“Le riforme della Costituzione siano condivise. Si torni al dialogo”

PoliticaEcco il testo della mia intervista sull’approvazione delle riforme e sui prossimi impegni in aula a Montecitorio pubblicata dal quotidiano La Repubblica il 17 febbraio. di Alessandra Longo

ROMA – Montecitorio, studio della presidente. Il solito via vai di funzionari, Laura Boldrini con l’agenda in mano scorre gli impegni della Camera. Saranno mesi duri in aula, tra il Milleproroghe, il decreto Ilva, quello sulle banche popolari, e poi la votazione finale sulle riforme, e persino l’Italicum. Si possono affrontare prove parlamentari così delicate con i deputati che saltano sui banchi, si menano, insultano lo scranno più alto, con le opposizioni che lasciano l’emiciclo, con il governo che tira avanti nel deserto?

La presidente esce amareggiata dai tormentati ultimi giorni ed è chiara: “Così non può continuare. I gruppi devono seriamente riflettere al loro interno su quello che è successo e impegnarsi perché non accada più. I deputati devono poter lavorare con gli strumenti parlamentari e non menando le mani. Sono immagini che danneggiano le istituzioni”. Appello a tutti, dalla presidente “terza” e imparziale. Appello al governo, al premier Renzi, alle opposizioni: si ritorni al dialogo. Ancora una cosa, preme dire alla presidente: “La tagliola? Non può essere certo questa la scorciatoia per uscire da possibili ingorghi nei lavori parlamentari ” .

Presidente, l’elezione di Mattarella sembra lontana anni luce.
“È stata una bella pagina, motivo di soddisfazione per quasi tutto il Parlamento. Ore di vera emozione. Poi lo scenario è subito cambiato: Forza Italia, in disaccordo col metodo seguito, ha annunciato che nulla sarebbe stato più come prima”.

Infatti sono volati gli stracci. La seduta fiume notturna sulla Costituzione, quel parapiglia, scontri fisici e verbali, il voto solitario della maggioranza…
“Guardi , io mi sono adoperata tanto perché il dialogo prevalesse e nessuno rimanesse escluso, ho cercato di facilitare in ogni modo l’incontro tra i gruppi e con il governo, ho accordato alle opposizioni tempi aggiuntivi per la discussione, riaperto i termini per la presentazione degli emendamenti. Si doveva trovare un accordo politico e c’eravamo molto vicini, quella sera di mercoledì 11… Poi è saltato tutto. Non c’è stata sufficiente capacità di ascolto reciproco. Gli atteggiamenti rigidi non producono sintesi “.

Risultato: lei è finita nel mirino. Dai banchi sono volati insulti come “schiava” e “serva della maggioranza”.
“Lo hanno detto a me, a Marina Sereni, a Roberto Giachetti. Una cosa inqualificabile. Tu che siedi in Parlamento sei classe dirigente, tu che sei stato eletto dagli italiani, non puoi sfogare così la tua rabbia. In nessun posto di lavoro sarebbe tollerato . E comunque rivendico di aver tenuto un comportamento imparziale “.

Che cosa le fa pensare che alle prossime scadenze in aula non succeda più?
“Credo sia interesse anche del governo che si abbassi il livello dello scontro. In questo senso spero che si adoperi in prima persona il presidente Renzi. Nella vita parlamentare bisogna coniugare due diritti: quello delle opposizioni di veder ascoltare le proprie ragioni, e perfino di esercitare l’ostruzionismo, e quello della maggioranza di portare al voto i provvedimenti ai quali tiene. Così il Parlamento ritrova il suo ruolo”.

Che effetto le ha fatto vedere una parte dell’emiciclo vuoto?
“Sono molto rammaricata per questo epilogo. È un’immagine che non può lasciare indifferente nessuno. Le riforme della Costituzione andrebbero condivise il più possibile”.

Lei è l’arbitro.
“Sì, e mi riconosco nella definizione che il presidente Mattarella ha dato di se stesso. Però il gioco funziona bene – come il Presidente ha ricordato se i giocatori sono corretti. E non sempre lo sono stati, nei giorni scorsi. Qualcuno mi ha criticato per aver concesso la seduta-fiume, come se questa fosse stata una mia scelta. Ma chi l’ha detto non conosce regole e prassi della Camera. Come è successo tante altre volte nelle legislature passate, dopo che un gruppo ha avanzato la proposta di seduta-fiume la Presidenza è obbligata a metterla in votazione in aula”.

E se le chiedessero di nuovo di imporre la “tagliola”?
“Non è così che si porta avanti l’attività parlamentare. È stata usata una tantum all’epoca del decreto Imu- Bankitalia, come extrema ratio. È una misura che non può entrare nella routine dei lavori parlamentari”.

Insomma, bisogna voltare pagina, anche con la decretazione d’urgenza che lei ritiene troppo “esuberante”.
“La riforma del regolamento della Camera, cui tengo moltissimo, è pronta da agosto e mira a dare tempi certi ai disegni di legge del governo – scoraggiando il ricorso, ormai decennale, ai decreti-legge – così come alle proposte dell’opposizione. Ma purtroppo non c’è ancora la volontà politica dei gruppi di portarla all’esame dell’aula”.

L’agenda è fitta e le occasioni di rissa tante.
“Appunto. Non si può continuare così, pena la perdita di ogni credibilità agli occhi dell’opinione pubblica. Il fine non giustifica sempre i mezzi”.

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3 commenti su ““Le riforme della Costituzione siano condivise. Si torni al dialogo”

  1. Salvatore Claudio Maiorana dice:

    Condivido pienamente quanto detto dalla Presidente Boldrini. Purtroppo però per i gruppi parlamentari presenti nelle aule, il cattivo esempio che da chi li dirige offre lo spunto per creare attimi di destabilizzazione e di rissa. Qualche volta si denota che questi dirigenti sono ancora più rissosi e deleteri dei collaboratori. I toni alti di alcuni politici non sono indice di democrazia e di rappresentatività dei cittadini. Non credo che gli elettori approvino il marasma cafonesco che certi deputati e senatori creano nelle aule parlamentari. Il rispetto dei cittadini deve palesarsi anche nel rispetto reciproco che i parlamentari devono mantenere tra loro seppur appartenenti a fazioni opposte. Quando qualcuno non ha argomenti per dialogare spesso passa a vie di fatto e ciò denota un’immaturità ed una debolezza sulla sua potenzialità e capacità di confronto.
    Invito caldamente la Presidente Boldrini a “tenenere duro”, come ho già detto in passato, con la sua eleganza e la sua indubbia correttezza, professandole piena fiducia. Grazie

  2. lucio dice:

    Cara Laura, ammiro immensamente la sua pazienza e non solo. Non è facile fare l’arbitro se i giocatori, come ha sottolineato il Presidente Mattarella, non sono corretti.
    A mio modesto parere è assolutamente INDECOROSO che chi rappresenta il nostro amato Paese debba assumere atteggiamenti del genere, IRRISPETTOSI nei confronti degli elettori che hanno loro consentito di ricoprire quel ruolo ma soprattutto nei confronti di tutti gli italiani. Chi si trova a ricoprire un ruolo istituzionale dovrebbe avere un comportamento esemplare e pensare al benessere di tutti italiani e non esclusivamente al proprio.
    Molto sinceramente mi sento di dire che Lei è invece un esempio da seguire. Come sempre GRAZIE

  3. Mario dice:

    Cara Laura Boldrini, soltanto con personalità che hanno un alto senso del dovere istituzionale come Lei e il nostro nuovo Capo dello Stato Sergio Mattarella la nostra nazione può essere esempio per le nuove generazioni. Complimenti.