La mia passione per lo spazio e l’osservatorio più grande del mondo

perri-wdi Luca Perri

Il giorno in cui dissi a mia madre che all’università mi sarei iscritto a Fisica, lei non ne fu troppo entusiasta. Non è una materia facile, mi avvertì.

È un percorso difficile, si va avanti solo con molta passione e a volte non basta neanche quella, aggiunse. Aveva ragione ma, a quanto pare, l’avevamo entrambi. Non senza momenti difficili durante il percorso, riuscii a laurearmi. A quel punto dovevo individuare il campo in cui proseguire gli studi, e io avevo le idee chiare.

Molti bambini sognano di esplorare lo spazio diventando astronauti; io, che bambino lo sono rimasto, ho solamente acquisito un po’ più di realismo: poiché avevo ben poche chances di essere il secondo Luca – dopo Parmitano – a mettere piede sulla Stazione Spaziale Internazionale, decisi di specializzarmi nella progettazione e nella costruzione di sonde e telescopi che potessero esplorare le profondità del cosmo al posto mio. Mi laureai quindi in Astrofisica e Fisica dello Spazio.

Decisi di svolgere il mio lavoro di tesi all’Osservatorio INAF di Milano Brera, poiché la sua sede di Merate (LC) rappresenta un’eccellenza a livello mondiale per quanto riguarda lo sviluppo di strumentazione per l’astrofisica, in particolare nel campo delle ottiche per satelliti e telescopi. Quando mi presentai all’allora direttore per chiedere se avessero qualche progetto interessante, mi fece la classica proposta che non si può rifiutare: lo sviluppo di specchi per il Cherenkov Telescope Array, ovvero quello che nei prossimi decenni sarà l’osservatorio più grande del mondo.

Due siti osservativi (uno nell’emisfero boreale e uno in quello australe), due enormi schiere per un totale di più di 100 telescopi di 3 dimensioni diverse capaci di lavorare all’unisono e raccogliere debolissimi lampi di luce azzurra – la cosiddetta luce Cherenkov – prodotti in alta atmosfera dai raggi gamma provenienti dall’Universo. L’Italia ha e avrà un ruolo di primo piano in questo mastodontico osservatorio: il progetto ASTRI, finanziato dal MIUR (il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e guidato dall’INAF (l’Istituto Nazionale di AstroFisica), ha portato nel settembre del 2014 all’inaugurazione di un prototipo di telescopio sulle pendici dell’Etna. Il più grande telescopio ottico italiano, un vanto della ricerca nazionale.

perri2-wUna ricerca spaziale, quella italiana, troppo spesso bistrattata e dimenticata, ma che nonostante i pochi fondi a disposizione (circa il 2.5% del totale a livello mondiale) produce ben l’11.6% di tutti gli articoli scientifici pubblicati in ambito internazionale. Dati che ci pongono al primo posto per produttività, nonostante gli stereotipi non ci dipingano certo come nazione di campioni, in quanto ad efficienza. Un’efficienza però ribadita dai nostri ricercatori anche in altri progetti a cui ho avuto la fortuna di partecipare in giro per l’Europa, come ad esempio la sostituzione degli specchi dei telescopi MAGIC, due giganti da 17 metri di diametro che ora scrutano il cielo delle Canarie con nuovi occhi, sviluppati in Italia dall’INAF e dall’INFN (l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) in sinergia con aziende specializzate italiane. Un enorme lavoro di squadra. Una squadra che ho deciso di non abbandonare, svolgendo il mio dottorato nell’Istituto che ormai è diventata casa mia, nonostante le ricche sirene estere.

perri1-wMa un team ha bisogno di supporters che lo sostengano e capiscano l’importanza del suo lavoro. Ecco perché, da ormai 7 anni, ho deciso di impegnarmi nella divulgazione scientifica in Osservatorio, nei Festival e nelle manifestazioni scientifiche. Per spiegare alle persone come la scienza non sia una realtà astratta e lontana dalla vita quotidiana, ma sia tutt’intorno a noi, in tutto ciò che facciamo. Per mostrare loro il legame fra i sistemi più complessi (siano l’infinitamente grande del cosmo o l’infinitamente piccolo delle particelle subatomiche) e la realtà di tutti i giorni. Con la speranza che fra i giovani incontrati oggi si nascondano i colleghi di domani. Perché più la squadra è numerosa e più si è competitivi. Più la squadra è numerosa e più si è in grado di far sentire la propria voce e risolvere i problemi. Quei problemi che le istituzioni ormai non possono più ignorare, ad affrontare i quali non possiamo essere lasciati soli.

Problemi e difficoltà su cui mia madre mi mise in guardia anni fa. Difficoltà che lei conosceva bene, avendo affrontato decenni prima il mio stesso percorso, per poi diventare un insegnante di fisica.

Luca Perri è laureato in Astrofisica e Fisica dello Spazio presso l’Università di Milano-Bicocca. Attualmente svolge il dottorato in Fisica ed Astrofisica presso l’Osservatorio Astronomico INAF di Brera e l’Università dell’Insubria. È membro dell’Istituto Nazionale di AstroFisica e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Lavora sullo sviluppo e sulla calibrazione di tecnologie per telescopi e sullo studio di Nuclei Galattici Attivi. Dal 2008 in avanti partecipa attivamente a progetti di divulgazione scientifica tra cui il Festival della Scienza di Genova, BergamoScienza, la Notte dei Ricercatori e il Darwin Day.

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Un commento su “La mia passione per lo spazio e l’osservatorio più grande del mondo

  1. francesco dice:

    buongiorno cosa dire dell’avoro che con la legge approvata dal nostro presidente del consiglio sul risparmio giovanile per chi assume a tempo indeterminato avete rovinato mezza italia perchè io e come tante altre famiglie abbiamo in casa figli superiori a 30 anni e non lu vuole più nessuno perche dicono che lo sgravio e fino al compimento dei 30 anni io ne ho uno di 36 e una di 40 li devo campare io non li assumono ditemi voi se questa legge va bene ho è una presa per i fondelli io pensionato devo pensare per i miei figli come se fossero bambini e poi si parla pure di nascite come si possono sposare o convivere ragazzi perche sono ragazzi ma non per lo stao come i mie figli riflettete un po siamo prorio nella c….a grazie per avemi dato la possibilità di dire la mia anche se è inutile buon giorno