Il valore dell’Europa, la parola ai cittadini

“Per noi che abbiamo fatto l’Erasmus, l’Europa è la dimensione minima, dove il mondo è la dimensione massima”. A dirlo è Paolo Costa, un giovane sardo che, grazie al riconoscimento degli esami universitari tra i vari paesi Ue, ha potuto fare importanti esperienze formative all’estero e oggi sta seguendo un master a Bruxelles.

Anche per Sanni Mezzasoma, coordinatore di una cooperativa agricola di Passignano sul Trasimeno, l’Europa è stata un’opportunità. “I fondi europei sono stati fondamentali – racconta – sia dal punto di vista finanziario che per gli stimoli a crescere come impresa ”. Grazie a questo ha costruito una serra che per materiali usati, impatto ambientale e risparmio energetico ha vinto anche un premio internazionale per l’architettura sostenibile.

Le storie di Paolo e di Sanni sono solo due testimonianze  dei vantaggi che l’Unione Europea ha portato nella vita quotidiana di tanti.  Siamo cresciuti dando per scontato il valore positivo dell’Unione. Oggi tutto questo è messo decisamente in ombra dalle pesanti misure di austerity imposte da alcuni anni.

Nel momento in cui la crisi colpisce pesantemente la vita quotidiana delle famiglie, dunque, dobbiamo sapere dimostrare che l’Europa conviene e che senza di essa ciascuno di noi sarebbe più debole. I drammatici livelli di disoccupazione giovanile richiedono una nuova visione che ci sappia traghettare fuori dalle acque tempestose verso una crescita duratura e sostenibile.

Per dare futuro al modello sociale europeo, dunque, serve una svolta. Non dobbiamo abbandonare l’attenta gestione e il risanamento dei conti pubblici, ma a questo si devono accompagnare misure di sostegno agli investimenti per creare nuova occupazione e rilanciare i consumi, alla ricerca e all’innovazione per restituire all’economia un ruolo di traino nella competizione mondiale. Nell’era globale, per gli stati-nazione medio piccoli non c’è futuro al di fuori dell’Europa.

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2 commenti su “Il valore dell’Europa, la parola ai cittadini

  1. angela rita iolli dice:

    Gent.ma Presidente Laura Boldrini
    l’Europa ha la sua grande occasione: quella di restituire dignità e futuro ai propri cittadini. L’unica possibilità è davvero stare insieme in modo socialmente sostenibile. Quella vocazione sociale senza la quale non c’è alternativa. Altrimenti si rischia solo di strozzare i paesi economicamente e socialmente più deboli. Prendiamone atto e cerchiamo insieme di avvicinarci a quel concetto di Stati Uniti d’Europa mai così attuale come adesso. L’Europa va rilanciata per dare risposte concrete ai cittadini, ai suoi cittadini. La globalizzazione non può prescindere da questo. Investire nel futuro è la priorità, per dare senso alla crescita e allo sviluppo. Ben vengano le idee e le proposte costruttive in questo senso. Senza dimenticare la nostra Storia e quelle arti e mestieri che ci hanno fatto conoscere nel mondo. Mettiamo in campo ogni sinergia e costruiamo un futuro solido che ci restituisca al mondo globale consapevolmente e costruttivamente.L’Europa in virtù di tutto questo deve essere la nostra garante, il nostro sguardo sul futuro. Partiamo da questo, per ridare all’Europa quella vocazione sociale di cui si parla in questi giorni.

  2. nicola quadraro dice:

    Certo. L’Europa è una realtà che oggi puo’ sembrare matrigna, ma che nel corso dei decenni ha realizzato una efficace tutela dei lavoratori migranti, della libera concorrenza, ha comunque realizzato le condizioni per la valorizzazione dell’ agricoltura comunitaria e per radicali innovazioni come il programma Erasmus, che ha creato uno spazio unico per generazioni di studenti che ormai, giustamente, hanno acquisito una coscienza europea. Oggi il momento economico è difficile perchè la crisi è mondiale, ma non per questo bisogna rinnegare la moneta unica, ma semmai cercare di ridurre certi suoi effetti dovuti alle speculazioni e restituirle l’importanza di scudo contro disordini monetari esterni. Occorre avere fiducia nei parlamentari europei che noi eleggeremo fra poco e influire in tal modo sulla politica dell’Unione Europea, per renderla più attenta alle istanze sociali e darle un volto più umano.