“Trasparenza su atti segreti decisiva per ridare credibilità alle istituzioni”

segretitossicidef-wIntervista al quotidiano ‘Il Manifesto’ per parlare di navi dei veleni, Somalia, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Terra dei fuochi.

di Andrea Palladino e Andrea Tornago

Prima la Terra dei fuo­chi, ora le navi dei veleni e i traf­fici con la Soma­lia. L’«operazione tra­spa­renza» sui rifiuti tos­sici lan­ciata dalla pre­si­dente della Camera Laura Bol­drini – ini­ziata a fine otto­bre con la pub­bli­ca­zione delle dichia­ra­zioni dell’ex boss dei casa­lesi Car­mine Schia­vone sugli sver­sa­menti nell’agro cam­pano – è arri­vata al cuore dei silenzi che da vent’anni avvol­gono alcuni dei più fitti misteri ita­liani. Come gli affon­da­menti di navi cari­che di sco­rie nel Medi­ter­ra­neo e i traf­fici di armi e rifiuti con la Soma­lia. E la sto­ria di due morti irri­solte: l’omicidio della gior­na­li­sta Ila­ria Alpi e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo del ’94 a Moga­di­scio, e la morte sospetta dell’investigatore che inda­gava sugli affon­da­menti delle “navi a per­dere”, il capi­tano di cor­vetta Natale De Gra­zia, avve­le­nato il 13 dicem­bre ’95 a Nocera Infe­riore. Dopo la richie­sta di Green­peace, l’ufficio di pre­si­denza di Mon­te­ci­to­rio ha avviato il per­corso per la dese­cre­ta­zione dei docu­menti riser­vati delle Com­mis­sioni par­la­men­tari d’inchiesta – più di 600 dos­sier segreti, come ha rive­lato il mani­fe­sto – girando la richie­sta ai ser­vizi di intel­li­gence italiani.

Pre­si­dente Bol­drini, sul traf­fico dei rifiuti lei ha avviato un’operazione di tra­spa­renza e verità. Fare chia­rezza sul traf­fico nord-sud, sulle navi dei veleni e sul caso Alpi-Hrovatin, solo fino a pochi mesi fa, sem­brava impen­sa­bile. Cos’è cambiato?

Non so cosa avesse impe­dito pre­ce­den­te­mente di avviare un per­corso di tra­spa­renza. Quello che so è che oggi la que­stione è asso­lu­ta­mente deci­siva per la cre­di­bi­lità delle isti­tu­zioni: se vogliamo pro­vare a ripri­sti­nare un rap­porto di fidu­cia coi cit­ta­dini, è indi­spen­sa­bile togliere il velo del segreto ogni volta che sia pos­si­bile e giusto.

È un’iniziativa impor­tante, per­ché su que­sti temi spesso è sem­brato che ci fosse una “ragion di Stato”.

Non pos­siamo dimen­ti­care di vivere in un Paese nel quale, troppo spesso, il segreto è stato appo­sto e invo­cato non a tutela dei diritti di molti, ma a guar­dia degli inte­ressi e dei pri­vi­legi di pochi. Ciò ha fatto con­so­li­dare nell’opinione pub­blica un muro di scet­ti­ci­smo che chi opera nelle isti­tu­zioni si deve porre l’obiettivo di sgre­to­lare. È per que­sto che ad esem­pio a fine otto­bre l’ufficio di pre­si­denza della Camera ha deciso di togliere il segreto sulle dichia­ra­zioni rese nel ’97 da Car­mine Schia­vone alla Com­mis­sione bica­me­rale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti sulla cosid­detta “Terra dei Fuo­chi”. E quell’iniziativa ha sol­le­ci­tato nuove curio­sità e nuove domande.

Per le “navi dei veleni” però è diverso: la que­stione è ancora più spinosa.

Sulle “navi dei veleni” ho rice­vuto pochi giorni fa una richie­sta da parte di Green­peace e dei Verdi e ho sot­to­po­sto imme­dia­ta­mente la que­stione all’ufficio di pre­si­denza, dove è stato con­di­viso da tutti l’avvio di una pro­ce­dura per togliere il segreto sul più alto numero pos­si­bile di docu­menti in mate­ria. Ricordo che delle cosid­dette “navi dei veleni” si sono occu­pate sia le Com­mis­sioni sul ciclo dei rifiuti che hanno ope­rato negli ultimi dieci anni, sia la Com­mis­sione di inchie­sta sulla morte di Ila­ria Alpi e Miran Hro­va­tin isti­tuita nella sedi­ce­sima legi­sla­tura. Que­gli atti sono con­ser­vati presso l’archivio sto­rico della Camera.

Quali sono gli osta­coli che ora potreb­bero ren­dere dif­fi­cile la dese­cre­ta­zione? Che cosa potrebbe non funzionare?

Non par­le­rei di «qual­cosa che può non fun­zio­nare». Credo – anche qui per amore di tra­spa­renza – che sia neces­sa­rio spie­gare bene la pro­ce­dura che è stata avviata. I docu­menti di cui par­liamo sono essen­zial­mente atti che le Com­mis­sioni par­la­men­tari di inchie­sta hanno acqui­sito da altre auto­rità, che li hanno tra­smessi con il vin­colo di riser­va­tezza o segre­tezza. Per togliere il segreto dun­que dovremo inter­pel­lare loro affin­ché pos­sano rimuo­vere o con­fer­mare il vin­colo. Que­sta è la pro­ce­dura pre­vi­sta dal rego­la­mento dell’archivio sto­rico della Camera. Nel caso invece di atti o docu­menti pro­dotti dalle Com­mis­sioni stesse, e poi sot­to­po­sti al cosid­detto “segreto fun­zio­nale” – quello che può essere posto per tute­lare il buon esito dell’inchiesta par­la­men­tare e che, ad esem­pio, si pone per pre­ser­vare certi testi­moni chia­mati a rila­sciare dichia­ra­zioni davanti alla com­mis­sione d’inchiesta –, si potrà pro­ce­dere alla loro dese­cre­ta­zione una volta veri­fi­cato che ciò non intralci l’attività di altri organi dello Stato, ad esem­pio inchie­ste giu­di­zia­rie in corso.

Che cosa si impe­gna a fare sin d’ora la pre­si­denza della Camera per supe­rare even­tuali intoppi?

La pre­si­denza farà tutto quello che si ren­derà neces­sa­rio per­ché il cam­mino che si è intra­preso vada a buon fine. Natu­ral­mente tutto ciò avverrà nel rispetto delle regole det­tate dal nostro ordi­na­mento e delle com­pe­tenze spet­tanti agli altri sog­getti isti­tu­zio­nali coin­volti. Come ho detto prima, l’iter coin­vol­gerà anche valu­ta­zioni di altri organi dello Stato.

Quali sono i tempi?

L’attività degli uffici di Mon­te­ci­to­rio è già comin­ciata, stiamo lavo­rando per indi­vi­duare gli atti e i docu­menti in que­stione. Si trat­terà poi di dare alle altre auto­rità il tempo di svol­gere le loro istrut­to­rie. Non escludo che si possa “fra­zio­nare” il per­corso in più tappe, qua­lora alcune rispo­ste giun­ges­sero già in tempi brevi.

Si è sen­tita con il col­lega Grasso? C’è un coor­di­na­mento tra voi su que­sto tema?

Al momento gli atti e i docu­menti dovreb­bero essere tutti depo­si­tati presso l’archivio sto­rico della Camera, e quindi la pro­ce­dura sarà gestita presso la Camera stessa. Se doves­sero emer­gere esi­genze diverse comun­que è evi­dente che vi sarà un coor­di­na­mento tra Camera e Senato.

L’Italia negli anni ’80 e ’90 ha espor­tato rifiuti peri­co­losi nei paesi afri­cani e latino-americani. Poi sono ini­ziati i traf­fici verso il Mez­zo­giorno. Nono­stante que­sti pre­ce­denti non abbiamo ancora una legge che puni­sca seve­ra­mente i reati ambien­tali, pre­scritti oggi in pochis­simo tempo. Ci potrà essere, secondo lei, un inte­resse di que­sto Par­la­mento a varare riforme in que­sto settore?

Nel calen­da­rio dei lavori dell’assemblea della Camera per il mese di dicem­bre è già inse­rito l’esame di alcune pro­po­ste di legge attual­mente all’esame della Com­mis­sione Giu­sti­zia. Sono testi che riscri­vono com­ple­ta­mente la mate­ria dei reati ambien­tali, ina­sprendo in par­ti­co­lare le san­zioni e pre­ve­dendo la puni­bi­lità di con­dotte oggi prive di disci­plina nor­ma­tiva. Anche sotto que­sto pro­filo penso pro­prio che la Camera riu­scirà a dare una rispo­sta con­creta in tempi ravvicinati.

Per­ché non è ancora stata isti­tuita la Com­mis­sione bica­me­rale d’inchiesta sugli ille­citi con­nessi al ciclo dei rifiuti?

Il pro­getto di legge di isti­tu­zione della Com­mis­sione la Camera lo ha appro­vato già lo scorso 11 luglio. Il testo ora è all’esame al Senato e a quanto mi risulta la com­mis­sione com­pe­tente del Senato potrà pro­ce­dere alla sua appro­va­zione senza neces­sità di pas­sare per l’assemblea, avendo avuto asse­gnato il pro­getto di legge in sede deli­be­rante il 18 otto­bre scorso. Sono fidu­ciosa che pre­sto anche il Senato lo voterà.

http://ilmanifesto.it/disseppelliremo-i-segreti-tossici/

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