Code4Italy: la sfida di #Socialcamera per mettere ordine tra i dati

marco-buttarinidi Marco Buttarini

Una volta chi doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull’argomento e leggeva; oggi schiaccia un bottone del pc, riceve diecimila titoli e rinuncia. (Umberto Eco)

Ecco il problema con i Big Data: hanno enormi potenzialità che vanno governate, altrimenti diventano solo un mucchio di dati illeggibili. Ed è proprio questa la sfida che hanno accolto i partecipanti all’hackathon della Camera, prendere questi dati e “farci qualcosa”.

Matteo Barale, classe 1982, ed io pensavamo di essere ormai troppo “anziani” per una maratona del genere. Trenta ore filate di sviluppo (tra l’altro nel weekend) ci sembravano eccessive. E’ roba da ventenni, le nottate così te le puoi permettere se non hai pargoli a cui dar retta, impegni quotidiani e se hai il tempo di recuperare e il fisico per farlo in fretta. Ma Code4italy era un’occasione a suo modo unica, non un semplice hackathon, ma il primo vero hackathon istituzionale del nostro Paese.

Hacker e Istituzioni sono 2 termini  considerati solitamente agli antipodi nell’accezione comune, il solo affiancarli crea una sensazione di spaesamento. Troppe volte abbiamo sentito associare il termine hacker alla pirateria informatica, e molti ignorano che l’origine del termine non ha questa accezione negativa. Le Istituzioni in questa occasione sono andate oltre, e ci hanno stupito. Così come ci ha stupito il livello di organizzazione degli Open Data forniti dalla Camera, la qualità del dato e della sua architettura, che nasconde un enorme sforzo tecnologico. Tantissime informazioni, ben strutturate, e una piattaforma tecnologica con gli strumenti per accedervi (http://dati.camera.it). Tutto quello che ci era richiesto di fare era prendere quei dati e giocarci, usarli come dei tasselli del lego per costruirci qualcosa.

La difficoltà di questo tipo di operazioni non è tanto di ordine tecnologico (in rete c’è tanto di quel codice che basta per farci qualunque cosa) ma piuttosto di comunicazione. Stralci, leggi, decreti, accorpamenti, legislature, è tutta roba terribilmente importante e incredibilmente noiosa. La vera sfida era quindi quella di riuscire a presentare quei dati in una forma nuova, leggibile, interessante. Da questo assunto è nato #socialcamera (http://opensocial.camera) : accostare al dato utile ma noioso un dato futile ma divertente. Twitter ne è l’esempio perfetto, tante chiacchiere più o meno serie su tutti i temi del mondo. Questo ci ha permesso di generare una classifica  in tempo reale dei più “chiacchieratii su twitter”, e di arricchire la scheda di ogni parlamentare attraverso fonti non istituzionali: Wikipedia e Twitter. E impacchettando il tutto in un sito responsive, adatto ad essere fruito da tutti i dispositivi, crediamo di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, creare un canale di accesso più leggero ai dati istituzionali.

Ma le possibili implementazioni di quei dati sono tantissime, e gli altri progetti in gara ne hanno dato l’esempio. Tra i progetti vincitori ad esempio, Palmas è riuscita a tirare fuori viste molto interessanti sull’iter legislativo, camera4Dummies ha invece privilegiato una visione geografica dei parlamentari. Tutti punti di vista differenti degli stessi dati, diverse costruzioni fatte con gli stessi mattoncini. E tutti realizzati senza budget e praticamente senza progettazione, in poche ore. In un tweet: #code4italy ci vediamo nel 2015!  #darifare

Marco Buttarini (Roma, 1977) laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi su “La cultura hacker”, appassionato di tecnologia Open Source è uno degli organizzatori del WordPress Meetup di Roma. Socio di Manafactory, web agency romana, coordina i progetti di sviluppo dell’azienda. Twitter: @buttarini

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