“Il primato della politica per scegliere il Capo dello Stato”

laura primo piano campagna elettorale1Del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica ho parlato con la giornalista Monica Guerzoni. Di seguito il testo dell’intervista pubblicata dal Corriere della Sera.

di Monica Guerzoni

All’Italia serve un presidente «che sappia interpretare il suo ruolo istituzionale come un servizio». Un uomo (o una donna) che abbia il profilo etico e la statura morale di Napolitano. La presidente della Camera, Laura Boldrini, condivide «ogni parola» dell’ultimo discorso pronunciato al Quirinale dal capo dello Stato. E, nel rilanciarne i passaggi chiave, si sofferma sul ruolo del Parlamento, sperando che i grandi elettori chiamati a votare il successore non deludano le aspettative: «Napolitano ha sollecitato le forze politiche a concentrarsi su questo esercizio per non arrivare impreparati».

Ha colto preoccupazione nelle parole del presidente? 
«Questa volta non c’è lui, non c’è una rete di protezione. Napolitano ha esortato il Parlamento a prendere una decisione nel modo più sereno riguardo alla sua successione. Ha parlato di una prova di maturità e responsabilità nell’interesse del Paese e ha esortato la politica a non deludere le attese. Ha messo i gruppi parlamentari in condizione di fare un lavoro preliminare, per arrivare poi a una decisione. Ha esortato i partiti a farsi trovare preparati, per non mettere il Paese in una situazione di difficoltà».

Il Parlamento è lo stesso del 2013… 
«Sì, però le esperienze fatte contano. Ho notato ad esempio negli ultimi tempi, da parte delle opposizioni, un atteggiamento più costruttivo, che mira ad incalzare sul merito dei provvedimenti, piuttosto che tattiche semplicemente dilatorie».

Non teme i franchi tiratori, che nel Pd furono 101? 
«È difficile fare previsioni. Sia nel Pd che in Forza Italia ci sono diverse sensibilità, come si è visto anche nell’elezione dei giudici costituzionali. Abbiamo dovuto fare molte sedute e non dimentichiamo che dobbiamo ancora eleggerne uno. Più che tra i partiti, c’è un problema all’interno di alcuni partiti e per questo parlo di un lavoro preliminare che va fatto, all’interno dei gruppi e fra i gruppi parlamentari».
Ritiene possibile coinvolgere nell’elezione il M5S?
«Napolitano fa un discorso di approccio, dice che sarebbe auspicabile non trascurare nessuno in questo esercizio, perché il capo dello Stato deve rappresentare tutti. Più la scelta è condivisa, più è forte la figura del presidente».

Chi sarà il successore? 
«Non penso sia utile adesso dare dei nomi e sarebbe anche improprio. Certamente dovrà essere una personalità autorevole, perché questa è l’eredità che Napolitano lascia. Dovrà avere un alto senso delle istituzioni, essere un riferimento etico e morale e dovrà intendere il ruolo istituzionale come un servizio, proprio come ha fatto Napolitano».

Pensa che la scelta cadrà su un politico di centrosinistra, come Prodi, Veltroni, Fassino, o su un tecnico del calibro di Draghi, Padoan o Cantone? 
«Napolitano ha sempre posto l’accento sull’importanza della politica e penso che lì ci sia tutta l’essenza del suo mandato. In un passaggio importante del discorso ha invitato gli italiani a non cadere nella trappola della sfiducia verso la politica. È vero che deve fare pulizia al suo interno, ma la crisi che sta emergendo nelle inchieste su Mose, Expo e Mafia Capitale è di sistema e riguarda tutti i livelli della società. E mi ha fatto piacere che il presidente, tra gli italiani esemplari, abbia citato tre donne».

Tre donne su quattro, sì. 
«La direttrice del Cern Fabiola Gianotti, l’astronauta Samantha Cristoforetti, l’ufficiale medico della Marina Serena Petricciuolo e poi il medico di Emergency volato in Sierra Leone per curare i malati di Ebola. Ecco, io alla Camera ho invitato tutti gli operatori sanitari italiani che sfidano la paura e operano in quei Paesi, perché il nostro made in Italy è fatto anche di generosità e valori. Lo ricordo per sottolineare che, purtroppo, i media spesso concentrano l’attenzione sugli italiani indegni piuttosto che su quelli esemplari».

Lei ha detto che l’Italia è pronta per una donna al Quirinale. La politica però non sembra altrettanto pronta. 
«Fosse così, sarebbe molto triste. Se le donne possono dirigere il Cern, possono salire al Quirinale. Quando mi è stata fatta la domanda, cosa avrei dovuto rispondere per non essere etichettata come una che si autocandida? Avrei dovuto dire che il Paese non è pronto? Non sarebbe stato sorprendente se avessi affermato che il Quirinale è un posto per soli uomini? Neanche un uomo potrebbe rispondere così. La delegittimazione delle donne impoverisce il dibattito».

C’è chi dice che Renzi sia alla ricerca di un presidente che non gli faccia ombra… 
«Sono certa che non sarà così, che non siano queste le sue intenzioni. Sono fiduciosa, non è interesse di nessuno scegliere un presidente che non sia super partes. Napolitano ha tratteggiato una personalità capace di senso istituzionale e alto senso etico e non una persona che si metta a disposizione di un partito».

Individua anche lei difficoltà politiche che insidiano l’attuazione delle riforme?
«Le riforme sono incardinate e questo è sicuramente positivo. Andare al voto senza averle fatte farebbe perdere credibilità a tutti. Con che faccia si potrebbe tornare davanti all’elettorato?».

Lei dunque non vede elezioni all’orizzonte. 
«A prescindere dal giudizio sul merito, constato che si confrontano diverse proposte di riforme, quelle della maggioranza e quelle delle opposizioni. Nessuno vuole lasciare le cose come stanno. L’importante è che si arrivi a una decisione. Condivido la preoccupazione per la situazione economica e la disoccupazione e ho molto apprezzato la chiamata al senso di responsabilità di tutti per dare uno scossone alla collettività. Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere da solo la crisi. La voglia di mettere a disposizione le migliori energie deve contagiare tutti, a partire dai giovani».

E l’Europa? 
«Questa politica economica va cambiata, mi è piaciuto molto l’auspicio di Napolitano. Uscire dall’euro non ha senso, è una idea velleitaria e pericolosa, ma dobbiamo rilanciare i valori, perché l’Unione nasce sui diritti, non sul pareggio di bilancio. Il welfare è il fiore all’occhiello dell’Europa e va preservato, non smantellato. Altra cosa interessante è la spinta a essere più assertivi in politica estera, io l’ho letta come l’invito a essere più presenti nel Mediterraneo».

Lei ha passato il Capodanno giocando a tombola in una casa di riposo comunale… 
«È lo stato sociale del “nessuno resti indietro” il modello da perseguire, quello che il resto del mondo ci invidia. È anche dal modo in cui trattiamo gli anziani che si misura la democrazia».

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6 commenti su ““Il primato della politica per scegliere il Capo dello Stato”

  1. luigi crocco dice:

    Gentilissima Presidente Laura Boldrini,
    ovviamente come semplice cittadino sul solo diritto al voto, le mie opinioni non contano nulla comunque come italiano che nato in Italia ha tradizione e cultura anche se poca comunque da italiano desidero espremire le mie opinioni sul messaggio inaugurale del Presidente della Repubblica.
    1′ sono d’accordo ci vuole un Presidente che rispecchi l -eredita’ del Presidente uscente anche perche’ la politica come in tutte le cose ha bisogno di una figura con una morale superiore a tutte le leggi, codicilli, e alle regole delle persone che rappresentano e legiferano sulla Res Pubblica in parlamento e Senato, nella Magna Grecia bastavano 3.000.000 su 40 milioni di abitanti di Atene che votassero di appovare o no un progetto con una pallina bianca e nera. oggi occorrono i rapprentanti del popolo a decidere e votare il loro tipo di progetto che sbastiagliato o giusto bisogna tenercerlo sino alla prossima quinquennale elezione a cambiare il Governo che solitamente decide di continuarlo
    Salto gli altri punti poiche’ non me ne intendo di malattie , ne’ di donne esemplari che non conosco tranne quelle che conosco ma ignote ai piu’ che hanno dato e continuano a dare esempio di ricerca in Brasile sulla genitica del mais e di altre donne in Itlia in attivita culturali , sportive, sociali e familiari.
    Cosi’ condivido che bisogna rimanere in Europa anche perche” il 6 luglio 2011 ha stimato e programmato sulla Risoluzione o Strategia 2020 un futuro in eurobbligazioni sino al 60% del Pil/debito pubblico, 23 milioni di persone economicamente attive a rischio disoccupazione e indigenza.
    Infine sul ultimo episodio di assasinio a Parigi su quei poveri giornalisti vignettisti , ho pensato al mediterraneo di addestrare da volontari i giovani profughi sbarcati sulle nostre coste, per rimandarli a conquistare con l-aiuto del Europa da milizie armate regolari i territori le citta’ i villaggi gli affetti i beni ecc, lasciati nelle mani del califfato nero e dei mercenari terroristi guerriglieri

  2. lucio dice:

    Mi auguro che il prossimo Presidente della Repubblica sia una persona in grado di poter rappresentare TUTTI e che la sua elezione possa avvenire nel minor tempo possibile per il bene di tutti. Abbiamo finalmente bisogno di dare una grande prova di unità nazionale. Faccio a Laura i miei più grandi complimenti per aver trascorso il capodanno in quel modo. Personalmente mi capita spesso di accompagnare i miei genitori a giocare alla tombola e posso confessare quanto sia bello poter scambiare più di una parola con le persone anziane. Si impara sempre tantissimo. GRAZIE GRAZIE GRAZIE

  3. Giovanni Santangelo dice:

    Personalmente, pur non essendo elettore di SEL, sarei felice se la Presidente Laura Boldrini, per quello che fa e rappresenta, per la sua storia personale, per il suo impegno, potesse essere Lei a raccogliere il testimone di quel Galantuomo che è stato, è e sarà Giorgio Napolitano.
    Speriamo!

  4. Marco Sbandi dice:

    Boldrini come migliore ipotesi di nuovo Presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Napolitano

  5. Miriam dice:

    Presidente Boldrini,

    con riferimento al nuovo Capo dello Stato mi auguro solo che anche lui non abbia il torcicollo da farlo “guardare” solo da una parte, come gli ultimi Presidenti di sinistra.
    Il discorso di fine anno di Napolitano non l’ho mai ascoltato. Una persona che parla di sacrifici ai cittadini e poi si aumenta l’emolumento (un anno fa stando ai giornali), vive al Quirinale/Versailles e lo equipara “quasi ad una prigione” e non rinuncia ai benefici di senatore a vita mi sembra quanto meno incoerente.
    L’esempio, quello vero, deve sempre arrivare, PRIMA, da chi predica e poi da chi ascolta.

    Cordialmente.

  6. Giorgio Bagnobianchi dice:

    Gentile Presidente Boldrini,
    oggi, 31.01.2015, è una giornata piena di speranze, pur in mezzo a tante difficoltà.
    In piazza Duomo a Milano una fila Kilometrica di concittadini ha aspettato ore per entrare a vedere le mostre di Palazzo Reale.
    A Roma 4 donne alla Presidenza della riunione a Camere congiunte per eleggere il Presidente della Repubblica.
    Il Presidente Mattarella, appena eletto, visita spostandosi con una Panda, le Fosse Ardeatine.
    Il Presidente Renzi dimostra, a detta di molti commentatori, di aver conquistato quella “gravity” che illustri politologhi gli rimproveravano di non possedere.
    Gentile Presidente forse possiamo sperare, grazie a tanti, Lei compresa, che l’Italia si stia avviando verso una realtà di europea normalità.
    Auguri di buon lavoro sia a Lei che al Presidente Mattarella!