I miei primi 15 mesi a Montecitorio

laura-rosa-wLe ragioni del mio impegno, i cambiamenti in corso alla Camera, i diritti civili e i ritardi della politica, i possibili provvedimenti da adottare in sede europea sulla questione migranti, il rapporto con il governo.

Ma anche temi più personali come la mia esperienza di figlia e di madre. Ecco di cosa ho parlato nell’intervista al settimanale L’Espresso.

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3 commenti su “I miei primi 15 mesi a Montecitorio

  1. spero che il presidente della camera seguiti a svolgere il suo egregio lavoro gridando a voce alta le sue ragioni. è il politico che stimo di più ma purtroppo è super partes. deve, a mio avviso, alle prossime elezioni uscire da SEL che tante delusioni sta dando alla nazione ed entrare in un partito più forte e più sereno. la vedo al governo con il pd.

  2. Giorgio Bagnobianchi dice:

    Gentile Presidente Laura Boldrini,
    siamo tutti molto attenti alla legislazione e all’applicazione della stessa relativa ai diritti civili e sociali. Credo, tuttavia, che manchi un’analoga attenzione a certi semplici, elementari diritti “economici” e di “cittadinanza”, diritti che tutelino i singoli cittadini nei rapporti con le forti entità finanziarie e con le Istituzioni. Il rapporto cittadino-Istituzioni assomiglia ad un gioco tipo : “guardie e ladri” oppure “uno perde, l’altro vince”! Necessiterebbe invece, a mio parere, un passo avanti culturale che sviluppi sinergie tipo : “collaborando vinciamo entrambi” , “non mi conviene metterti in un angolo”, “non mi conviene raggirarti”, “mi conviene occuparmi non pre-occuparmi”…!
    Esemplifico con due delle tantissime proposte realizzabili e che potrebbero esser attivate rapidamente con leggi.
    1. Le scadenze di tasse, tributi e “controlli” (uno p.e. … la revisione dell’auto) non potrebbero esser comunicate con congruo anticipo dagli Enti preposti con l’invio di una lettera al domicilio? (o altra forma elettronico-informatica di comunicazione) L’impressione che l’insieme delle Istituzione ci offre è, invece, più vicina al vigile Sordi, appostato per far multe (…e cassetta!), che non quella di un “solidale” in un contratto di convivenza e di reciproca convenienza. Questo rapporto, se venisse instaurato, potremmo definirlo quasi un attitudine educante! …certamente una rivoluzione “copernicana” con il cittadino al centro del “sistema, (o forse sarebbe una rivoluzione illuminista?).
    2. Le carte di “fidelizzazione” delle varie catene di negozi e supermarket costituiscono un potente strumento di monitoraggio e condizionamento delle scelte di spesa dei clienti. Uno strumento apparentemente soft e vantaggioso che passa quasi inosservato anche alle associazioni dei consumatori. La mia proposta è : obbligare per legge i gestori dei programmi di fidelizzazione a rendere possibile ai propri clienti una lettura periodica dei dati relativi ai loro consumi e a fornire indicatori per monitorare quantità e alcuni aspetti della qualità degli acquisti fatti presso la catena stessa. P.e. totale delle spese del periodo divise per settore merceologico, totale del peso dei prodotti acquistati (carne, pesce, verdura, detersivi…) etc. etc. Anche in questo caso avremmo non solo un pur parziale riequilibrio tra il singolo e l’entità finanziaria ma anche la possibilità di “insegnare a gestire” i propri consumi e la qualità del proprio cibo a ciascuno che voglia, per questa strada, migliorare taluni aspetti della propria vita. Le associazioni dei consumatori potrebbero svogere una utile attività di educazione al “consumo maturo” fornendo ai soci “app” per trasformare quei dati economici e ponderali in indicatori di consumi di proteine, carboidrati, ottimizzazione delle risorse…etc.etc Nell’ambito di queste interessanti azioni di tutela dei diritti economici del singolo segnalo la norma inglese indirizzata all’obbligatorietà dello studio della matematica finanziaria nelle scuole.
    Gentile Presidente viviamo una stagione strana, piena di contraddizioni e problemi, figlia di tempi caratterizzati da una spasmodica attenzione ai diritti e molta “disattenzione” ai propri doveri ma credo che proprio per questo si debba agire sempre più con azioni di “e-ducazione e in-novazione”!
    Il Parlamento potrebbe autonomamente, ora e nel merito, fare un gran lavoro : legiferare su quegli aspetti che influenzano la quotidianità di tanti e così cercare una “nuova alleanza” con tutti i cittadini, per procedere al fianco dei cittadini.

    Cordialità
    Giorgio Bagnobianchi

  3. Giorgio Bagnobianchi dice:

    Gentile Presidente Laura Boldrini,

    siamo tutti molto attenti alla legislazione e all’applicazione della stessa relativa ai diritti civili e sociali. Credo, tuttavia, che manchi, in generale, un’analoga attenzione a semplici, elementari diritti “economici” e di “cittadinanza”, diritti che tutelino i singoli cittadini nei rapporti con forti entità finanziarie e con le Istituzioni. Anche se, ad oggi, registriamo nel settore strategico delle comunicazioni informatiche il lodevole lavoro di costruzione di una carta dei diritti in Internet.

    Inoltro due mie proposte.

    1. Le scadenze di tasse, tributi e “controlli” (uno p.e. … la revisione dell’auto) non potrebbero esser comunicate con congruo anticipo dagli Enti preposti con l’invio di una lettera al domicilio? …. o con altro dispositivo eletrtronico-informatico? L’impressione che l’insieme delle Istituzione ci offre è, invece, più vicina al vigile Sordi nell’indimenticabile film, appostato per far multe (…e cassetta!), che non quella di un “solidale” in un contratto di convivenza e di reciproca convenienza. Questo rapporto, se venisse instaurato, (potremmo definirlo quasi un’attitudine educante!) sarebbe certamente una rivoluzione “copernicana” (o forse illuminista?) : il cittadino al centro del sistema.

    2. Le carte di “fidelizzazione” delle varie catene di negozi e supermarket costituiscono un potente strumento di monitoraggio e condizionamento delle scelte di spesa dei clienti. Uno strumento apparentemente soft e vantaggioso che passa quasi inosservato, anche alle associazioni dei consumatori. La mia proposta è : obbligare per legge i gestori dei programmi di fidelizzazione a rendere possibile ai propri clienti una lettura periodica dei dati relativi ai loro consumi e a fornire indicatori per monitorare quantità e alcuni aspetti della qualità degli acquisti fatti presso la catena stessa. P.e. totale delle spese del periodo divise per settore merceologico, totale del peso dei prodotti acquistati (carne, pesce, verdura, detersivi…) etc. etc. Anche in questo caso avremmo non solo un pur parziale riequilibrio tra il singolo e l’entità finanziaria ma anche la possibilità di “insegnare a gestire” i propri consumi e la qualità del proprio cibo a ciascuno che voglia, per questa strada, migliorare taluni aspetti della propria vita. Le associazioni di consumatori potrebbe realizzare semplici app per la gestione individuale e/o familiare dei dati dati aggregati.
    Nell’ambito di queste interessanti azioni di tutela dei diritti economici del singolo segnalo la norma inglese indirizzata all’obbligatorietà dello studio della matematica finanziaria nelle scuole.

    Gentile Presidente viviamo una stagione strana, piena di contraddizioni e problemi, figlia di tempi caratterizzati da una spasmodica attenzione ai diritti e molta “disattenzione” ai propri doveri ma credo che proprio per questo si debba agire sempre più con azioni di “e-ducazione e in-novazione”: quello che in realtà propongo (e personalmente auspico) è un nuovo modello nei rapporti Cittadino-Stato. Per realizzarlo credo che necessitino anni di lavoro educativo (non solo a scuola!) ed un profondo ripensamento della scuola stessa.
    Intanto il Parlamento potrebbe autonomamente, ora e nel merito, fare un gran lavoro : legiferare su quegli aspetti (anche piccoli) che influenzano la quotidianità di tanti e così cercare una “nuova alleanza” con tutti i cittadini, per procedere al fianco dei cittadini.
    Cordialità
    Giorgio Bagnobianchi