L’appello di Noura per il marito imprigionato #FreeBassel

basseldi Noura Ghazi

Gentile presidente Boldrini, sono un’avvocata e mi occupo dei casi di detenzione arbitraria. 

Fra cui mi occupo c’è anche quello di mio marito Bassel Khartabil (anche conosciuto come Bassel Safadi). Mio marito è siriano di origini palestinesi, ed è un ingegnere software noto a livello globale. Ha contributo allo sviluppo di comunità come quella di Creative Commons, Mozilla, Wikipedia, in Siria e nel mondo arabo. Nel 2012 la rivista Foreign Policy lo ha menzionato fra i 100 Global Leaders of Tomorrow e nel 2013 ha vinto il premio Index for Censorship for Digital Freedoms.

Il suo arresto arbitrario è avvenuto il 15 marzo del 2012, due settimane prima la data prevista per il nostro matrimonio. E’ rimasto in custodia militare per oltre otto mesi, durante i quali ha subito orribili torture fisiche e psicologiche. Poi è stato rimandato al tribunale militare con accuse di spionaggio per organizzazioni internazionali del calibro di Human Rights Watch ed altre organizzazioni umanitarie.

Questa procedura è una violazione della costituzione siriana, poichè la corte militare ha giurisdizione sui militari in tempo di guerra, e mio marito non solo non è un militare, ma non ha mai preso in mano un’arma nella sua vita. Al contrario, Bassel è conosciuto per il suo attivismo pacifista, per la lotta contro il settarismo e la violenza e per la sua indefessa attivita di difesa della libertà di espressione e dei diritti umani. Putroppo, dall’inizio delle proteste del marzo 2011 in Siria, molti attivisti pacifisti hanno subito la stessa ingiusta sorte di mio marito.

Grazie ad una campagna di profilo internazionale Bassel fu spostato alla prigione civile di Adra, dove ci siamo sposati e dove ho potuto andarlo a trovare fino allo scorso 3 ottobre, data in cui Bassel è stato trasferito in luogo ignoto senza alcuna spiegazione né giustificazione. Sono così ripiombata nello stato di angoscia di anni fa, dato dall’incertezza di non sapere nulla di mio marito, nemmeno se è vivo o morto.

Le scrivo questa lettera portando ancora nel cuore il suo calore e la sua solidarietà con il popolo siriano. La prego con tutto il mio cuore di fare conoscere il caso di mio marito al Parlamento italiano, di fare il possibile per chiedere di dare notizie di mio marito ed accelerare la sua liberazione. Il vostro aiuto può contribuire a salvare la vita di mio marito, ed essere la causa della sua libertà e della mia felicita’ quando finalmente potro’ indossare il vestito bianco per le nostre nozze, e di mettere un giorno al mondo dei figli.

Bassel e le persone come lui sono il futuro della Siria, una Siria che ancora sogniamo sia uno stato civile e pluralista, e non un luogo di violenza e odio settario.

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8 commenti su “L’appello di Noura per il marito imprigionato #FreeBassel

  1. immacolatamartinucci dice:

    Sostenere questa bella terra!

  2. Paolo dice:

    Free

  3. Martina dice:

    #FreeBassel

  4. M.GABRIELLA dice:

    basta accusare innocenti o meglio persone che hanno idee ben radicate.Persone oneste!

  5. angelo dice:

    E’ veramente difficile fare un commento: com’è possibile che accada ancora questo nel terzo millennio?

  6. Barbara Pittaluga dice:

    Casi come questo sono palesi crimini contro i diritti umani.

  7. Franca Angelillo dice:

    FREEDOM FOR SYRIAN PEOPLE!!!
    #FREEBASSEL!!!

  8. sabah sabra dice:

    Free Bassel