“Il mio sogno realizzato nonostante la violenza subìta dall’ex fidanzato”

Filomena in divisadi Filomena Di Gennaro

Talvolta, per puro miracolo, tra le donne vittime di femminicidio si conta anche qualche ‘sopravvissuta’.

La testimonianza del riscatto dopo la violenza subìta può costituire momento di riflessione, punto di contatto e vicinanza nonché stimolo al coraggio ed alla reazione per tutte quelle donne che stanno vivendo inermi ed impotenti queste situazioni, spesso tra le proprie mura domestiche.

Oggi, 25 novembre, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne – istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite per promuovere forme di sensibilizzazione volte ad arginare un fenomeno che appare inarrestabile e che, purtroppo miete vittime con cadenza quotidiana – metto ancora una volta a disposizione la mia storia e non mi stancherò di farlo: se potrà essere utile anche soltanto ad una donna, una soltanto, per salvarle la vita, sarà stato un enorme traguardo.

Il mio nome è Filomena Di Gennaro; quasi dieci anni fa varcavo il cancello della Scuola Allievi Marescialli dei Carabinieri di Velletri, vincitrice di concorso, per coronare il sogno di una vita: diventare un Carabiniere, anzi, un Maresciallo dei Carabinieri. Ma proprio mentre stava prendendo forma e realtà, il sogno divenne incubo: il mio ex fidanzato, non accettando la fine della relazione tra noi, mi sparò con l’intento di uccidermi, quasi riuscendoci. E allora mi aggrappai dapprima alla vita, dopo il coma, rimanendo però per sempre su una sedia a rotelle, a causa di un proiettile nella spina dorsale; dopo, negli anni, mi aggrappai a quel sogno della divisa che non volevo mollare per nessuna ragione, nonostante tante promesse, tante sterili parole di solidarietà, tante battaglie perse.

Ma ho imparato dagli insuccessi, dalle delusioni, ma soprattutto dal dolore, anche quello fisico, che non bisogna mai mollare, alla stessa maniera in cui non ho voluto lasciar scivolare via la mia vita, stringendola con determinazione e strappandola via dalla morte. Ed oggi posso affermare che inseguire un sogno, crederci senza mai gettare la spugna, può far dissipare le nubi e consentire ad un raggio di sole di filtrare per illuminare la strada di un futuro ancora tutto da vivere.

Nella vita privata, ho potuto coronare il sogno di sposarmi, creare una mia famiglia e renderla il mio più grande ed inestimabile tesoro con la nascita di due splendidi gemellini: percorsi tutti tortuosi, difficili, con mille ostacoli ed altrettante battaglie da combattere e vincere! Sul piano professionale, quando tutto sembrava perso, grazie alla sensibilità, alla comprensione, alla concreta vicinanza dedicatami da persone, uomini e donne, che hanno avuto la pazienza e la determinante volontà di ascoltarmi, non per illudermi stavolta, ma per dare una risposta reale al mio grido di aiuto per concretizzare il mio sogno, è arrivato il momento in cui posso finalmente piangere…ma di gioia questa volta e non versare più lacrime per la frustrante delusione che ho ricevuto nel tempo.

Ho iniziato una collaborazione con il Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento dell’Arma dei Carabinieri: finalmente posso realizzare nuovamente, anche se in “vesti diverse”, il mio sogno. Una felicità resa possibile da persone, ancor prima che autorità con vesti istituzionali, come la presidente della Camera Laura Boldrini, incontrata lo scorso marzo, ed il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che, con la loro umanità, comprensione e vicinanza, mi hanno dedicato il loro ascolto prodigandosi per realizzare il mio sogno. Per questo devo un ringraziamento anche all’attuale Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, che ha seguito i miei “passi” durante questo mio tortuoso percorso, non mancando mai di farmi avvertire la sua vicinanza ed il suo sostegno, facendomi sentire ancora dell’Arma, anche se non più con una divisa indosso.

Mi impegnerò a fare del mio meglio, continuando a credere nel mio sogno e ritrovando lo slancio, la motivazione, l’entusiasmo che mi riempivano gli occhi nell’ormai lontano giorno in cui facevo ingresso nella caserma di Velletri. Anche se le bande rosse ed il berretto con la fiamma non saranno visibili su una divisa che non si concilia più con una sedia a rotelle, l’ardore di far parte di un’Arma che amo sarà di certo evidente, riconoscibile, e quegli alamari che tanto ho desiderato saranno comunque sempre vividi nel mio sguardo.

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8 commenti su ““Il mio sogno realizzato nonostante la violenza subìta dall’ex fidanzato”

  1. Antimo dice:

    Carissima Filomena, sei l’orgoglio di noi uomini e di Carabiniere.Posso solo dirti che tu sei un esempio x tutti noi,anche se non hai tempo x stare insieme a noi, ti assicuro che sei sempre presente tra noi. Parlo a nome mio personale, della mia famiglia e dell’associazione Nazionale Carabinieri sezione Zagarolo San Cesareo che io rappresento. Un abbraccio a tutti.
    Antimo

  2. elisabetta dice:

    Le donne sanno riscattarsi dalle violenze, sono capaci di crearsi la loro vita nonostante gli ostacoli; e lei, carissima Filomena, è riuscita a realizzare il sogno di madre e di collaboratrice della Benemerita. Auguri di tutto cuore. Elisabetta

  3. Cosetta dice:

    Esempi come questi ci ” edificano ” Grazie della testimonianza….

  4. ugo bolle dice:

    Questa storia di vita e’ bellissima ed entusiasmante nonché com movente. Auguri Filomena per tutto il meglio!!!! E grande grandissima stima per una grande persona : la presidente Laura BOLDRINI!!!!!

  5. Antonio iovene dice:

    La tragica notizia di velletri scosse tutta l’Arma…… A distanza di qualche anno ti visto in più occasioni, ma ricordo con piacere quel pomeriggio in ospedale….. Quando avevi dato alla luce i tuoi gioielli…… Sei una grande donna, l’Arma non poteva lasciare fuori il suo maresciallo migliore….. In bocca al lupo….. Un’abbraccio. Antonio

  6. Vittorio Farina dice:

    Il Suo coraggio, il Suo forte carattere, la Sua grande dignità di donna sono le virtù che danno fastidio a certi uomini, deboli ed insulsi, che, credendo di essere superuomini e quindi padroni di decidere del destino degli altri, soprattutto donne, sperano di riscattarsi affidandosi alla vile e brutale aggressione di forza. Miseri illusi. Così facendo dimostrano di essere sempre più stupidi ed inaffidabili. Grazie, gentile sig.ra Filomena, per la Sua grande lezione di vita che ci ha dato e ci sta dando. I Suoi figliuoli saranno orgogliosi di una Mamma così forte e coraggiosa. Complimenti ed auguri vivissimi.

  7. Cosetta dice:

    La violenza sulle Donne non è ‘ solo uccidere , ma e’ anche ” tormentarti ” perché Ti voglio costringere a fare quello che voglio io : quindi Ti faccio insultare da coloro che dovrebbero difenderTi e Ti dimostrò che sei sola e che intervengo su Tutti coloro che Ti sono vicini….io dico NO , dico No alla violenza morale e materiale…( non mi fanno dare il ristorno che mi spetta dalle Poste ) No chiunque sia x me non e’ degno di chiamarsi uomo…

  8. lucio dice:

    Queste testimonianze sono fantastiche e inducono a riflettere. Mi sono commosso e mi è venuta la pelle d’oca.
    GRAZIE