“L’insulto sessista che rende il dialogo impossibile”

Nell’articolo di Massimo Recalcati, pubblicato il 6 febbraio dal quotidiano La Repubblica, un’interessante riflessione sulle ragioni della violenza verbale e degli insulti sessisti.

 

Share Button

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicatoI campi richiesti sono marcati da *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

6 commenti su ““L’insulto sessista che rende il dialogo impossibile”

  1. “Cosa fareste con Laura Boldrini in macchina? ecc. ecc. ecc.”
    Ritengo che una frase del genere – in un paese civile – debba essere prevista come reato del genere “istigazione a delinquere” e simili.
    Se in Italia ancora non lo fosse, chiederei a uno dei 630 deputati o dei 315 senatori – soprattutto donne – di predisporre con urgenza un disegno di legge che lo preveda e lo persegua con pene esemplari (ma che poi vengano anche applicate e messe in atto, cioè non affidate al Tribunale di Sorveglianza di Milano!)
    Leonardo Magini

  2. Miriam dice:

    Semplicemente #iostoconlaura perché ho fiducia nelle Sue azioni. Grazie per essersi messa in mezzo alla bufera per l’interesse dei cittadini.
    Le offese e gli insulti rivolti a Lei fanno male anche a noi che siamo dalla Sua parte..
    Per me è la migliore Presidente della Camera, sta cercando di “disfare i nodi” creati da altri nei decenni… ma questo pochi lo capiscono.
    Cordialmente e buon Lavoro.

  3. Roberto ALBERTINI dice:

    Eccellente analisi di Recalcati. Per quanto mi riguarda sono ormai settimane che, a fronte dei continui insulti verso la Sua persona contenuti nel sito fb di Beppe Grillo, sono spesso intervenuto con dei post in due modi: chiedendo a Grillo di intervenire per interrompere almeno con un post di dispprovazione quel profluvio di violenza ed oscenità. Naturamente non sono riuscito ad ottenere alcuna risposta. La seconda iniziativa era di rispondere alle offese più intollerabili riportando il testo dell’ articolo di legge relativo alla diffamazione a mezzo stampa. E’ proprio in relazione a questa mia solitaria ed inefficace anche questa, iniziativa che vorrei richiamarmi e darle un consiglio: Presenti DENUNCIA contro chiunque la diffama attraverso i canali istituzionali opportuni. Faccia arrivare a queste “persone” una bella citazione in giudizio e devolva i futuri indennizzi ad un fondo di sostegno per tutti quei cittadini che ne abbiano bisogno. Srebbe bellissimo per questa via, tutta interna allo Stato di Diritto dare una lezione di civiltà e, nel contempo, aiutare chi da questo Stato è troppo spesso dimenticato.
    La ringrazio per l’ attenzione.

    Roberto ALBERTINI – Palermo.

  4. riccardo dice:

    sono un semplice cittadino non credevo che si arrivasse a tanto(5stelle) mi vergogno
    di essere italiano ,specialmente quando mi reco all’estero. cosi non và! ho paura
    x il futuro! vada avanti sig presidente con la testa alta!!!

  5. Russo Anonio Luigi - Ik8vry dice:

    Dopo l’affermazione fatta nei riguardi dell’Onorevole Boldrini da un seguace di chi ha sostituito la marcia su Roma di Mussolini con il giro per l’Italia, posso solo dirgli di guardarsi allo specchio facendogli però presente che la ptialina DOPO la deve togliere. Ho votato SEL solo al Senato, stimo l’Onorevole Boldrini e apprezzo il modo con cui ha risolto il problema alla Camera dei Deputati

  6. maria dice:

    Forza Sig. Presidente!
    Mi hanno insegnato che le persone sono lo specchio della propria anima: lei è alta, di bell’aspetto, con un viso dolce, pulito e solare, sempre molto discreta.
    I grillini, appunto come gli animaletti “omonimi”, sono chiassosi e il loro capo-chiasso è vecchio, grosso, sempre inca..ato ed adirato, lo sguardo è cattivo: come vuole che sia la sua anima, ammesso che ne abbia una?
    Resistere, resistere, resistere! iniziava così il discorso di un ottimo giudice all’inaugurazione dell’anno giudiziario…
    Sig. Presidente,
    mi onoro di averla incontrata per strada e di averLe potuto stringere la mano come fosse una mia amica di vecchia data questo capodanno,
    mi onoro che Lei ricopra quella carica anche se sono profondamente indignata di molti di quegli indegni inquilini purtroppo presenti in quel Parlamento.
    A loro dedico la definizione di Parlamento, son sicura che non l’hanno bene a mente: “Il nome deriva dalla parola francese parlement, riferita all’azione di parlare: un parlamento è quindi un luogo dove si promuove, si discute e si dibatte per giungere a delle decisioni politiche”
    Apostrofare una donna di tal spessore è di sicuro la reazione di chi sa di esser perdente sulle argomentazioni, sui contenuti, sui fatti: cosa pensano di promuovere così? e dov’è l’esempio che le istituzioni dovrebbero dare ai ns. figli, magari spettatori di cotanta violenta bagarre?