Ci dicono che l’ingiustizia è normale, io non ci credo

marianna guzzetti

di Marianna Guzzetti

Cara presidente,

le scrivo perché la stimo molto e vorrei condividere il mio pensiero con lei.

 Sono una studentessa di scienze dell’educazione e amo molto quello che studio. Studiando ho imparato che l’educazione è alla base di tutto, proprio per questo è uno strumento potente, è ciò che fa muovere il mondo. È ciò che si cela dietro ogni nostra piccola azione, dietro un gesto, una parola.

Che cosa sta insegnando questa società a noi giovani? A non avere speranza, a credere che le cose vadano sempre male e non si possano cambiare. A credere che noi giovani non abbiamo il potere di farle cambiare, che ormai è tutto così statico da non poter essere trasformato. Ci stanno facendo credere che la follia è normalità.

Ho sentito di amministratori delegati che vantano incrementi di fatturato e poi quando devono rinnovare il contratto ad un dipendente onesto e meritevole, con finto dispiacere comunicano che quest’anno il business è andato male e che quindi non potranno rinnovargli il contratto. Ma se vuole può rimanere: gratis. Ho sentito sempre questi lamentarsi che noi giovani siamo cambiati, che non ci teniamo più al lavoro, che appena finiamo il turno usciamo perché abbiamo altro da fare oltre al lavoro e non rimaniamo qualche ora in più gratis a fatturare. In un momento di crisi è negativo anche prendersi cura di se stessi. È negativo non voler farsi sfruttare.

Questa per me è follia. Ci vogliono far credere che la normalità sia lavorare gratis o sottopagati, far vedere che si tiene al proprio lavoro con ore cospicue di straordinari non retribuiti. Per avere in cambio cosa? Nessun tipo di valorizzazione personale, un ambiente omofobo e l’arricchimento di chi sta ai vertici dell’azienda. Ecco la vera crisi, la crisi dei valori, la crisi dei diritti, la crisi della speranza di poter cambiare tutto ciò. Ci hanno detto che la crisi è generatrice di cambiamento. Ma  il cambiamento si ottiene a partire da piccole azioni.

L’Italia ha bisogno di un cambiamento culturale, di un cambiamento di valori e questo non è possibile ottenerlo in tempi brevi. L’educazione può operare per generare tutto questo, eppure noi educatori siamo sottostimati e molti cittadini non sanno nemmeno della nostra esistenza. Siamo destinati a vivere con uno stipendio basso, eppure abbiamo un compito così grande. Dobbiamo sradicare tutto quello di negativo che i media ripetutamente ci dicono, perché anche loro educano. Dobbiamo avere coraggio, nonostante tutte le paure che ci mettono per tenerci tranquilli. Dobbiamo avere speranza, perché é la vera arma che ci fa vincere la paura e solo armati di quella possiamo rendere questo mondo diverso e migliore. A partire da noi stessi.

Inoltre vorrei parlarle di un problema che è parte della mia quotidianità. Mio padre soffre di una forte depressione e all’età di 67 anni si ritrova a dover entrare ed uscire per la quinta volta da una clinica psichiatrica.

Per legge può rimanere all’interno della clinica fino ad un massimo di trenta giorni, nonostante necessiti di rimanervi per un periodo più lungo. Se vuole continuare la terapia in clinica deve spendere 250€ al giorno per l’affitto di un posto letto. È possibile che in Italia, dopo la chiusura dei manicomi con la legge Basaglia, non siano stati istituiti dei centri pubblici per chi soffre di questa malattia? Eppure sono sempre più in aumento le persone che si ammalano di depressione. Lo psichiatra del C.P.S. non basta. Non esistono attualmente centri riabilitativi per chi ha questo tipo di malattia, in cui poter stare il tempo necessario per guarire, senza incapparsi in spese esagerate?

Ne esistono per chi ha abusato di sostanze, per persone con disabilità, per le donne che si sono sottratte alla tratta della prostituzione e hanno deciso di scappare, per gli anziani, ma non per chi soffre per una malattia così devastante, da annientare ogni tipo di speranza. Nessuno racconta di tutte quelle persone rifugiate nei riparti di psichiatria, che ogni giorno lottano per stare al mondo, abbandonati da una società che prima ti usa, poi ti fa ammalare e non ti dà la possibilità di sentire che vali, che esisti. Questo è quello che abbiamo ereditato dai nostri genitori?

A me piace pensare che le cose possano andare diversamente e che esista qualcuno che si batte per migliorarle. Qualcuno come lei.

 

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10 commenti su “Ci dicono che l’ingiustizia è normale, io non ci credo

  1. luigi crocco dice:

    gentile Marianna Guzzetti,
    essendo di alcune generazioni più vecchia della tua quasi come il tuo papà condivido il tuo pensiero non solo di trovare ma pretendere ambizioni per motivazioni più alte sul lavoro come nei primi decenni del dopo guerra a ricostruire l’Italia con la lira
    Ma con l’euro anche se non abitiamo dichiarato un’ ultima guerra mondiale abbiamo un PIL e un debito pubblico per le tasse che colpisce tutto e tutti come l’avessimo persa contro gli ultimi paesi in europa per cui il nostro problema sulla ricostruzione s’ ingigantisce per l’ inflazione incontrollata sul potere di acquisto dei salari sui prezzi raddoppiati dei beni al consumo Ma sullo statuto europeo firmato a Roma 1999 la politica monetaria fu attribuita alla Bce di Francoforte e la politica sociale dei redditi alla competenza esclusiva di ciascun Governo degli stati membri che deve rispondere al proprio elettorato. E in attesa in Europa che qualcuno sui Bond o eurobbligazioni si decida a sostenere direttamente il lavoro a salario e che un nostro governo si adoperi a ricostruire gli obblighi sul diritto al LAVORO come si usava nel tempo migliore ! La storia insegna a resistere

  2. SALVATORE CARINO dice:

    Gentilissima Marianna , purtroppo , credo che rimarrai delusa , la presidente Boldrini , anche avendone le capacita’ , la sensibilita’ , non potra’ mai far cambiare le cose , i suoi poteri decisionali sono molto limitati , i suoi rapporti con il Parlamento sono quasi esclusivamente formali , altrimenti non avrebbero scelto una donna con il suo curriculum . In Italia comandano i poteri forti , che approfittando di leggi ambigue , confuse , contraddittorie , riescono , troppo facilmente , ad indirizzare l’operato del Governo alla tutela dei loro interessi , leggi ad personam , finanziamenti pubblici a fondo perduto milionari ai soliti privilegiati , giustizia inefficiente e poco incisiva e punitiva , sono solo alcuni esempi espliciti , poco rassicuranti , troppo spesso devastanti , di una politica senza una logica di fratellanza , di uguaglianza
    Renzi e’ la copertina nuova di un libro che abbiamo letto tutti , la persona piu’ adatta a contrastare la rivoluzione di Grillo , un giovane rivoluzionario disarmato e disorientato , affiancato da inesperti politici , ma abili divulgatori di brillanti programmi incoerenti , destabilizzanti , i quali , incuranti di offendere l’intelligenza dei cittadini , come primo provvedimento , hanno regalato , in tempo di grave crisi economica , 80 euro a coloro che gia di se , avevano la fortuna di conservare il posto di lavoro , mentre a coloro estromessi dalla vita lavorativa e sociale , a causa dei loro errori , hanno negato anche un minimo sussidio economico per irreperibilita’ dei fondi necessari , infischiandosene dei quotidiani suicidi a causa di insolvenze economiche ed indegna sopravvivenza .
    Marianna , io , con la mia patologia debilitante , come tuo padre , e migliaia di italiani , non abbiamo niente di cui vergognarci o scusarci , siamo alla merce’ di loschi individui , ed animali poco sviluppati , che si cibano delle disgrazie altrui , ma ti garantisco che non siamo indifesi , i nostri anticorpi , insieme a chi ci sopporta , sapranno annientarli . Fatti coraggio , e pensa sempre , come faccio io , che un fascio di luce accompagna i tuoi passi , continua ad aver cura di tuo padre , sei una prescelta , non abbandonare mai la sua croce , sei parte di lui , continua ad amarlo e guarira’ .
    Perdona la mia invadenza , ma la tua storia e’ la nostra STORIA di oggi , e lo sara’ domani per i nostri figli .

  3. l’ingiustizia, a mio parere, esiste da quando esiste l’uomo. esiste in famiglia quando un genitore predilige un figlio a scapito di un altro, esiste sul posto di lavoro e nella vita privata. spesso ci domandiamo il perché senza trovare risposta. non si può entrare nella sfera degli amori o delle simpatie. sono un medico e, spesso,nonostante le mie capacità superiori a quelle di altri sono stata scavalcata da qualche raccomandato di ferro. me ne sono fatta sempre una ragione ed ho continuato a lavorare senza orari anche nella ASL senza nulla pretendere. chiedere giustizia non è altro che un’utopia e se non ce ne facciamo una ragione rischiamo di ammalarci. pensiamo ai ricercatori che lavorano per 1000 euro al mese o ai restauratori che per una cifra simile svolgono un lavoro di milioni di euro l’anno. perché lo fanno? perché amano il loro lavoro e il compenso è secondario. quanto alla legge basaglia le do ragione nonsolo per gli ammalati ma anche per i sani che rischiano di essere ammazzati senza risarcimenti. l’errore più grande sono state le regioni mangiasoldi e non credo se ne esca. guardi avanti e non ne faccia una causa personale. il presidente della camera oltre la comprensione nulla potrà fare, almeno credo.

  4. nicola quadraro dice:

    Concordo pienamente.

  5. Miriam dice:

    Che cosa ci si può aspettare da uno Stato che, non ha i soldi per aiutare la degenza e recupero dei propri cittadini malati e poi li trova, (i soldi da sperperare), per opere pubbliche faraoniche ed inutili. Il più delle volte opere incompiute. Non abbiamo i soldi per aiutare i malati di SLA ed altre tremende malattie ma, per mantenere i clandestini nel nostro Paese lì abbiamo. Un malato come Suo padre deve “guarire” entro 30 gg altrimenti deve pagare di tasca propria la degenza. Quando paghiamo un tot giornaliero ad immigrati illegali e li facciamo soggiornare pure in albergo…. (ed italiani che nessuno aiuta che vanno a raccattare nei cestini dell’immondizia), mi fermo qui per non andare fuori argomento.

    Uno Stato che non ha cura dei propri cittadini è uno Stato che non è degno dei propri cittadini onesti che pagano contributi e tasse.

    Cordialmente e buon lavoro Presidente Boldrini.

  6. luigi.c. dice:

    Gentile Nicola Quadraro
    Ringrazio della condivisione anche se devo aggiungere che il che il caso lo seguo da vicino sin dal 2005 sul governo Prodi e via via sempre con piu’ passione quando il Parlamento europeo approvo’ la Risoluzione europa 6 luglio 2011 che invita la commissione di trovare un metodo in eurobbligazio i dopo il 2013 per 23 milioni di persone e piu’ economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza a cui ho aggiunto sul mio progetto i pensionati sino al 60% del debito 1100 mliardi al italia al 6 valevole anche in America

  7. Maiorana Salvatore Claudio dice:

    Dopo la legge Basaglia, purtroppo, colti dall’entusiasmo della rivoluzionaria scelta, tutte gli “esperti” hanno dormito sugli allori e come si suole fare in Italia si è lasciato tutto il carico dell’assistenza alla responsabilità di ciascuna famiglia dei pazienti.
    Chi finanziariamente sta bene può avvalersi di servizi non alla portata di tutti. Ciò che amareggia è che in tutti i campi della sanità, in primis, del lavoro e della scuola, si verifica questo squallido fenomeno.
    La speranza è che molti giovani, avendo capito il problema, possano cambiare lo stato delle cose in un futuro più vicino possibile. Noi giovani del passato ci auguriamo abbiano fede e coraggio perché possano tenacemente riuscirsi. Noi abbiamo tentato di farlo, ma abbiamo conseguito pochi risultati.
    Un augurio di cuore per Marianna e tutti coloro che si trovano in condizioni analoghe.

  8. luigi crocco dice:

    ….il problema è uno solo, le tasse e i tagli li discutono per fare leggi poi si accorgono che i fondi da destinare i finanziamenti e i controlli non bastano quindi le spese le scaricano ai privati nel caso super il reddito di 8.000 euro mentre per patologie invalidanti come il papa di Marianna’ poco tempo fa vi era la possibilità di chiedere il ricovero anche in una clinica al estero poi sui tagli alla sanità sembra cancellato rimanendo il ricovero nelle cliniche sul nostro territorio masesservi s riducendo l’ assistenza che In un altro paese civile non può esistere un iter simile sin dal primo momento per

  9. Miriam dice:

    Io mi sento di commentare soltanto scrivendo che:

    in Italia manteniamo i clandestini per anni, pure facendoli soggiornare in alberghi, e al contempo un Cittadino Italiano ammalato, come nel caso del papà di Marianna, deve guarire entro 30 giorni altrimenti, ti devi pagare di tasca tua la degenza.
    Uno Stato che non ha cura dei suoi cittadini è uno Stato indegno dei propri cittadini che pagano le tasse e contributi.

  10. lucio dice:

    Concordo anch’io pienamente con quanto scritto da voi tutti. Io mi sono laureato un paio di mesi fa (a 52 anni) ma questo mi ha consentito di conoscere molti ragazzi e ragazze perché andavo anche a lezione.
    La mia generazione ha faticato un po’ a trovare lavoro ma alla fine, bene o male, siamo tutti riusciti a farcela ad un’età ragionevole.
    Io stesso sono un dipendente pubblico da circa 25 anni.
    Purtroppo ho potuto constatare, tra i ragazzi, la vera e propria paura di non riuscire, dopo la laurea, a trovare un occupazione almeno decente.
    In compenso, devo dire, continuiamo a far lavorare persone sempre più anziane mentre i giovani rimangono a casa a non far niente.
    Ho anche l’occasione di parlare con molta gente ma purtroppo tutti la pensiamo allo stesso modo.
    Come sempre un forte ringraziamento a Laura Boldrini che ci dà la possibilità di esprimere le nostre opinioni.