Legambiente, ecco le leggi da approvare per lo sviluppo sostenibile

muroni-wdi Rossella Muroni

Il 2016 può essere un anno strategico per l’attività legislativa in campo ambientale. C’è infatti finalmente la possibilità di approvare nuovi provvedimenti a tutela e valorizzazione dell’ambiente con i quali dare concretezza alle idee di sviluppo sostenibile ed economia legale.

Come Legambiente teniamo molto, in particolare, all’approvazione definitiva del ddl sulla riforma delle agenzie regionali di protezione ambientale, poiché darebbe un contributo importante al miglioramento dei controlli pubblici sul territorio nazionale, un tema attualissimo ed urgente, e alla piena applicazione della legge ecoreati. Quest’ultima, insieme al collegato ambientale, ha rappresentato a nostro parere una svolta storica verso la riconversione ecologica del Paese.

Dall’entrata in vigore della legge 68 del 2015, sono contestati 947 reati tra penali e contravvenzionali, 1.185 persone denunciate, 229 beni sequestrati per un valore di 24 milioni di euro. In 118 casi contestato il nuovo delitto di inquinamento, sono 30 i casi di disastro ambientale.

Insomma finalmente l’ottimo lavoro già svolto in tutti questi anni da forze dell’ordine e magistratura si può avvalere di un supporto normativo all’altezza della sfida: il contrasto all’ecocriminalità e la difesa di territori e cittadini.

Ora però abbiamo la possibilità, come Paese, di fare molto altro per intraprendere con convinzione la via che lega ambiente e legalità, sviluppo e giustizia, tutela del territorio ed economia pulita.

La legge sul consumo di suolo, in particolare, contribuirebbe ad avviare una nuova filiera economica e imprenditoriale, in campo edilizio, basata sulla riqualificazione dell’esistente in chiave innovativa e sostenibile.

Dalla riforma della legge 394 su parchi, invece, ci aspettiamo che consenta alle aree protette di veder finalmente riconosciuti il valore e il ruolo che in questi 25 anni hanno avuto, quello della conservazione ambientale ma anche di sviluppo, coesione ed identità territoriali con ricadute positive in termini economici ed occupazionali nelle comunità coinvolte. Infine è urgente calendarizzare la discussione del testo sul contrasto alle agromafie, in corso di definizione dal gruppo di lavoro costituito del ministro della Giustizia Andrea Orlando e presieduto da Giancarlo Caselli: un modo concreto per difendere il nostro sistema agroalimentare, fermere la criminalità e difendere migliaia di lavoratori dalla piaga del caporalato oltre la salute dei consumatori.

Il 2016 insomma può davvero essere un anno importante per la difesa dell’ambiente e per la tutela delle comunità locali.

Di tutto questo abbiamo recentemente parlato in un incontro che la presidente Boldrini ha voluto accordare a Legambiente: un confronto serrato e costruttivo sui temi dello sviluppo sostenibile, del rispetto dei territori e delle comunità, del lavoro svolto dal mondo delle associazioni. Per noi è stato un vero piacere ed un conforto trovare nella Presidente un’interlocutrice attenta ed informata che ci ha spronato ad andare avanti nel nostro lavoro, ben consapevole del ruolo e del supporto che le associazione del Terzo Settore danno all’Italia. Grazie Presidente!

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3 commenti su “Legambiente, ecco le leggi da approvare per lo sviluppo sostenibile

  1. cosetta dice:

    Si Grazie Presidente

  2. il ddl dà una grande opportunità per la difesa dei nostri territori, dell’ambiente e del sistema agroalimentare. compreremo con più fiducia prodotti provenienti dalle tristemente note regioni meno virtuose se si ostacolano le mafie. la presenza, inoltre, dell’on. boldrini, sensibile a tutto ciò che riguarda il benessere dei cittadini,è di grande garanzia per quanto concerne l’applicazione di quanto descritto nell’articolo.

  3. luigi crocco dice:

    ottimo l’impegno ambientale di denuncia a tanti truffatori sulla legge 68 del 2015 dove sarebbe opportuno anche a quelle precedenti e in divenire l’ottimo l’impegno ambientale di denuncia a tanti truffatori sulla legge 68 del 2015 ma anche su quelle precedenti e in divenire sul adagio FATTA LA LEGGE TROVATO L’INGANNO così ricordo la centrale atomica in Russia vecchia di trent’anni mai manu-tentata poi scoppiata in coincidenza al referendum delle prime 5 centrali atomiche in italia prima di verificarle sul inquinamento di cui una ad Aquila in costruzione la più moderna ed efficiente tra le 250 nel mondo sul energia continuava in Italia ma le scorie abbandonate in bidoni al aperto dopo un decennio furono fatte smaltire in Germania dopo la dismissione di una centrale in regione Campania invece lo “stronzio” abbondante in Sardegna non rilascerebbe scorie sul progetto del premio Nobel della fisica Rubbia