Serve un’Europa che dia risposte ai bisogni dei cittadini: lavoro e crescita

Chi vuole bene all’Europa sessantenne deve vivere questa ricorrenza nel modo meno retorico possibile, richiamando l’attenzione sui traguardi raggiunti ma anche su ciò che non va e su come aggiustare la rotta in tempo utile.

Personalmente, non mi rassegno a vedere l’Europa travolta da immobilismo, populismi e nazionalismi. Ma so che la bufera della crisi non si placherà da sola. Passerà se l’Unione tornerà ad ascoltare i bisogni dei cittadini e a dare risposte efficaci: lavoro e crescita prima di tutto.

Un reddito di dignità e un sussidio di disoccupazione pagati da un bilancio comunitario adeguato sarebbero misure concrete e apprezzate dalla popolazione. Serve muoversi e agire. Ora. Serve un’Europa a due velocità nella quale gli Stati che vogliono andare avanti possano procedere verso una Federazione, che sarà più attrezzata per contrastare le crisi e assicurarci un futuro.

E non sono l’unica a pensarlo. Insieme a me tantissimi giovani, le oltre diecimila persone che hanno partecipato alla consultazione on line sull’Europa e adesso anche il comitato di saggi che oggi ha presentato a Montecitorio il suo Rapporto sullo stato e le prospettive dell’Ue.

Share Button

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicatoI campi richiesti sono marcati da *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

2 commenti su “Serve un’Europa che dia risposte ai bisogni dei cittadini: lavoro e crescita

  1. Alessandro Pipino dice:

    Concordo completamente con la valutazione della Presidente Laura Boldrini sulle carenze dell’ attuale Unità Europea, immobilismo, populismi, nazionalismi, Per questo motivo, a mio parere, le regole esistenti dovranno essere modificate 1) Europa a due velocità – 2) maggior potere al Parlamento Europeo (unica Istituzione eletta dai popoli) – 3) Provvedimenti Legislativi deliberati in base al peso ponderale degli abitanti di ogni Nazione ( regola del condominio), al fine di impedire che piccole Nazioni, di peso ponderale insignificante, ostacolino o blocchino le decisioni importanti e indispensabili dell’intera Comunità, 4) Auspicabile misura sociale,deve essere il sussidio di disoccupazione a carico del Bilancio Comunitario. Occorre a mio parere premere verso questi obiettivi. Alessandro Pipino Montebelluna (TV) alexapipino@hotmail.com 27/02/2017

  2. MONTECCHI RENATO dice:

    Avevo 17 anni e ancora non sapevo nulla di Marx , Engle , del mio antenato Triunviro della Repubblica Romana 849 , quello che ha fatto le Leggi , di Lenin , perciò allora si parlava di una Europa Tappetino degli Aiuti Americani ( che Noi con la A.M.Lire abbiamo ampiamente ripagato ) . Nel 2000 alla Nascita effettiva dell’Euro come prima fonte di Unità Europea , doveva essere l’apertura oltre che sociale degli Stati Europei , non è stato così . Il mantenimento della NATO , avere come Tutore il Fondo Mone – tario Internazionale , guidato e controllato dagli USA , non contribuisce alle scelte “”PROPRIE “” dell’EUROPA . Era più efficace l’allarme Previsionale dato dal sig. Lenin nel libro Imperialismo Ultima fase del Capitalismo . Chiaro che oggi , dopo che hanno messo tutti i loro Simpatizzanti in sede eleggono un TRAMP che è l’espessione della CONCENTRAZIONE di CAPITALI . “” FARE GLI STATI UNITI d’EUROPA “”