Il microcredito? Sostegno essenziale per aprire il nostro negozio

baby-bazar-1-sitodi Donatella Primerano

Quando la mia amica Silvia, nel 2012, per cercare una alternativa ai nostri lavori da dipendente, mi propose di aprire un negozio di usato per bambini, non esitai a dirle di si.Ho sempre avuto il pallino del riutilizzo come riduzione degli sprechi, mi è sempre piaciuta l’idea che un oggetto può avere ancora tanto da dare e raccontare una volta che l’iniziale proprietario non ne necessiti più. Mi piaceva anche l’idea che riguardasse il mondo dell’infanzia: chiunque abbia figli sa che vita breve abbiano vestiti, attrezzature e giocattoli, i bambini crescono in fretta e tutto resta praticamente inutilizzato.

Lei aveva già individuato un locale con delle caratteristiche che potevano fare al caso nostro: una grande metratura, una sala separata per feste o laboratori, un complesso scolastico e due nidi privati nelle immediate vicinanze, buona possibilità di parcheggio. Aveva individuato anche un franchising specializzato nel settore, che si distingueva fra i tanti per l’accurata selezione degli articoli.

La trattativa per quel locale sfumò e più andavamo avanti più affrontavamo nuove incognite, comprese spese che non avevamo considerato. A quel punto mi tornò in mente Fondazione Pangea Onlus: conoscevo il loro lavoro di microcredito in Afghanistan, la trovavo una meravigliosa opportunità per chi davanti a sé non aveva nessuna alternativa:non era soltanto una sovvenzione, ma un vero e proprio prestito con delle regole ben precise per la restituzione. Sapevo che avevano iniziato ad operare anche in Italia e ho deciso di contattarli.

E’ stato fondamentale riuscire ad ottenere un prestito, ma è stato altrettanto ricevere un accompagnamento per gestire bene l’avviamento, strutturare meglio la nostra impresa, le nostre risorse e il Microcredito: abbiamo seguito con loro un seminario sull’avvio di impresa, che è stato importante perchè ha lavorato molto sulla motivazione e ci ha guidato verso il ‘business plan’ non solo con la sterile compilazione di dati ma valutando le nostre risorse e imparando a riconoscere partners e competitors in modo da trarre il meglio anche da fattori potenzialmente svantaggiosi. Ancora oggi sono i nostri “angeli custodi”.

A 16 mesi dall’apertura di Baby Bazar Roma Nomentana possiamo voltarci indietro e fare un bilancio della strada fatta, seppur breve: il negozio ha una buona risposta e abbiamo una buona clientela che ha subito individuato nel sistema del conto vendita una buona occasione per liberarsi di ciò che i loro bimbi non utilizzano più senza sprecarlo e a loro volta acquistare articoli in ottime condizioni a prezzi vantaggiosi. Le difficoltà non mancano e riguardano soprattutto l’eccessiva tassazione, non godiamo di una riduzione dell’IVA e paghiamo la tassa sui rifiuti nonostante non solo non utilizziamo imballi ma promuoviamo concretamente la cultura del riciclo e del riutilizzo.

Ci sentiamo di lanciare un incoraggiamento a chiunque abbia voglia o necessità di rimettersi in gioco a utilizzare lo strumento del microcredito e a rivolgersi a strutture serie come Fondazione Pangea, che orientano e aiutano a non disperdere risorse.

 

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