“Votare a dicembre è importante ma evitiamo lacerazioni”

1 - Con alcuni dei quasi 600 sindaci che hanno partecipato all'incontro organizzato con l'Anci a MontecitorioL’incontro con i sindaci alla Camera, il referendum, l’Europa e le politiche economiche. Sono i temi di questa intervista al Corriere della Sera

di Maurizio Caprara

«Non basta ottenere qualche punto di flessibilità per i bilanci. Oltre che di attenzione ai conti, per poter rimettere in moto la macchina c’è bisogno di investimenti consistenti. Pubblici e privati», diceva ieri pomeriggio Laura Boldrini. Lo sosteneva nel suo ufficio di presidente della Camera, durante un’intervista al Corriere, parlando dell’Italia alle prese con un’uscita dalla recessione ancora lenta e con i limiti europei da rispettare per le spese dello Stato. «Le politiche economiche basate sull’austerità sono state incapaci di tirarci fuori dalla crisi. Hanno fallito. Vanno cambiate, su questo va data battaglia in Europa», era la tesi della presidente. Usciti i visitatori ai quali Laura Boldrini fa da guida nel palazzo ogni prima domenica del mese, Montecitorio si preparava alla mattina di oggi, quando entreranno nell’aula della Camera oltre 600 sindaci. Sarà la seconda edizione di una consultazione tra istituzioni locali e centrali, riverserà su Roma istanze e sollecitazioni. Le risposte future non potranno eludere il contesto internazionale nel quale viviamo.

Il dibattito sulla riforma

Nell’intervista su questo, la presidente ha lasciato trasparire anche il desiderio che salga la qualità del dibattito sulla riforma costituzionale sottoposta a referendum il prossimo 4 dicembre: «Mi auguro che si vada a votare sul merito della riforma, non sui suoi effetti politici».

Perché ha voluto di nuovo i sindaci in aula? 
«Sono i portavoce della gente. Li ho invitati, alla presenze dei presidenti di commissioni parlamentari e del governo, mentre la Camera esamina la legge di bilancio. Interverranno per primi sindaci di zone terremotate. Ne ho incontrati tanti nelle aree delle scosse».

Principale valutazione ricavata dalle sue visite? 
«La prima grande opera pubblica di questo Paese deve essere la messa in sicurezza del suo territorio, sottoposto a terremoti, ma anche a inondazioni e costruzioni talvolta dissennate».

Durante la cosiddetta Prima Repubblica, e poi quando vennero introdotti per la Camera collegi uninominali, erano i deputati ad andare dai sindaci per ascoltarne le istanze: li consideravano preziosi per raccogliere voti. Che oggi i sindaci siano convocati a Roma è un segno dei tempi, un tentativo di rimedio alle distanze dalle comunità locali dovute al sistema elettorale impiegato fino alle elezioni del 2013.
«Le istituzioni devono confrontarsi. Con i sindaci parleremo di Stato sociale: sono stati tagliati servizi e ne occorrerebbero di più mentre le disuguaglianze aumentano. Del nostro primato in Europa con il basso numero di donne che lavorano, il 47%. Di ambiente, piccoli Comuni, integrazione di migranti e rifugiati».

Presidente, tutto quello che propone comporta più fondi ai sindaci e meno tagli alla spesa. Il nostro debito pubblico raggiunge il 132,7% rispetto al Prodotto interno lordo del Paese. Da dove prenderebbe i soldi? 
«Li dobbiamo trovare rendendo la lotta alle disuguaglianze e alla povertà una priorità nella ripartizione delle risorse. Una battaglia da fare però in anche in Europa».

Fonti della Commissione Europea hanno espresso «insoddisfazione» per come il governo italiano ha difeso la scelta di innalzare il deficit nel 2017 fino al 2,4% del Pi l, ben più dell’1,8% previsto. Non negavano che i costi dell’emergenza possano rientrare nella flessibilità e non nel calcolo del deficit. Ma il governo vorrebbe tener fuori anche ricostruzione e piano per rendere sicuri gli edifici. Come farà a riuscirci?
«In Europa non basta concentrarsi sulla flessibilità. Bisogna essere più ambiziosi: cambiare radicalmente le politiche economiche guardando alla crescita e all’impatto sociale delle misure. Vanno costruite alleanze, cordate. Non siamo soli nell’Ue a soffrire di questa condizione».

La Commissione Europea ha mosso obiezioni anche a Spagna, Portogallo, Belgio, Cipro, Finlandia e Lituania. Solo Italia e Cipro sembrano essere state irremovibili. E quali alleati potrebbero sostenerci? La compagnia attuale non basta. 
«In teoria questo sforzo dovrebbe essere nell’interesse di tutti gli Stati dell’Unione Europea. Se non ripartono i consumi in tanti Paesi membri, ci saranno conseguenze negative anche per le nazioni meno provate dalla crisi, ma che esportano all’interno dell’Ue».

Nel referendum sulla riforma costituzionale per ridurre numero e funzioni dei senatori che cosa voterà la presidente della Camera?

«Voterà di sicuro e inviterà i cittadini a farlo, ma ritiene inopportuno dire come voterà. Sarà una votazione importante, però non può essere motivo di ulteriore lacerazione. Il Paese ha molte altre situazioni impellenti di cui dobbiamo occuparci. Auspico che rinasca uno spirito collaborativo. Perché comunque, il giorno dopo, dobbiamo far andare avanti l’Italia con responsabilità».

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4 commenti su ““Votare a dicembre è importante ma evitiamo lacerazioni”

  1. Marcello dice:

    Il 4 di Dicembre Cara Laura Boldrini voto no così questo governo va a casa e salviamo l’Italia al governo con il movimento 5 stelle. Sono sicuro che con loro al governo così finalmente in Italia si salva.Renzi a casa compreso la Boschi e tutti i senatori .Io voto no e tutti i grillini e le altre forze politiche da Marcello Vigilante andate a lavorare ladroni site peggio dei cammorristi

  2. poetalc rettifica dice:

    ….nel corso degli anni ho preso l’abitudine di recarmi al seggio e chiedo al Presidente di sezione di scrivere sul registro il motivo per il quale non voto! Ovviamente una pratica inutile che non mi porta ad alcun risultato
    Ma il 4 dicembre ho deciso di andare al seggio e di votare SI!
    poiché lo ritengo un contratto del governo coi cittadini mantenere le promesse scritte sulla scheda anche perchè sul trattato europeo ogni governo degli stati membri ha competenza esclusiva sulla politica dei redditi e deve rispondere al proprio elettorato per cui la lotta contro la povertà e la corruzione deve essere lacerata prima di tutto in Italia con l’aiuto del Europa

  3. francesca paola fantini dice:

    La recessione in oggetto si articola in un dibattito, che coinvolge soprattutto i lavoratori autonomi della capitale, esposti alle continue variazioni dei programmi che riguardano il LAVORO autonomo e dipendente, l’unico ufficio di collocamento romano è a cinecittà, nelle vicinanze degli sudi di cinecittà non vi è un ufficio del giudice di pace , nè una commissione tributaria il polo giudiziario resta nella zona originaria centrale e alle prestazioni lavorative cinematografiche, teatrali e televisive, viene accordata una tutela secondaria e residuale a causa dei costi, dei numero dei partecipanti e del numero degli avvocati iscritti all’Ordine degli avvocati di roma. La media conciliazione, rappresenta ila negazione del diritto al pagamento della retribuzione per attività lavorativa svolta presso emittenti televisive o testate editoriali e radiofoniche. I diritti fondamentali della persona vengono in questo modo demandati ad organismi di minore peso istituzionale e di minore tutela, con detrimento e riduzione dei diritti stessi tutelati dalla Costituzione. Il declassamento di tale tutela, produce maggiore mobilità ma minore garanzia e ricchezza reddituale pro capite, a causa dell’eccessivo costo in termini di denaro e di salute dell’individuo. Maggiore organizzazione delle istituzioni e degli uffici giudiziari garantirebbe la salvaguardia dell’ incolumità delle persone e l’esercizio dei diritti fondamentali della persona. Nelle metropoli oltre alle agenzie delle entrate vi sono uffici di collocamento e tribunali sia pure in sede distaccata che garantiscono la tutela del lavoratore anche se di età inferiore ai 18 anni, inoltre vi sono istituti scolastici e scuole obbligatorie che garantiscono l’integrazione dell’individuo di nazionalità non italiana o non europea.

  4. più ci penso e più mi aggroviglio sul referendum. il sì e il no hanno limitazioni perchè è il testo che ha limitazioni. vorrei votare con convinzione e non per paura del m5s e di salvini. la mia decisione, per la prima volta nella vita, è di restarmene a letto. votare è un dovere ma anche un diritto cui, questa volta, voglio rinunciare.