Ukraina Revolution, gli ultimi scatti di Andrea Rocchelli

ukraina-revolution1Maggio 2014. Ucraina. La popolazione di Sloviansk si rifugia nei bunker in cerca di riparo dai bombardamenti.

La città si è schierata con i separatisti filo-russi e l’esercito regolare di Kiev reagisce con colpi di mortaio e artiglieria pesante. La morsa della guerra civile, iniziata in sordina, si stringe sui civili che cercano la salvezza nelle dispense sotterranee utilizzate normalmente per la conservazione dei generi alimentari. Qui, accorrono anche gli abitanti di altri villaggi della zona, in fuga dagli scontri tra ribelli e truppe governative.

Dolore, sofferenza, paura traspaiono dai volti ritratti dal fotoreporter italiano Andrea Rocchelli. E’ in Ucraina da febbraio insieme all’accompagnatore e amico Andrej Mironov, giornalista e attivista dei diritti umani. Ha già assistito agli scontri a Kiev, dove, tra il 18 e il 20 febbraio nella piazza di Maidan, si sono contati quasi cento morti nella contrapposizione tra manifestanti e polizia.

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Il reportage di Sloviansk sarà l’ultimo lavoro del fotoreporter italiano. Tra le vittime di questo conflitto, infatti, ci sono anche Andy e Andrej, uccisi insieme il 24 maggio.

Le immagini scattate in quei mesi adesso sono in mostra a San Marino, a Palazzo Graziani, dal 4 settembre al 4 ottobre, in occasione del Premio Ilaria Alpi. Una ventina di fotografie che raccontano, oltre alla guerra in Ucraina, anche il coraggio, la curiosità e l’amore per la verità di questo giovane di trent’anni, nato a Pavia e padre di un bimbo di tre anni, che non ha esitato ad affrontare gravi pericoli per documentare le violazioni dei diritti umani.

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Nel 2008, insieme ad altri quattro fotografi, fonda il gruppo Cesuralab, un’agenzia fotografica indipendente con sede a Piacenza. Nel 2009 realizza un reportage in alcune Repubbliche del Caucaso, fra le quali l’Inguscezia, la Cecenia, il Daghestan.

Nel 2010, in collaborazione con Human Rights Watch, documenta la crisi del Kirghizistan e nel 2011, allo scoppio delle Primavere arabe, ne segue gli sviluppi in Tunisia e in Libia. Lavora anche in Italia, con alcuni progetti dedicati al fenomeno del velinismo in televisione, alla vocazione dei giovani preti, alla criminalità organizzata in Calabria, ai migranti africani e al loro sfruttamento nelle campagne del meridione.

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2 commenti su “Ukraina Revolution, gli ultimi scatti di Andrea Rocchelli

  1. trovskj trovskj dice:

    grande laura!!!!!!! sono contento che ci sia una presidente cosi’ diversa ed attenta al mondo mi sembra impossibile, innanzi a tanta squallida politica e rappresentati pessimi!!!! Laura siamo con te!!

  2. Ivan dice:

    Ma il nostro Andrea è morto invano? Perchè l’Europa è cieca e sorda e fa finta di non vedere quello che sta succedendo in Ucraina? In questo momento il governo di Kiev ha decretato che i milioni di russofoni che vivono nel Donbas, indipendentemente da sesso ed età, devono morire di fame e di freddo. I miei suoceri vivono a Donetsk, hanno più di 70 anni, e non hanno i mezzi economici per lasciare la città. Nella stessa condizione si trovano centinaia di migliaia di anziani, ai quali il governo di Kiev ha deciso di bloccare la pensione (dopo avere per anni incassato e delapidato i loro contributi!). Finora sono sopravvissuti con gli aiuti umanitari organizzati dal proprietario dello Shaktar, ma oggi l’esercito di Kiev ha bloccato un convoglio di 20 camion diretti a Donetsk, carichi di cibi e medicine, e se ne sono appropriati. Questo io lo chiamo genocidio!!! Perchè l’Europa permette queste cose e guarda solo quello che fa Putin? Perchè l’Italia fa finta di niente? Possibile che gli onnipresenti osservatori queste cose non le vedano?