Stragi del maltempo, Mario Tozzi: “Liberiamo i fiumi dal cemento”

tozzi-wdi Mario Tozzi

“C’è una sola risposta alle alluvioni che ogni anno, puntualmente, massacrano la penisola italiana.

Non solo quella di chi studia il territorio, ma anche il recupero della conoscenza antica dei popoli del mondo che vivono in regioni a rischio naturale elevato, vulcani, frane o alluvioni che sia: un passo indietro da parte degli uomini rispetto alla natura.

La liberazione di fiumi, torrenti e corsi d’acqua dalle catene di cemento e asfalto che abbiamo imposto loro negli ultimi duecento anni.

Lo abbiamo visto nel 2011 a Genova, che ha intombato e dimenticato la ricchezza delle sue acque, e lungo il fiume Vara, un  tempo largo quasi un chilometro e oggi ridotto a poco più di cento metri. Lo abbiamo toccato con mano alle Cinque Terre, dove, se non continui a spezzarti la schiena in montagna, la scommessa di sopravvivere nel posto meno indicato del mondo la perdi senza pietà. E lo abbiamo provato sulla pelle viva all’isola d’Elba, a Messina, in Calabria e perfino a Roma.

E, non ultima, in Sardegna, bersagliata dalle bombe d’acqua figlie di un cambiamento climatico cui ci siamo quasi rassegnati. Più ingessi i bacini fluviali, più usi cemento e briglie, più innalzi gli argini, tanto peggio starai in caso di piena ragguardevole: un territorio sclerotizzato è preda del rischio idrogeologico molto più di uno vergine.

Un sistema di allerta davvero efficace, veloce e di lettura univoca, accoppiato alla rinaturalizzazione dei bacini idrografici: di questo ha bisogno l’Italia del terzo millennio. Certo, qualche lavoro si deve fare: sistemi di ingegneria naturalistica e rimboschimenti possono tenere sotto controllo le acque selvagge in montagna. Qualche barriera imposta oculatamente a monte dei centri abitati a rischio, la pulizia dai rifiuti (non dagli alberi), ma specialmente lo sgombero delle aree di pertinenza fluviale da ogni insediamento, perché contro queste nuove alluvioni istantanee non c’è barriera che tenga e, soprattutto, non c’è tempo per fuggire.

Perché se ci ostiniamo a vivere nei territori del fiume, il fiume prima o poi se li riprende”.

Mario Tozzi è geologo e ricercatore del Istituto di Geologia ambientale e Geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche. Come divulgatore scientifico e saggista è autore di oltre 60 lavori scientifici, 7 carte geologiche, 3 libri e 2 testi scolastici (‘Scienze della Terra’, ‘Manuale geologico di sopravvivenza planetaria’, ‘La dinamica della Terra’, ‘Il nostro pianeta’, ‘Annus Horribilis’). E’ anche autore e conduttore di numerose trasmissioni scientifiche di successo (tra cui ‘Gaia, il pianeta che vive’, ‘La Gaia Scienza’, ‘Atlantide’)

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3 commenti su “Stragi del maltempo, Mario Tozzi: “Liberiamo i fiumi dal cemento”

  1. Sono completamente d’accordo con Lei, dott. Tozzi, e “da sempre”, come credo la stragrande maggioranza degli Italiani.
    Vorrei aggiungere che, da molti decenni si sono sprecate e si continuano tuttora a sprecare risorse economiche immense in molte opere di imbrigliamento dei torrenti e dei fiumi a carattere torrentizio, che non sono semplicemente inutili, ma che spesso vengono a costituire serio ostacolo al corretto deflusso delle acque, specialmente in caso di pene eccezionali, e che generano inutilmente pericoli mortali per gli uomini.
    Ad occhio, solo il 10% (ad essere ottimisti) di queste opere è di reale utilità e quindi il restante 95% delle risorse avrebbe potuto essere impiegato in opere veramente necessarie alla collettività.
    Da vecchio canoista di torrente, continuo sempre ad imbattermi in queste opere assurde e mi chiedo se l’unica loro spiegazione logica sia da ricercarsi nella soverchiante corruzione della classe politico-amministrativa del nostro Paese.

  2. Alberto dice:

    Sono anni che presento esposti e denunce a tutte le Istituzioni denunciando gli abusi idrogeologici perpetrati nella zona PEP MISA di SENIGALLIA(AN)e la veramente penosa situazione del fiume Misa che poi il 3 Maggio scorso è esondato causando vittime oltre che immensi danni economici ,Non possiamo accettare la causa della “BOMBA D’ACQUA”che,può essere solo la causa scatenante ma la responsabilità è dell’indifferenza e la non sensibilità alle problematiche idrogeologiche ed abusi territoriali del SINDACO,PRESIDENTE DELLA REGIONE,PRESIDENTE della PROVINCIA,PREFETTO PROTEZIONE CIVILE prevenzione,e, degli innumerevoli enti del Ministero dell’ambiente preposti al controllo del territorio e della vita umana che,se fossero in numero minore sarebbero più responsabili ed operativi .

  3. Gianni Alloi dice:

    Egregio Sig Mario Tozzi

    sono Gianni Alloi, Presidente di quella Associazione “La Torre Brondello”
    che io stesso ho fortemente voluto e fondato con atto notarile nel 2004,
    proprio per come detto nello statuto della associazione “per salvaguardare il territorio vicino e circostante su cui sorge la torre medioevale originale del 1100 monumento storico”.

    Torinese da generazioni e di nascita,
    da 40 anni “volontario” nell’interessarmi del paese in cui da 40 anni mi sono trasferito con tutta la famiglia,
    da 40 anni, seguo e mi interesso di ambiente, natura e territorio, prima socio LIPU, poi socio WWF e infine con la associazione,
    da molti di quei 40 anni, seguo lei in TV in occasione degli innumerevoli e ripetuti disastri ambientali italiani,
    che sembrano aumentare anziché diminuire causa meteorologia e clima sempre più imprevedibili,
    e continuamente sento ripetere con in un eterno “replay” cause e mancanza di interventi necessita’ in merito
    cui fanno da contraltare tutte le incurie ed i mancati interventi,
    gli interventi errati dell’uomo e delle amministrazioni, della cementificazione selvaggia del territorio per interessi o il disinteresse di troppi,
    la corruzione eccetera.
    Ancora stamattina ho visto sua partecipazione su Rai 1, in merito alle stesse problematiche ripetute per la ennesima volta, nel caso delle nuove esondazioni relativamente a zone del Tanaro in Piemonte,
    interviste a Sindaci per sentire ancora una volta fare scarica barile da una amministrazione all’altra,
    da un Ente all’altro,
    ed i cittadini inermi a subire.

    Vorrei segnalare che in ogni campo o trasmissione o documentario TV,
    da Linea Verde – Rai 1 a Linea Verde -Canale 5 o i vari documentari di Marco Polo o di tante altri canali e reti TV,
    anche quando si parla di “Borghi” uscendo dall’interesse generalizzato solo su centri più grandi ed importanti,
    che si parli di tasse, di temi da “Gabibbo” o qualsiasi altra cosa e’ per il 99,9 % impossibile che si vada ad interessassi o segnalare problemi di Borghi ancora più piccoli, e quindi delle problematiche del territori tanto piccoli, da avere gia in atto la desertificazione commerciale e demografica,
    a seguito ed a causa dell’essere sempre dimenticati, caduti nell’oblio,
    paesi abbandonati perché non hanno neanche quella minima possibilità di sostentamento da risorse proprie,
    perché abitazioni che pagano le tasse non essendo rurali sono poche,
    sono pochissime le seconde case perché nel paese non e’ mai stata possibile una politica turistica,
    perché sempre più spopolato,
    stiamo parlando di paesi in cui le attività artigianali e del terziario sono meno di 5, industrie zero,
    non vi e’ possibilità di reperire introiti da multe non essendoci neanche un vigile, solo il messo, anche a causa del quasi nullo passaggio se non dei residenti, e per gli stessi motivi non vi e’ la possibilita’ di istituire parcheggi a pagamento, se non gravando sui 200 residenti, che introiti può avere il Comune al di la dei diritti cimiteriali ?

    Da decenni i boschi vivono nella incuria più assoluta, abbandonati perché i vecchi proprietari molte volte sono morti e chi ha ereditato non da cosa fare o non si interessa di fare,
    anche perché molte volte non e’ stata fatta una pratica di “successione”,
    perché i costi burocratici sono nettamente superiori agli eventuali ricavi, per avere quei ricavi, vanno fatti lavori piu costosi dei ricavi stessi hanno a loro volta costi.
    Vi sono molte decine di baite, abbandonate da anni, di cui non si sa più nemmeno chi ne e’ il proprietario,
    e quando vi e’ un proprietario,
    molte volte, nei casi in cui il tetto non e’ ancora caduto per il degrado, lo si abbatte, per poter classificare quel fabbricato come “diruto” e non pagarvi sopra le tasse ….

    Da decenni vedo e sento dire, da quei pochi esperti rimasti sul territorio e ivi residenti, sento dire che i combali,
    sedi dei vari torrenti nel comune di Brondello, Valle Bronda Provincia di Cuneo,
    sono in condizioni tali, ostruiti da centinaia di alberi di alto fusto caduti,
    per cui e’ necessario “pregare che non avvenga una “bomba d’acqua” perché altrimenti verrebbe trascinato tutto a valle dove farebbe da diga ….
    stesse cose che sento purtroppo dire in altri casi in altri territori ….

    A meta’ ottobre sono riuscito a indire una riunione in Comune,
    con oggetto “problemi forestali”
    e in quella riunione, confermata esistenza di queste necessita’ e problematiche relative,
    la Amministrazione Comunale, a concluso che non si ha nemmeno la possibilità di fare una “Ordinanza” al fine di invitare i fondisti a mantenere in ordine boschi specialmente lungo le strade, al fine di evitare possibili danni, che costano poi più dei lavori di manutenzione preventiva,
    tanto che mi e’ parso di intuire, che si eviti di andare a fare controlli proprio per evitare di doversi fare poi scrupoli sulla necessita’ di interventi,

    perché non avrebbe poi la possibilità di far rispettare Ordinanza, proprio perché
    1- il più delle volte non si sa chi dovrebbe essere eventuale soggetto a cui rivolgere la ordinanza stessa
    2 – dovendo poi provvedere come Comune, nei casi in cui ordinanza non fosse onorata, il Comune non avrebbe la possibilità di avere i soldi per far eseguire i lavori e non saprebbe a monte su chi rivalersi per far pagare !!!

    Ho pensato di interpellare lei,
    con la fiducia che osservandola e sentendola in Tv ho acquisito sulla sua correttezza e professionalita’,
    al fine di valutare se e quanto da lei possiamo avere un interessamento alle problematiche che un Comune  per niente remunerativo sia dal lato economico che “politico” come Brondello,
    al fine ad esempio di poter avere un sopralluogo sul territorio al fine di valutazione sulla situazione,
    al di la poi di prospettare soluzioni
    in merito.

    Sicuro di aver trovato in lei quella persona diversa,
    speranzoso che lei possa interessarsi
    alle nostre necessita’
    sicuro almeno di un suo contatto in merito, ad es per inviarle documentazione che può essere utile
    per un primo esame del caso
    a distanza,
    cordialmente la saluto

    Gianni Alloi    348.3556081

    Troverà sicuramente errori causa la fretta dello scrivere e della mia poca praticità con tastiere così piccole.
    e di ciò mi scuso