“Da pensionata in piazza anche per aiutare mio figlio disoccupato”

pantheondi Maria Testorio

Ho lavorato per una vita in un’azienda tessile vicino Roma e sono andata in pensione dopo oltre 40 anni di duro e quotidiano lavoro.

Ho 78 anni e la mia pensione mensile è di 1.500 euro lordi, che significa 1.200 euro netti. Lo so che un giovane oggi prende molto meno di me e che non ha alcuna certezza per il proprio futuro. Ma non ci sto ad essere considerata tra quelli che hanno rubato il futuro alle nuove generazioni.

Sono mamma di due figli che ormai cominciano ad essere grandi e sono nonna di tre splendidi nipotini. So che cosa significa la disoccupazione giovanile perché la vivo quotidianamente dentro casa. Solo uno dei miei due figli ha un lavoro e riesce a provvedere a se stesso. L’altro, il più piccolo, invece il lavoro non ce l’ha. O meglio, ce l’aveva e l’ha perso e non riesce ancora a trovarne un altro.

Io e mio marito, in pensione anche lui dopo una vita di lavoro come ferro-tranviere, gli diamo una mano come possiamo. Spesso anche rinunciando a qualcosa che invece vorremmo tenere per noi per vivere la nostra vecchiaia con serenità. La vecchiaia comporta anche tante spese in più. Bisogna curarsi e la sanità costa; bisogna mangiare bene perché ad una certa età quello che mangi fa la differenza; bisogna pagare tante cose e le tasse anziché diminuire non fanno altro che aumentare.

Il governo Monti ha bloccato la rivalutazione della mia pensione per due anni. Non sono ricca ma mi hanno detto che dovevo fare un sacrificio per il bene del paese. L’ho fatto volentieri, con la speranza che le risorse che mi venivano sottratte potessero davvero essere d’aiuto, soprattutto per i giovani. Non è stato così e nemmeno si può immaginare come questa cosa mi abbia fatto dispiacere. Che fine hanno fatto i soldi che sono stati tolti ai pensionati? Di certo non sono andati ai giovani. Ho paura invece che siano finiti a coprire qualche buco di bilancio, di certo non prodotto dai pensionati e meno che mai dai giovani e dai lavoratori. I pensionati e gli anziani come me non sono egoisti. Pretendono però che i sacrifici li facciano tutti e non solo quelli più deboli.

Dopo la sentenza della Consulta il governo ha ora deciso di restituirmi qualcosa di quello che mi era stato sottratto. Non tutto e questo non mi fa di certo piacere. Quello che vorrei ora però è che il governo si occupasse davvero della condizione dei pensionati e degli anziani italiani. Vorrei che si facesse qualcosa per tutelare il mio potere d’acquisto, che si abbassassero finalmente un po’ le tasse. Per questo oggi ero in piazza a manifestare a Roma insieme ai sindacati dei pensionati. Non chiedo la luna ma almeno che ci sia un po’ di attenzione verso chi, come me, ha lavorato una vita e oggi vuole solo vivere con serenità la propria vecchiaia.

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3 commenti su ““Da pensionata in piazza anche per aiutare mio figlio disoccupato”

  1. lucio dice:

    Ha assolutamente ragione e la ringrazio per la testimonianza che ho letto con molta attenzione.
    Purtroppo, devo dire che la maggior parte dei nostri politici si preoccupano molto del loro benessere economico e molto molto poco o quasi niente di quello dei pensionati e dei lavoratori dipendenti. Ma tanto è una vecchia storia……

  2. luigi crocco dice:

    il problema si ripete in italia ad ogni elezione essendovi un serbatoio di voti potenziali di decine di milioni circa +/- 35 milioni assicurati Inps , dove l’interesse politico di quel momento si concentra a migliorargli la sorte ma passato il momento tornano come prima o peggio sul rischio della bancarotta da quando il governo 1978 promosse la cancellazione del indicizzazione sul inflazione ai salari e pensioni pensando erroneamente come gli stessi ammisero che a tenere bassi i salari e pensioni non si aumentava l’inflazione ma di governi in governo passarono decenni sino alla firma sullo statuto europeo a Roma 1999 dove il parlamento dei primi stati membri attribuiva alla Bce di Francoforte la competenza tecnica di monitorare il potere di acquisto dei salari sul inflazione e la competenza esclusiva di ciascun stato membro sulla politica sociale e dei redditi che deve rispondere al proprio elettorato .
    Ma per il valore del euro 1,936,27 raddoppiato sulle 1000 lire i prezzi dei beni automaticamente raddoppiarono creando l’inflazione incontrollabile oltre 50% dal 2001 quando la Germania come la Cina avendo il terrore del inflazione decise di mantenere il marco 890 lire su cambio del euro . Da qui il problema aggravatosi in italia sui salari e le pensioni basse senza che nessun governo allertasse ufficialmente anche la europa del abnormità sul fenomeno a porci urgente rimedio
    Comunque con le eurobbligazioni esisterebbe dal 6 luglio 2011 la possibilità di alleviare almeno in parte l’ inflazione sulla crisi e l ‘ occupazione

  3. luigi crocco dice:

    il problema si ripete in italia ad ogni elezione essendovi un serbatoio di voti potenziali decine di milioni circa +/- 35 milioni assicurati Inps , dove l’interesse politico di quel momento si concentra a migliorargli la sorte ma passato il momento tornano come prima o peggio sul rischio della bancarotta da quando il governo 1978 promosse la cancellazione del indicizzazione sul inflazione ai salari e pensioni pensando erroneamente come gli stessi ammisero che a tenere bassi i salari e pensioni non si aumentava l’inflazione ma di governi in governo passarono decenni sino alla firma sullo statuto europeo a Roma 1999 dove il parlamento dei primi stati membri attribuiva alla Bce di Francoforte la competenza tecnica di monitorare il potere di acquisto dei salari sul inflazione e la competenza esclusiva di ciascun stato membro sulla politica sociale e dei redditi che deve rispondere al proprio elettorato .
    Ma per il valore del euro 1,936,27 raddoppiato sulle 1000 lire i prezzi sui beni automaticamente raddoppiarono creando l’inflazione incontrollabile oltre 50% dal 2001 quando la Germania come la Cina avendo il terrore del inflazione decise di mantenere il marco 890 lire su cambio del euro . Da qui il problema aggravatosi in italia sui salari e le pensioni basse senza che nessun governo allertasse ufficialmente anche la europa del abnormità sul fenomeno a porci urgente rimedio
    Comunque con le eurobbligazioni esisterebbe dal 6 luglio 2011 la possibilità di alleviare almeno in parte l’ inflazione sulla crisi e l ‘ occupazione