderato.

Don Luigi Ciotti è un sacerdote italiano conosciuto per il suo impegno civile. Ha fondato dapprima il gruppo Abele, come aiuto ai tossicodipendenti e altre varie dipendenze, quindi l’Associazione Libera contro i soprusi delle mafie in tutta Italia.

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3 commenti su “XIX Giornata di Libera – Il risveglio delle coscienze contro le mafie

  1. Russo Antonio dice:

    Posso solo condividere queste affermazioni, sono vicino a Don Luigi ma posso esserlo purtroppo solo moralmente è importante dire queste cose, anche se si rischia la propria vita, ma la giustizia trionfa sempre …. anche se le vittime non lo sapranno mai ma chi resta con il suo impegno personale può aiutare a non fare estendere queste cose ma a reprimerle

  2. Pezzo ricco di idee. Sull’argomento in di cui scrivi recentemente ho letto moltissimo, ma ritengo che ne valga la pena leggerne ancora.
    bye

  3. vito dice:

    Ho chiesto al Presidente Renzi di debellare la mafia in un(1) anno.
    Se lo Stato vuole si può!
    vito.cavina6@tin.it