Quel ‘Quid’ che mette insieme lavoro, solidarietà e ambiente

di Anna Fiscale

Una molletta, da sola, esprime potenzialità; quando ne vediamo una, subito pensiamo all’atto di unire e di tenere insieme, anche pizzicando, se necessario. La molletta di Progetto Quid sta tenendo insieme realtà che normalmente si incontrano solo con fatica.Come E., che ha trent’anni e si lascia alle spalle il carcere con lo sguardo rivolto al futuro. Come importanti aziende italiane disposte a regalare risorse a giovani desiderosi di esprimere il loro potenziale secondo un nuovo concetto di business inclusivo. Come un mercato che si apre a necessità etiche di solidarietà e attenzione all’ambiente. È stata dura fabbricare questa molletta, aprirla e pinzare insieme svantaggio sociale, grande impresa e nuova imprenditoria. Ma sta funzionando. Anzi, è un successo.

È cominciato tutto quattro anni fa, quando studiavo Economia: sapevo di essere alla ricerca di qualcosa. Da molto prima di organizzare le mie conoscenze e idee, quando ancora le stavo raccogliendo o inseguendo attraverso i continenti, tra l’India, Haiti e Bruxelles. Certo, non immaginavo che la mia ricerca di questo “qualcosa” mi avrebbe portata a ricevere premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, come il Premio Europeo per l’Innovazione Sociale o il premio di RENA, la Rete per l’Eccellenza Nazionale. Ma di una cosa sono stata sempre sicura: la mia sfida non riguardava il mio “io” ma riguarda un “noi”generale e condivisibile. Quel “noi”, alla fine, l’ho trovato. O meglio, l’abbiamo fatto succedere.

Sono partita da Verona con ideali, speranze, e determinazione. Sono tornata per portarci “quel quid in più” che rende la mia vita così speciale, e spero non solo la mia. Finalmente, le mie idee prendevano forma in un progetto, un progetto condiviso con amici e compagni di strada, come Ludovico che, dal primo momento, è stato l’amico e “collega” ideale con cui condividere una scommessa. Ma si trattava di un progetto ambizioso, l’unico capace di riunire la nostra voglia di metterci in gioco sul piano etico, quello imprenditoriale e quello personale.

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‘Progetto Quid’ oggi è un brand di moda che propone collezioni dal design unico fabbricate a mano da donne con un passato di fragilità recuperando i migliori tessuti di fine serie di aziende di abbigliamento italiane.

Applicando la logica del business inclusivo, diamo lavoro a una categoria di persone che anche il nostro benessere da primo mondo non riesce, troppo spesso, ad aiutare efficacemente: quello delle donne in situazioni di svantaggio (donne uscite dalla tratta umana e lavorativa, ragazze madri, donne con invalidità o con un passato di detenzione). Lo facciamo dando loro non solo la dignità di un lavoro, ma anche la possibilità di esprimersi creativamente.

In secondo luogo, a livello ambientale, recuperiamo tessuti di fine produzione che le leggi del mercato decretano inservibili, rivelando invece quanto utili, e belli, possono ancora essere. Infine, a livello imprenditoriale, promuoviamo una mentalità collaborativa, una “win-win strategy” in cui il risultato economico nasce dalla condivisione di mezzi e competenze già esistenti. Quid è anche il frutto di incontri con persone inaspettate: imprenditori che si appassionano a un progetto giovane, innovativo e con un grande potenziale; ma anche professionisti affermati che ci donano le loro competenze in un clima di rispetto e gratuità.

Oggi, dopo solo 2 anni, offriamo lavoro a 19 persone, molte delle quali con un passato di fragilità. Fino ad oggi, abbiamo recuperato più di 120 Km di rimanenze di tessuto offerti da aziende del centro-nord Italia, ottenendo, nel 2014, un fatturato di 290.000 euro. Ci proponiamo come braccio etico di aziende affermate sul mercato: lo facciamo realizzando per loro un prodotto etico, con un design condiviso, fatto a mano da donne e distribuito da aziende partner, con un accostamento di marchi con l’etichetta “Progetto QUID for”.

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Chi scommetterebbe il suo futuro su giovani alla prima esperienza e donne in situazioni difficili? Credetemi, serve quel Quid in più per rovesciare la situazione. E qualche molletta poi, per tenerla ferma. Costa fatica? Sì tantissima, chi entra nel progetto deve aver ben chiaro che lavoriamo per il cambiamento e per noi questo cambiamento significa “vivere con i piedi per terra ma lo sguardo fisso verso il cielo”.

Anna Fiscale, 27 anni, è presidente della cooperativa Progetto QUID. Laurea triennale in Economia e Commercio all’Università di Verona e laurea magistrale in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali presso l’Università Commerciale Bocconi. Master in Scienze Politiche presso l’Università Sciences-Po di Parigi. Ha collaborato con la Commissione Europea (EuropeAid) e con ONG in progetti internazionali di cooperazione e sviluppo in India (ONG ASSIST) e ad Haiti (ONG COOPI).

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