“Lavanda e vino per la mia nuova vita da imprenditrice agricola”

Afoto ritratto2di Donatella Manetti

“Il desiderio di passare più tempo con la mia famiglia, nel rispetto degli affetti più profondi, lʼesigenza di ritrovare i ritmi lenti della natura, un marito agronomo:sono tante le cose che mi hanno convinto a mollare il mio vecchio lavoro (production manager nel tessile abbigliamento) per ristrutturare un antico casale in abbandono ad Offagna, un piccolo paese di origini medievali che sorge su un promontorio alle pendici del monte Conero, e creare dal niente un’azienda agricola. Dal 2004 ho iniziato a lavorare al progetto, ho ristrutturato il casale, piantato vigneti e una coltivazione di piante officinali: la Lavanda.

Le esperienze professionali precedenti, il mio know-how, non sono andate perse, le ho messe a frutto per fare impresa con una diversa motivazione, conciliando i tempi di lavoro e di vita, creando un’attività che non abbia solo connotati di natura economica ma anche in armonia con la mia sensibilità, con le mie attitudini e attenzioni verso le tematiche della sostenibilità dell’ambiente della salute delle persone, della cura del territorio.

Nella mia azienda tutte le coltivazioni sono gestite con i principi del basso impatto ambientale, locali ed autoctone (tre ettari di vigneto Rosso Conero DOCG e circa 1/2 ettaro di piante di olivo varietà Raggia e Mignola). Anche la scelta di una coltivazione caratteristica della macchia mediterranea, la Lavanda, storicamente coltivata nel territorio del Conero, si è aggiunta al valore storico-culturale dell’utilizzo di questa pianta nella cultura contadina e agricola e la decisione di inserire la coltivazione di piante officinali si è posta come un’alternativa reale, in un’ottica non speculativa. Non sono piante più facili o più redditizie di altre e non usufruiscono di contributi particolari ma i prodotti ottenuti da queste coltivazioni godono di effetti di nicchia particolarmente interessanti.DPanorama

In azienda abbiamo prodotti realizzati dalla trasformazione della coltivazione della Lavandula X Intermedia e Lavandula Angustifolia, con lʼessiccazione dei fiori si realizzano sacchetti, cuscini profumati e mazzi da utilizzare per la profumazione di ambienti o per uso alimentare. Con la distillazione, si ottiene lʼOlio Essenziale per usi officinali e lʼIdrolato, che è il vapore acqueo che si condensa nella distillazione e che porta con sé tutti i principi attivi della Lavanda, usato come tonico e detergente. Inoltre, in collaborazione con  artigiani dell’antica saponeria tradizionale, si producono saponi solidi e liquidi allʼOlio Essenziale di Lavanda.

Nella mia esperienza è stato  possibile fare impresa conciliando valori, etica e competitività grazie al fatto di avere trovato, sul territorio marchigiano, la forte realtà della Cooperazione e dell’Associazionismo. Le nostre uve di Rosso Conero DOCG vengono conferite alla Cooperativa  Moncaro, una delle più importanti realtà vitivinicole del territorio marchigiano con tre cantine e oltre mille soci. Le operazioni di distillazione per le officinali sono fatte con il distillatore regionale dell’Associazione Produttori Piante Officinali, di cui sono socia, una struttura che permette ai diversi agricoltori di piante officinali del territorio di usufruire di attrezzature tecniche  professionali di alta tecnologia adatti a ottenere un ottimo prodotto di  qualità.

Come donna e come imprenditrice è stato importante anche  confrontarsi su cosa significa far parte di un gruppo, condividerne i principi, i valori e le finalità, far parte di un luogo di scambio di esperienze, di reciproco aiuto e di crescita. Per questo, fin dall’inizio della mia attività agricola, ho aderito all’associazione ‘Donne in Campo’ della Confederazione Italiana Agricoltori, di cui da due anni sono anche la presidente regionale.

Nelle Marche siamo  oltre tremila iscritte, imprenditrici agricole che hanno investito in  agricoltura sociale, multifunzionalità, tutela delle biodiversità , salvaguardia della tradizione rurale contadina. Con le ‘Donne in Campo’, cerchiamo di  valorizzare l’imprenditorialità femminile nell’impresa e, più in generale, la condizione della donna in agricoltura e nelle zone rurali. Concretamente, adesso siamo impegnate a livello locale con  l’iniziativa “Arte della terra il lavoro delle donne” in collaborazione con il Museo Tattile Omero di Ancona e a livello nazionale con il progetto “Agricatering di Donne in Campo”  attività che propongono la salvaguardia del mangiare locale con i nostri prodotti da mostrare, da assaggiare, da raccontare.

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2 commenti su ““Lavanda e vino per la mia nuova vita da imprenditrice agricola”

  1. Salvatore Claudio Maiorana dice:

    Molti di noi concordano con le vostre scelte che rendono ottimismo al futuro dell’imprenditoria giovanile. Vi esorto a perseverare con tenacia e fiducia perché, chi crede in queste vostre scelte, come nel mio caso, vi sosterrà sempre nelle forme e nei modi possibili. In bocca al lupo

  2. Mario dice:

    Credo che una donna che investa la propria figura e le proprie risorse nell’ imprenditoria agricola sia sinonimo di grande coraggio per la nostra società e anche per coloro che ci rappresentano istituzionalmente. Grande dignità.