“Laura Boldrini, la politica italiana che non si lascia intimidire dalle minacce di stupro”

laura-guardiandi Lizzy Davies

“Laura Boldrini non conduceva una vita facile quando è stata eletta parlamentare nel suo paese.

Come portavoce per l’Europa dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), era stata in missione in paesi quali Pakistan, Afghanistan e Iraq ed era stata testimone della trasformazione del Mediterraneo in una rotta, spesso fatale, per le persone in cerca di asilo.

Ciononostante, alcuni aspetti della sua nuova carriera sono stati rivelatori. In oltre 20 anni di lavoro all’ONU, per esempio, non le era mai capitato di ricevere foto in cui il suo viso era incollato sul corpo di una donna che veniva violentata. Ora che è al vertice dello Stato italiano è invece un episodio ricorrente.

“E’ qualcosa che mi colpisce profondamente,” dice. “E’ davvero terribile. C’è qualcuno che è arrivato a dirmi: ‘Sappiamo dove abiti, conosciamo il tuo indirizzo’. Ho una figlia. Vive nel Regno Unito e ha 20 anni. E quando mi viene a trovare sono molto in ansia, perché non voglio che abbia problemi a causa mia.”

Laura Boldrini ha ricevuto migliaia di insulti misogini, minacce e immagini umilianti da quando ha deciso di candidarsi con il piccolo partito Sinistra Ecologia e Libertà (SEL). A febbraio dello scorso anno, è stata eletta deputata e il mese successivo è diventata Presidente della Camera bassa – la Camera dei Deputati.

Si tratta, in base alla Costituzione, della terza carica dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica e il Presidente del Senato. Eppure i deputati (esclusivamente maschi) del partito di destra Lega Nord continuano a punzecchiarla con un titolo che lei trova irritante e offensivo. “Continuano a chiamarmi ‘Signor Presidente’. E lo fanno apposta, naturalmente.”

Negli ultimi quindici giorni, la situazione si è nuovamente surriscaldata, dopo la decisione senza precedenti assunta da Laura Boldrini di mettere fine all’ostruzionismo praticato dal Movimento Cinque Stelle (M5S) di Beppe Grillo. Nella sezione dedicata ai commenti del blog di Grillo è stata riempita di insulti e minacce violente; alcuni di questi commenti (poi cancellati dai moderatori) incitavano alla violenza, sessuale e non. Grillo ha postato un video dal titolo: ”Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?” che mostrava un uomo che guida e che parla con un cartonato che la raffigura.

Non essendo una persona che si lascia intimidire, Laura Boldrini ha partecipato a un importante  talk-show per denunciare coloro che, secondo lei, istigano alla violenza a sfondo sessista e sono “quasi potenziali stupratori”. Come risposta, ha ricevuto un tweet dall’addetto alla comunicazione del M5S del Senato: “Cara Laura, volevo rassicurarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri alcun rischio”.

Ma ci sono state anche evoluzioni positive. Dopo le inconcludenti elezioni di febbraio, che alla fine hanno prodotto uno stentato governo di coalizione tra sinistra e destra, la proporzione di donne parlamentari alla Camera è passata dal 21% al 31%. Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha nominato sette donne tra i 22 membri del suo Governo. Una di loro, Cécile Kyenge, primo ministro nero in Italia, è esposta regolarmente a raffiche di insulti razzisti e sessisti.

“Il cambiamento è vicino,” dice Laura Boldrini, seduta nel suo imponente ufficio a Palazzo Montecitorio, alcuni giorni prima che esplodesse lo scontro sul blog del M5S. “Anche se prima non ero qui, penso che ora ci sia maggiore attenzione ad alcuni temi.”

Ha provato grande orgoglio quando, sotto la sua presidenza, la Camera ha votato all’unanimità la ratifica della Convenzione di Istanbul, un trattato del Consiglio d’Europa teso a combattere la violenza contro le donne.

Un po’ meno ad una recente riunione dei presidenti delle 14 commissioni della Camera, in cui ha visto 13 uomini e una donna. “Ho pensato: caspita, non è possibile. Vengo dal sistema delle Nazioni Unite e sono molto sensibile alla parità di genere, per questo a volte mi sorprendo veramente che qui non sia un elemento di cui tener conto – come invece si dovrebbe.”

Questa donna di 52 anni, forte del suo nuovo prestigio istituzionale, è determinata a far entrare le questioni di genere nel dibattito pubblico in Italia. Tra le questioni che ha affrontato con la maggior forza c’è forse, il modo obsoleto in cui le donne italiane sono rappresentate sullo schermo televisivo, sia nei programmi televisivi che nella pubblicità, settori strettamente collegati all’ex Premier Silvio Berlusconi.

Laura Boldrini è caustica riguardo alla cultura che si è diffusa in Italia negli ultimi vent’anni, anni in cui, dice, le donne “hanno perso molto terreno” rispetto a quello guadagnato con le lotte degli anni ‘60 e ‘70. “Questa tendenza [di conquista di diritti] ha subito un rallentamento con l’atteggiamento di alcuni politici – tra cui Berlusconi – nei confronti delle donne. E questo ha contagiato la società,” afferma. Negli anni crepuscolari di Berlusconi premier, il ministro delle pari opportunità era una ex modella raffigurata senza veli e l’igienista dentale di Berlusconi, ex showgirl, è diventata da un giorno all’altro consigliere regionale in Lombardia. L’impatto sulla reputazione delle donne italiane in politica non è stato positivo.

Ma, in generale, Laura Boldrini pensa che le cose stiano cambiando. “C’è bisogno di tempo, ma l’idea che le donne siano apprezzate solo per il loro bel aspetto appartiene ad una vecchia cultura, che si è affermata in un momento in cui c’erano delle persone – alti funzionari e politici – che avevano questa mentalità. Ma ora penso che appartenga al passato.”

Ciò non significa che la sua posizione su tutti i temi sia apprezzata. Quando lo scorso anno ha lodato l’iniziativa della RAI, la televisione di Stato, di interrompere il programma Miss Italia, il concorso di bellezza annuale, è stata etichettata come una puritana priva di senso dell’umorismo e incapace di apprezzare una parte essenziale della sua stessa cultura, quella cultura che, oltretutto, ha prodotto Sophia Loren! Su queste critiche ha tagliato corto. “Datemi un attimo di respiro,” ha esclamato. “E’ inaccettabile.”

Ha riservato un trattamento simile al presidente del maggior gruppo produttore di pasta del mondo, Guido Barilla, dopo che lui aveva, con condiscendenza, liquidato le sue critiche sul modo in cui la pubblicità in Italia tende a rappresentare la donna, sempre vista come una casalinga che si prende cura dei familiari. “La pubblicità è una cosa molto seria e va discussa in genere da persone che ne capiscono,” ha detto Barilla ad una stazione radio. “Laura Boldrini non ha le competenze per farlo.”

Laura Boldrini non si lascia scoraggiare da questo tipo di critiche. Al contrario, le vede come un’opportunità per far valere il suo punto di vista. “Sono convinta che sto facendo la cosa giusta, perché ho ricevuta tantissime e-mail da donne che mi dicono: vai avanti, ci rappresenti” afferma. “E’ una novità, perché in passato non era facile trovare una donna da cui le donne volessero essere rappresentate. Questo mi dà l’energia per andare avanti. Ma sapete, è incredibile. E’ difficile.”

Traduzione dell’articolo pubblicato da The Observer domenica

http://www.theguardian.com/politics/2014/feb/09/laura-boldrini-italian-politician-rape-threats

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