“Edilizia senza petrolio con gli scarti delle produzioni agricole”

Daniela-Ducatositodi Daniela Ducato

L’attività umana con il più grave impatto ambientale del pianeta? Le costruzioni. Per questo io mi occupo di architettura senza petrolio e produco materiali naturali per l’edilizia.

Il petrolchimico è la risorsa predominante dell’edilizia ed anche la prima causa al mondo di guerre, sfruttamento, povertà, diseguaglianze sociali e cambiamenti climatici. L’efficienza energetica è fatta in buona parte di materiali inquinanti a base di petrolchimici (poliestere, polistireni, poliuretani),  di altri energivori (come  la lana di roccia) ed ancora di materiali rinnovabili che per essere coltivati sottraggono spazio all’agricoltura e sono ottenuti con l’abuso salariale e lo sfruttamento delle persone, soprattutto delle donne, che costano molto meno degli uomini.

Il mio lavoro è quello di progettare e realizzare materiali che non contengono una goccia di  petrolio. Materiali  fatti solo di eccedenze e  surplus provenienti dall’agricoltura, dal boschivo, dal vitivinicolo. Quello che è scarto per qualcuno è risorsa per un altro.DANIELA DUCATO EDIZERO3

Così, con il mio staff, usando esclusivamente il 100% di pura lana vergine di pecora, realizziamo termoisolanti, ad alta ingegneria industriale. Un ‘cappotto’ per gli edifici fatto con gli scarti della produzione di lana che è campione del mondo in potere isolante e inerzia termica. Dai gusci inservibili dopo la lavorazione del marmo creiamo grassello di calce. Le vinacce di risulta dell’attività vitivinicola servono per fare colori per pareti e costruzioni. Così come dal siero residuale dalla lavorazione del formaggio tiriamo fuori un legante straordinario per argille o grassello di calce senza additivi chimici. Tutti questi prodotti non sono solo naturali, ma anche di alta resa. E la qualità, se è innovativa, produce edifici sani ed economie sane. La mia esperienza dimostra che la questione morale è anche questione economica e che produrre reddito e posti di lavoro dignitosi e materiali dignitosi si può, anzi si deve.

Dall’esempio di questa azienda, costruita in Sardegna con la sinergia e lo scambio di competenze e sapienze di più imprenditori, è nato anche il Polo Produttivo per la Bioedilizia ‘La casa verde Co2.0’, il più grande d’Italia per tipologie realizzate (oltre 400 modelli). Tutte le 75 imprese coinvolte in questa rete – metà in Sardegna, il resto in altre regioni d’Italia – operano in continuità di filiera, condividono ricerca, competenze e tecnologia, producono a km corto e utilizzano solo materie prime rinnovabili  eccedenti, senza “consumo” di agricoltura di paesaggio e di risorse idriche, per i settori dell’edilizia, dell’arredo, del design, della nautica e in distretto con i settori del food agricolo e della pastorizia.

Il prossimo 10 aprile comincia un nuovo sogno: EDIZERO Architecture of Peace, la prima  materioteca al mondo, per la progettazione carbon free, ad avere una libreria di materiali tecnologici ricavati da oltre 500 ingredienti rinnovabili eccedenti a tracciabilità totale, certificazione etica ambientale ANAB ICEA, completamente privi di derivati petrolchimici, per una “Architettura di Pace” indipendente dal petrolio, custode di biodiversità  a misura d’uomo e di donna.

Ogni prodotto del mio lavoro si  ispira e nasce dal patrimonio di ricchezza immateriale concretizzato come correntista della Banca del Tempo “le città invisibili” perché, come dice Italo Calvino, “le città non sono solo scambi di merci: sono scambi di emozioni, di gesti, di ricordi, di desideri, di suoni, di tempo e di saperi”.

Daniela Ducato è un’imprenditrice, si è specializzata in Svizzera in didattica del movimento applicata alla fisica del suono, vive a Guspini, in Sardegna. Lavora da anni nella green economy e ha creato Edilana, Editerra e Edimare, prodotti uniti dall’idea del recupero degli scarti. Ha vinto il Premio New Urbanism a New York per il piano del verde a misura di farfalla e di biodiversità, il Premio Euwiin a Stoccolma come migliore innovatrice Europea, settore ecofriendly. Nel 2011 le è stato assegnato il Premio nazionale di ecologia dal Ministreo dell’Ambiente e nel 2014 il Premio Minerva per l’imprenditoria. L’8 marzo del 2015 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le ha assegnato l’onorificenza di Cavaliere per l’impegno nella tutela ambientale. 

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Un commento su ““Edilizia senza petrolio con gli scarti delle produzioni agricole”

  1. lucio dice:

    Mi sembra tutto molto fantastico. Fare cose semplici, molto utili, risparmiare danaro, non sfruttare la gente.
    Magari in tutto il mondo si potesse operare in questo modo.
    GRAZIE DI CUORE. DAVVERO