Campagna per aiutare i rifugiati siriani: la storia di Azmi e Azzam

Di Ana Fontal

“Se la nostra famiglia viene arrestata in Egitto, si trova a dover scegliere tra la prigione e il rientro in Siria. La nostra unica speranza è cercare una strada legale e sicura per portarla in Europa.

I nostri genitori sono anziani. Non possono affrontare un pericoloso viaggio per mare o essere detenuti nelle carceri degli aeroporti”. Azmi e Azzam, due fratelli fuggiti dalla Siria che si trovano ora in Belgio, non sono gli unici a vivere nell’angoscia di non sapere  se la propria famiglia è al sicuro.

I paesi vicini della Siria ospitano circa il 97% di coloro che fuggono dal conflitto. La maggior parte dei rifugiati desidera rimanere vicino al proprio paese per poter tornare a casa non appena risulti possibile rientrare in condizioni di sicurezza. Tuttavia, non esistendo praticamente canali sicuri e legali per arrivare in Europa, i pochi rifugiati siriani che intendono cercarvi rifugio non hanno altra possibilità che mettere a rischio la propria vita affrontando un viaggio con mezzi irregolari, alla mercé di trafficanti privi di scrupoli.

Bisogna rendere merito all’Italia che con l’operazione Mare Nostrum ha salvato migliaia di persone, da quando è stata avviata lo scorso ottobre a seguito del naufragio nei pressi di Lampedusa che è costato la vita a oltre 350 persone; tuttavia in altri punti delle frontiere europee non vengono compiuti sforzi analoghi per proteggere esseri umani che cercano salvezza.

E’ fondamentale assicurare delle vie sicure e legali di accesso all’Europa. Ci sono poche possibilità di fare richiesta di protezione o di visti per ragioni umanitarie presso le ambasciate all’estero degli Stati membri; le complesse procedure di ricongiungimento familiare equivalgono all’impossibilità per coloro che hanno parenti in Europa di riunirsi con i propri familiari e l’impegno dei paesi dell’UE di re-insediare i rifugiati che si trovano nei paesi di transito resta modesto rispetto alle necessità.

Azmi ha lasciato la sua famiglia per raggiungere l’Europa dove sperava in seguito di poterli fare arrivare in piena sicurezza. Dopo un pericoloso viaggio in mare, Azmi è riuscito alla fine ad arrivare in Belgio dove con suo fratello sta tuttora cercando un modo legale e sicuro per ricongiungersi con la famiglia. Non vogliono che i loro genitori e i loro figli rischino la vita in una pericolosa traversata del mare. Azzam e Mohamed hanno imparato l’olandese e stanno lavorando duro per mandare del denaro alla famiglia, anche se costerebbe meno mantenerli in Belgio.

Tutti noi conosciamo le atrocità che stanno avvenendo in Siria. Basta guardare la televisione o leggere i giornali per capire da cosa fuggono queste persone. Noi Europei possiamo dire che stiamo facendo tutto il possibile per aiutare i rifugiati siriani? Unitevi alle migliaia di persone che chiedono agli Stati europei di togliere dalle nostre frontiere il cartello “Siamo chiusi”, che chiedono di offrire ai rifugiati una via sicura per entrare in Europa, di proteggere i rifugiati che arrivano alle frontiere europee e di riunire le famiglie  divise dalla crisi.

http://www.helpsyriasrefugees.eu/it/firma-la-petizione.html

L’ECRE (Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli) è un’alleanza pan-europea costituita da 82 ONG che tutelano e promuovono i diritti dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati. 

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2 commenti su “Campagna per aiutare i rifugiati siriani: la storia di Azmi e Azzam

  1. trovskj trovskj dice:

    credo che la Boldrini possa proporre soluzioni adeguate al fenomeno dei rifugiati quale una dei massimi esperti e quale presidente della camera dando impulso a che la questione venga discussa a livello governativo ed in sede europea.avanti Boldrini con tenacia e determinazione per eliminare il torpore di questo Paese!!!!!

  2. Trovskj Trovskj dice:

    Questo impegno della Boldrini e’ davvero lodevole ed encomiabile .