I meloni di Bruno e degli 80 braccianti ‘buoni e giusti’

di Silvia Mastagni

La legalità ha il sapore di un melone colto nei campi del Mantovano dove lavorano e vivono 80 braccianti di origine sikh.

Una piccola comunità a cui Bruno Francescon, leader italiano nella produzione di meloni, ha dato alloggio gratis oltre alla giusta paga nel pieno rispetto delle norme.  Francescon non è una mosca bianca, è uno degli 832 fornitori di frutta e verdura di Coop, impresa della moderna distribuzione italiana ma anche una organizzazione forte di oltre 8 milioni di soci che cerca di unire  le logiche di mercato con la responsabilità sociale. La stessa che guida la campagna “Buoni e Giusti”, quella da cui occorre partire per capire la storia di Bruno e insieme a lui quella di Sing e degli altri 80 braccianti tutti provenienti dal Punjab, lo Stato a nord dell’India.

Esattamente un anno fa Coop rilancia un impegno che fa parte della sua storia e coglie l’occasione di un inasprirsi della situazione di degenerazione del lavoro in agricoltura per lanciare un aut aut direttamente rivolto ai suoi fornitori e attraverso loro a oltre 70.000 aziende agricole. Tutti coinvolti in una grande operazione di legalità: chi non rispetta le regole in campo di lavoro e di diritti esce fuori dal sistema Coop. I controlli sono stretti e pagare la giusta retribuzione alza i costi rispetto a chi versa pochi euro al giorno a un lavoratore.

Di nuovo rispetto al passato c’è che i controlli sono ancora più serrati, che là dove è possibile si va anche oltre il campo per rispettare minime ma opportune condizioni di accoglienza  e offrire anche corsi di lingua e di qualificazione professionale. Le aziende agricole aderiscono; a distanza di un anno i casi di espulsione (che pure ci sono stati) si contano sulle dita di una mano. E la storia di Bruno come quella di Salvatore Dell’Arte, dei Fratelli Grimaldi, della Coop Valle del Marro fa la sua comparsa nella mostra fotografica “La buona terra”.

Se ne parli con lui minimizza ma la storia di Bruno è una bella storia e accanto ai campi la palazzina che ospita i sikh per tutta la durata del raccolto non odora di solidarietà fine a se stessa ma è un modo intelligente di mettere assieme business e etica. Gli indiani hanno un tetto sulla testa sicuro per più mesi in una zona dove non sempre è facile trovare alloggi e dove anche lì al Nord il sospetto che lo sfruttamento agricolo sia realtà è stato denunciato dalla Flai-Cgil, per Bruno averli era necessario e per questo su quella cascina da ristrutturare ha investito 200.000 euro. Così la comunità sikh ha trovato casa e stabilità occupazionale, ogni anno via Whatsapp si coordinano gli arrivi agli inizi della primavera, il lavoro “buono” scaccia quello cattivo e le commesse crescono anche oltre il circuito Coop. Le nuove rotte puntano verso l’Europa, ultimamente includono anche gli Emirati Arabi.

Silvia Mastagni è la responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione istituzionale di Coop. Segue da più di un anno la campagna “Buoni e Giusti Coop” sulla legalità delle filiere ortofrutticole. Da una sua idea è nata la mostra fotografica “La buona terra” con il team di fotografi PhotoAid e l’agenzia di comunicazione Silverback: 20  foto per raccontare le storie delle donne e degli uomini che già lavorano nei campi in condizioni di libertà e di rispetto delle regole.

La mostra ha debuttato al Salone del Gusto a Torino a settembre, ha partecipato alla Biennale della Cooperazione a Bologna e Napoli ed è ora esposta alla Biblioteca della Camera dei Deputati fino al prossimo 24 febbraio 2017.

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Un commento su “I meloni di Bruno e degli 80 braccianti ‘buoni e giusti’

  1. Alessandro Pipino dice:

    Un plauso all’ imprenditore Bruno Francescon per l’inserimento nel lavoro agricolo di 80 braccianti immigrati con contratto regolare, con giusta paga, e alloggio gratis.
    Auspico che questo eccellente esempio di correttezza, di civismo e legalità sia preso come esempio da altre Cooperative e da altri onesti imprenditori agricoli Italiani.
    Alessandro Pipino Montebelluna (TV) alexapipino@hotmail.com