La nostra vita sgretolata dal terremoto, lo Stato ci aiuti a ricominciare

di Ludvina Cinti

Terremotato ma non vinto. Senza casa e lavoro, ma pronto a ricominciare. Parlo di mio padre Maurizio, un uomo di 64 anni che da quasi quarant’anni gestisce, con amore e dedizione, una piccola falegnameria a Pieve Torina, in provincia di Macerata.

Ha sempre avuto una forte passione per il suo lavoro, malgrado sia faticoso ed usurante e nonostante, di recente, gli sia stata diagnosticata una grave malformazione al cuore. Ha il carattere di una persona di altri tempi, che non conosce domeniche e giorni di festa, ma è pronto a lavorare senza orari ,  instancabilmente, per garantire alla sua famiglia una vita dignitosa. Come figlia non posso che ammirarlo e ringraziarlo ogni giorno per questo.

E’  un uomo orgoglioso, che non chiede aiuto a nessuno ma cerca di andare avanti con le sue forze, senza arrendersi. Anche in questi anni in cui la crisi ha pesato in modo sempre più forte, infatti, ha continuato ostinatamente a tenere aperta la bottega, mentre chiunque altro al suo posto avrebbe chiuso i battenti.

Con il coraggio e la grinta che lo contraddistinguono, giorno dopo giorno, ha continuato a lavorare in falegnameria, senza far percepire a nessuno le sue preoccupazioni o il suo malessere, continuando a mantenere il sorriso e l’ottimismo.

Il 26 ottobre scorso, alle 21.18, in pochi secondi, tutti i sacrifici di una vita  si sono sgretolati davanti a noi. Il terremoto ha spazzato via la nostra vita: la casa, il lavoro. Ho visto i suoi occhi riempirsi di lacrime. Ed è stato terribile sentirsi così fragili, vedere in lui uno smarrimento quando per una vita è stato per me esempio di forza e di coraggio. E’ stata una stretta al cuore di gran lunga più dolorosa del ritrovarsi al buio, sotto la pioggia, in mezzo ad una strada, senza più un’abitazione.

Ma anche in questa occasione mio padre è stato, per l’ennesima volta, maestro di vita. Dopo i primi momenti di scoramento, ha pensato subito a ricominciare a lavorare. La casa è completamente inagibile e anche lo spazio per la sua attività, che si trova al piano terra del medesimo stabile. Di fronte al disastro provocato dal sisma la sua più grande preoccupazione è stata quella di potere tornare ad aprire la falegnameria.

Così, per giorni si è rivolto ad istituzioni ed organi competenti per chiedere come poter riaprire la sua attività.  Ma non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta e, a distanza di quattro mesi, brancoliamo nel buio di una burocrazia complessa e incapace di agire, che non gli consente di poter ricominciare a lavorare.

Purtroppo le difficoltà economiche in cui versava l’attività  già prima degli eventi sismici a causa della crisi generalizzata che ha colpito il nostro Paese , non rendono possibile delocalizzare l’azienda a proprie spese. Così, mio padre ogni mattina si alza e parte dalla temporanea sistemazione al “mare”, dall’albergo dove siamo ospitati insieme a tanti altri terremotati, per tornare a Pieve Torina, sperando di ricevere finalmente delle risposte concrete e fattibili. La sua costanza e la sua forza di volontà sono uniche. Ed è straziante vedere che il suo impegno risulta vano.

Sappiamo di non essere soli ma chiediamo alle istituzioni maggiore impegno perché ci aiutino, noi e chi come noi si trova nella medesima situazione, a rialzarci, a ricominciare, a tornare presto ad una vita quanto più possibile normale.

Ludvina Cinti è nata a Camerino nel 1976. Tranne un breve periodo ha sempre vissuto a Pieve Torina, paese di origine dei nonni paterni, dove i genitori si sono trasferiti dal Belgio. La famiglia materna è in Belgio, dove Ludvina si reca quasi tutti gli anni e dove ha trascorso lunghi periodi da piccola. Diplomata al Liceo Scientifico, ha seguito un corso di qualifica regionale conseguendo la qualifica di  Tecnico in comunicazione e Marketing turistico. Attualmente disoccupata, ha svolto molti lavori differenti tutti però a termine, come al G.A.L Sibilla di Camerino, alla LILT sezione di Macerata, alla Contram di Camerino e in diverse attività commerciali.

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2 commenti su “La nostra vita sgretolata dal terremoto, lo Stato ci aiuti a ricominciare

  1. Alessandro Pipino dice:

    Grade Solidarietà al padre Maurizio Cinti e famiglia e un forte e pressante auspicio che l’ Ente Predisposto provveda, al più presto possibile alla riparazione dei danni materiali della Casa e della piccola Falegnameria, ragione di soddisfazione professionale, di vita e di armonia famigliare. con Cordiali Saluti Alessandro Pipino Montebelluna (TV)

  2. Maria Mencarelli dice:

    Cara Presidente Boldrini, la sua sensibilità ci è nota. Saper essere vicini a chi deve ricominciare ed aiutare a farlo è il massimo del senso dello Stato che si possa avere. La ringrazio per questo con sincera stima