E’ on line la campagna Stop Ttip promossa da 300 associazioni

Stop TTIPdi Monica Di Sisto

Oltre 300 organizzazioni italiane della società civile e sindacali si oppongono al Ttip.

La Campagna Stop TTIP Italia contro il Trattato di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti tra Usa ed Europa, ha più di 50 comitali locali, da Bolzano, a Cagliari, a Catania, e almeno 40 tra regioni e città hanno già dichiarato con atti ufficiali la propria contrarietà al TTIP. La nuova campagna “Fuori il TTIP dalla mia città” è stata appena lanciata sulla piattaforma Progressi.org per moltiplicarle.

Il TTIP è stato lanciato nel 2013 per liberalizzare il mercato transatlantico, ma circa l’80% dei benefici attesi del trattato (modesti: un aumento dello 0,5 del Pil europeo l’anno spalmato sui dieci anni successivi alla sua approvazione) deriverebbe dal livellamento delle regole in tutti i settori dei prodotti e dei servizi tra le due sponde dell’Atlantico. E’ questo che ci ha portato a chiedere come Campagna un incontro alla presidenza della Camera dei deputati: la maggior parte di queste regole oggi sono di competenza nazionale o europea, e il TTIP ne porterebbe la discussione e il destino fuori dalla portata delle istituzioni democratiche. I parlamentari italiani, che saranno chiamati a ratificare il trattato senza poterlo emendare dopo che il Parlamento europeo lo avesse approvato, anch’esso senza facoltà d’emendamento, ancora non possono neanche leggerlo.

Tra le regole che fanno più difficoltà al commercio transatlantico[i] troviamo il principio di precauzione, le misure di sicurezza alimentare, l’etichettatura dei prodotti, i curricula professionali, normative ambientali come riduzione dei rifiuti e delle emissioni, la sicurezza del settore chimico, gli appalti, welfare, le restrizioni all’utilizzo di numerosi pesticidi e conservanti, le limitazioni ai derivati finanziari, addirittura le carte dei servizi dei servizi pubblici e la contrattazione collettiva. Anche se non fossero esplicitamente messe in discussione nel testo del TTIP, rischierebbero di essere successivamente contestate.

Noi vogliamo tenercele strette mentre al momento tutte le iniziative messe in campo non lo garantiscono. Ogni regolazione di qualunque livello amministrativo che avesse una qualche influenza sul commercio transatlantico, dovrebbe essere notificata all’altra parte prima della sua approvazione. Un nuovo Organismo transatlantico per la cooperazione regolatoria, creato dal TTIP, deciderebbe in autonomia se queste regole fossero da conservare o da cambiare e come, e le sue decisioni avrebbero la forza di una direttiva.

Se un investitore privato si sentisse danneggiato da una vecchia o nuova normativa, non dovrebbe scomodarsi a sostenere i propri diritti in un tribunale ordinario, che tiene conto di tutta la normativa nazionale e comunitaria rilevante, ma potrebbe reclamare i propri diritti presso un arbitrato commerciale dedicato (ISDS) che, anche nella versione rivista dalla Commissione (ICS), deciderebbe solo in base al trattato. Se lo Stato citato in giudizio volesse conservare la propria normativa in violazione del TTIP, sarebbe chiamata a compensare i suoi mancati guadagni.

Abbiamo bisogno di un Parlamento che, a prescindere dalle diverse posizioni nel merito, reclami dalla Commissione europea più trasparenza e coinvolgimento nella della posizione negoziale europea. Abbiamo bisogno di uno spazio di confrontosull’Italia con il Governo, che veda i parlamentari protagonisti insieme alla società civile. Ne abbiamo bisogno per sollevare nel Paese una discussione laica e supportata da fatti, anche nei media, all’altezza della portata del trattato che coinvolga i territori, le piccole e medie imprese, tutti i livelli dell’amministrazione pubblica e la società civile.

[i] European Commission, 2013, Commission staff working document: Impact Assessment Report on the future of EU-US trade relations, Strasbourg, 12 March 2013, SWD(2013) 68 final

Monica Di Sisto, dell’associazione Fair watch, ha partecipato all’incontro tra la presidente della Camera e le 300 associazioni e organizzazioni che fanno parte del Comitato Stop Ttip

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Un commento su “E’ on line la campagna Stop Ttip promossa da 300 associazioni

  1. paolos88 dice:

    se siamo in tempo opponiamoci esplorando tutte le vie.