Editoria contro la crisi nella difficile transizione dalla carta al digitale

libreria-chiusaUna libreria che chiude, un giornale che cessa le pubblicazioni, sono segnali di allarme civile preoccupanti.

Non solo per i posti di lavoro persi, ma per l’impoverimento di una comunità. E’ quello che ho scritto oggi alle associazioni della filiera carta, editoria, stampa e trasformazione per il convegno organizzato a Roma con il quale hanno voluto richiamare l’attenzione sulle difficoltà del settore e sull’esigenza di idonee misure di politica industriale per superarle.

Le sigle promotrici – Acimga, Aie, Anes, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg – impegnano 728mila addetti, tra diretto e indotto, per un fatturato che, nel 2013, ha raggiunto oltre 31 miliardi. Numeri che dimostrano come anche da questi settori passino alcune delle risposte decisive alla crisi del nostro Paese. Crisi non soltanto – e drammaticamente – economica e produttiva, ma anche culturale.

Scontiamo il fatto di aver investito poco sulla formazione e sul sapere critico, su quella crescita individuale e collettiva che danno libri e giornali. Pur da appassionata dei social media e delle nuove tecnologie, quale sono, vedo con piacere che la carta ha ancora un ruolo fondamentale, e smentisce con la sua vitalità le troppo frettolose analisi che ne avevano certificato l’imminente estinzione. Non riesco ad immaginarlo e non me lo auguro, un mondo senza carta.

La carta è da preservare per il nostro presente e per il nostro futuro, che spero ci riservi ancora a lungo la bellezza di un quaderno su cui annotare pensieri e riflessioni. Del resto, lo sviluppo delle nostre società dimostra che i diversi mezzi di comunicazione, i diversi supporti del linguaggio umano, possono convivere e anzi si arricchiscono l’un l’altro.

Al legislatore compete di accompagnare con adeguate misure di sostegno la difficilissima transizione, tanto nell’editoria libraria quanto in quella di informazione. I promotori dell’iniziativa chiedono: incentivi all’innovazione (attraverso l’attuazione della disposizione sul Fondo straordinario per l’editoria contenuta nella Legge di Stabilità 2014; rifinanziamento del credito agevolato; credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali); sostegno alla lettura grazie a detrazioni fiscali per l’acquisto di libri e giornali; contributi ai giovani per la sottoscrizione di abbonamenti a quotidiani e periodici; campagne di promozione della lettura, ma, soprattutto, misure anticongiunturali (come il credito d’imposta per l’acquisto della carta per editori e stampatori e sugli investimenti pubblicitari sulla stampa).

Tutte misure di supporto che potranno favorire il compiuto ingresso nell’era digitale, da non considerare come sussidio assistenzialistico, ma come strumento doveroso per promuovere l’innovazione.

Avendo ben chiaro che l’obiettivo al quale tendere è quello di avere cittadini competenti, consapevoli, preparati: che avvenga attraverso la carta o sui nuovi supporti, la circolazione di informazione e cultura è un valore che merita ogni attenzione della politica e delle istituzioni.

dati cultura

Link alla presentazione dell’iniziativa sul sito della Fieg http://bit.ly/1eNw3XF

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