“Ecco da cosa fuggono i rifugiati siriani come me”

foto 1di Maasab Hamoud

“Sono originario della zona di Damasco. Sono stato in prigione dal 3 ottobre 2011 al 24 febbraio 2012 per aver partecipato, da studente di architettura , alle manifestazioni di piazza.Dentro la prigione sono stato torturato con scosse elettriche e ho subito abusi sessuali. Questo perché il regime siriano si è trasformato in una dittatura estremista: se storicamente in Siria l’esercito combatteva Al Qaeda, ora è alleato con i terroristi, anche quelli dell’Isis. Il resto è solo un teatrino in favore dell’Occidente.

Con me sono state imprigionate altre 98 persone. Tra di noi c’era anche un uomo anziano che dentro il carcere predicava le idee degli estremisti. All’inizio pensavamo fosse anche lui un detenuto, solo una volta uscito dalla prigione ho scoperto che in ogni prigione c’era una figura simile messa lì dal governo per conquistare nuovi adepti e arruolarli una volta rilasciati. Obiettivo principale del predicatore sunnita era seminare l’odio contro gli alawiti. Sosteneva che erano i testi sacri dell’Islam a stabilire che gli alawiti venissero uccisi e lui era bravo a farci il lavaggio del cervello. Anche io, nonostante avessi ricevuto una buona istruzione, ci stavo per credere. I detenuti che non avevano studiato era del tutto succubi di lui e delle sue idee. La maggioranza delle guardie erano alawiti, e ogni volta che loro ci torturavano e violentavano lui sottolineava come quegli episodi confermassero la giustezza delle sue predicazioni.

Quando mi hanno rilasciato, ho iniziato a documentarmi per capire se davvero quelle idee estremistiche avessero fondamento e ho scoperto che erano solo il frutto di una sua interpretazione dei testi. Le sue erano tutte bugie perché il Corano insegna il perdono, non a farsi la guerra. Ci ripeteva: “Uccideteli dovunque li troviate, persino sulla cima della montagna”. Io ho scoperto che il Corano non predica l’odio, tutt’altro. Ma due dei detenuti che erano con me si sono fatti manipolare e, una volta scarcerati, sono entrati in alcuni gruppi armati e sono stati uccisi. L’Isis è stato creato proprio mettendo dentro le prigioni dei predicatori per fare propaganda, sponsorizzati dal regime.

Chi ha una grossa responsabilità è al Assad perché prima il regime combatteva gli estremisti arrestandoli poi, dopo la rivoluzione, li ha lasciati liberi per una strategia precisa che è quella di dividere la popolazione per comandare con maggiore facilità.  Anche io, una volta scarcerato, sono stato contattato per arruolarmi. Sono invece fuggito in Giordania, dove insegno informatica ai siriani nei campi profughi. Sono venuto in Italia per raccontare la mia testimonianza e far capire qual è la verità su ciò che sta accadendo in Siria. Ringrazio il l’Italia per l’opportunità e spero che questa collaborazione porti a una presa di coscienza sulle responsabilità del regime di al Assad”.

Maasab Hamoud è siriano e fa parte del  progetto ‘Syriaza: un viaggio nella lunga notte siriana’ realizzato dall’Ara Pacis initiative con il sostegno del ministero degli Affari esteri. Prevede la formazione, in metodologie per la pace e la riconciliazione, di 32 siriani, poeti, attivisti dei diritti umani, citizen journalists e membri rispettati delle diverse comunità. L’obiettivo è quello di raccogliere, diffondere e archiviare le storie raccolte nelle carceri, nelle comunità, tra i combattenti e gli sfollati per ricostruire la fiducia reciproca, alleviare il trauma e documentare le violazioni dei diritti umani. Lo scorso 30 luglio i partecipanti al progetto hanno incontrato a Montecitorio la presidente della Camera Laura Boldrini

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2 commenti su ““Ecco da cosa fuggono i rifugiati siriani come me”

  1. Oriana Fallaci sosteneva che il disastro di alcune popolazioni era “QUEL LIBRO”, probabilmente perché male interpretato. il racconto dello studente basta da solo a rendere le giornate, i mesi e gli anni pieni di sentimento molto simile al dolore.

  2. provo dolore dopo aver letto la testimonianza dello studente di architettura. spero che l’europa intera si unisca per far cessare questi orrori.