“La mia famiglia gay, riconosciuta al lavoro ma non dallo Stato”

sandro-wMi chiamo Sandro, sono di origine abruzzese, ho 48 anni, da più di venti vivo a Roma e sono gay.

Lavoro nell’ambito della ristorazione, per cui mettere “le mani in pasta” mi è molto più naturale che scrivere di me. Spero però che raccontare qualcosa della mia vita possa essere utile a capire quale possa essere la realtà familiare di una persona non eterosessuale.

Nella mia famiglia di origine non ho mai avuto alcun problema per il mio orientamento sessuale: sono stato e sono amato per la persona che sono. Non ho mai dovuto giustificarmi o raccontare frottole. Ho potuto portare a casa i miei affetti, così come capita anche alle persone eterosessuali. Questo mi ha aiutato, perché ha costituito una grande sicurezza soprattutto in un periodo della vita, l’adolescenza, che è il terreno delle incertezze, delle scoperte e della formazione della propria identità sessuale.

Quegli anni per me sono stati difficili, soprattutto nel mondo della scuola. Frequentavo l’istituto alberghiero, distante da casa mia, per cui vivevo in convitto, ovviamente maschile. L’adolescenza è problematica per tutti, e i coetanei sanno essere spietati nei giudizi, nei commenti, nelle battute, soprattutto se non sei omologato al gruppo. Se hai gli occhiali, se sei grasso, se sei bruttina, sei comunque diverso. Figuriamoci nel mio caso. L’episodio più pesante che ho vissuto in quel periodo risale ad un settembre, al rientro dalle vacanze estive. A quell’epoca era ormai nota la mia omosessualità e nessuno dei compagni di classe volle sedersi di fianco a me. Fu terribile e mi ci vollero anni prima di superarlo. Tutto ciò ha influenzato molto il mio carattere, mi ha portato a vivere il mondo in solitudine fino all’età di 25 anni, quando ho maturato la scelta di lasciare il paesino in cui vivevo per trasferirmi a Roma. Qui ho recuperato, o forse scoperto direi, la dimensione della comunità, della vita sociale, dell’appartenere a un gruppo di amici e di affetti. Ho scoperto che non ero diverso, che non ero solo.

C’è molta ignoranza sul tema dell’orientamento sessuale: lo stereotipo e il pregiudizio per un mondo che si immagina promiscuo hanno un “tono di voce” molto più alto rispetto al suono della semplicità – a volte un po’ banale – della vita di tutti i giorni.

Ho avuto due relazioni importanti nella mia vita, una all’età di 25 anni, che è durata 6 anni, e l’altra con il mio attuale compagno. Da 16 anni vivo con Giampiero con cui condivido tutto: la casa, l’auto, l’orto, le bollette, le feste comandate le trascorriamo in famiglia come una famiglia. Solo che è una famiglia a livello formale e istituzionale non riconosciuta. Ed è strano, perché nei “mondi in cui vivo” invece è riconosciuta, eccome. Dai parenti, dagli amici, dai vicini di casa e dai colleghi di lavoro. E sul tema del lavoro mi piace aprire una parentesi decisamente felice: in tutte le realtà in cui ho lavorato non ho mai avuto problemi legati al mio orientamento sessuale.

Da quasi 15 anni sono responsabile dell’area ristorazione nel negozio Ikea di Roma Anagnina: posso dire di aver trovato un ambiente dove le persone che ci lavorano possono realmente essere loro stesse, con la consapevolezza di essere valutati per la propria professionalità e competenza. Ho sempre avuto massima libertà nell’essere me stesso, ma soprattutto nel poter esprimere la mia identità senza veli, godendo anche dei vantaggi e dei benefit che l’azienda prevede per i suoi dipendenti. E’ una realtà diversa dalle altre, in cui si riconosce il valore delle persone per quello che sono nella loro totalità e trasparenza e io sono orgoglioso di farne parte. 

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7 commenti su ““La mia famiglia gay, riconosciuta al lavoro ma non dallo Stato”

  1. Trovskj Trovskj dice:

    Occorre prendere atto che la Boldrini è l’unica nel panorama politico italiano che si occupa di ciò di cui nessuno vuole parlare e se ne fa carico, spendendosi in prima persona, perché è l’unica che considera la società come realmente è con tutte le sue sfaccettature e non solo con ciò che fa comodo o se c’è un tornaconto. Brava presidente Boldrini! Vorrei che questo sostegno alla Boldrini venisse condiviso da tante persone perché, secondo me, la Boldrini se lo merita proprio!!! Laura siamo con Te!!

  2. francesco dice:

    Caro Sandro sono felice di conoscerti sei un uomo speciale e spero che la nostra conoscenza possa diventare anche una buona amicizia, leggerti è stato illuminante, ora che so qualcosa in più di te spero veramente tanto di poterti annoverare nella schiera ( piccola ) dei miei amici del cuore, un abbraccio.

  3. luisella di gregorio dice:

    Bravo Sandro, eri un ragazzo sensibile, dolce e onesto, pulito : una vera rarità nel mondo in cui viviamo . capisco dalle tue parole che hai saputo accrescere queste tue caratteristiche e saperti felice e realizzato mi da tanta gioia. noi etero dovremmo imparare da tutti voi a tornare alla semplicità dei valori, alla coerenza, alla trasparenza, al voler bene nel vero senso della parola senza nascondersi dietro falsi moralismi che nascondono invece tanta ipocrisia e incapacità di compiere scelte e assumersi responsabilità. BRAVO SANDRO. Fiera di aver passeggiato con te con Marco, Daniela e “Scoobydoo” ricordi?, fiera di aver conosciuto un ragazzino che ha saputo con coraggio non tradire se stesso! un abbraccio. Luisella.

  4. sandro dice:

    Ciao Francesco,
    grazie per la tua stima e le tue belle parole.

  5. dario dice:

    Spero Sandro che anche la tua famiglia possa avere presto cittadinanza nella Stato italiano.

  6. roberto dice:

    La semplicità e la spontaneità sono da sempre la tua forza, quella che non senza fatica, ti ha portato ad essere la bella persona che sei ed a cui vogliamo bene.
    Roberto e Luciano

  7. Roberta Barocci dice:

    Sei grande Sandro !!!