Contro la politica formato Twitter

31_05_2016_Inaugurazione_Sala_Lupa-4368A poche ore dall’incontro con il presidente del Parlamento tedesco, Norbert Lammert, la traduzione dell’intervista pubblicata oggi dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung

di Jorg Bremer 

La Brexit non impedisce alla Presidente Boldrini – come pure alla maggioranza degli italiani, secondo i sondaggi – di portare avanti “proprio adesso” il processo di unificazione europea. “Dopo la decisione britannica non dobbiamo rimanere paralizzati ma raccogliere tutto il nostro coraggio e ripartire, prima che sia troppo tardi per l’Europa” ha dichiarato Boldrini, 55 anni, martedì a questo giornale.

Mercoledì sarà a Berlino per continuare a sostenere, insieme al Presidente Lammert, una dichiarazione dello scorso settembre secondo la quale nonostante la Brexit “c’è bisogno di più e non meno Europa per far fronte alle sfide internazionali”. Nel frattempo il documento è stato sottoscritto da 15 presidenti di parlamento. Sostiene un’Europa “che si occupi maggiormente della situazione sociale delle persone ai margini e della crescita dell’occupazione, come temi economici”, dice Boldrini. “Una cosa è certa: senza crescita vincono i populisti.”

Sono troppe le questioni che non possono essere risolte a livello nazionale, dichiara la già portavoce dell’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, eletta alla Camera nel 2013 per il partito socialista “Sinistra Ecologia Libertà” e subito eletta Presidente come candidata di compromesso.

“Se parliamo di mutamento climatico, lotta al terrorismo, vigilanza su Internet, immigrazione e protezione delle frontiere esterne, sono necessari sforzi a livello europeo e una sovranità sovranazionale.” Al tempo stesso Boldrini sostiene un’Europa “che deve diventare più democratica. I capi di governo non devono più decidere e riportare a casa le soluzioni che piacciono in patria. Abbiamo bisogno di un parlamento dei paesi UE che oltre al lavoro legislativo elegga il governo dell’UE. Cambiare l’Europa significa anche far sì che i paesi che vogliono una più forte integrazione politica possano andare avanti senza essere bloccati da coloro che non ci credono ancora.”

La sostenitrice dei diritti umani sottolinea che “non dobbiamo mai dimenticare che questa Europa è nata dalle terribili esperienze di due guerre mondiali, da una depressione economica senza crescita. Per decenni questa Europa ha garantito pace, libertà e benessere, ha assicurato migliori condizioni di vita alle persone indigenti ai margini dell’UE.  Sarebbe drammatico se un giorno fosse raccontata la storia che c’era una volta l’UE, un posto meraviglioso  dove tutti vivevano, viaggiavano e lavoravano in libertà. Ma poi un giorno uscì la Gran Bretagna e altri stati la seguirono e il sogno diventò un incubo. “ Per questo motivo Boldrini intende utilizzare il prossimo anno, anniversario della firma dei Trattati di Roma nel 1957, per una ripartenza in Europa.

Riguardo al fallimento dell’UE nel cercare una posizione unitaria per il problema dei rifugiati, la Presidente ha espresso rispetto per la Cancelliera Merkel, che lo scorso anno ha accolto i profughi bloccati a Budapest. Forse inizialmente non ha pagato, ma nel lungo periodo si rivelerà una decisione saggia. Non solo la Germania ha bisogno di cittadini giovani. Il percorso della Merkel salvaguarda la credibilità europea. La Commissione ha elaborato regole per identificare nel paese di arrivo  e distribuire  i migranti. “Ma alcuni paesi non hanno rispettato gli accordi. Non si può far parte di una famiglia e attenersi solo a quello che ci serve.”

Per Boldrini, questi egoismi nazionali hanno condotto all’intesa con la Turchia sul rientro dei profughi bloccati in Grecia “che non giudicherei conforme ai valori europei. Se l’Europa, con 500 milioni di abitanti, il più ricco tra i continenti, non fosse capace di trovare una soluzione per accogliere poco più di un milione di migranti, perderebbe la propria credibilità e affidabilità.” Per Boldrini la guerra contro il terrorismo è un buon esempio della necessità che l’Europa resti unita. “Il terrorismo non conosce confini. Gli stati nazionali dovrebbero cedere sovranità all’Europa in questa lotta.” Il populismo che sta crescendo in Europa nasce “dove i politici rinunciano al proprio ruolo di guida e diventano gregari, dove non hanno il coraggio di spiegare le complessità della realtà ma offrono le soluzioni che la gente vuole sentire, anche se non sono né praticabili né giuste. Per i problemi complessi non esistono soluzioni semplici in formato twitter da 140 caratteri. Nel frattempo il discorso populista porta ad un odio incontrollabile come mostra l’assassinio della parlamentare Jo Cox in Inghilterra. Al suo ricordo dedico una nuova commissione alla Camera dei deputati contro l’odio, l’intolleranza, il razzismo e la xenofobia.”

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3 commenti su “Contro la politica formato Twitter

  1. una parlamentare inglese meravigliosa è stata uccisa perchè credeva nell’u.e. nonostante questo sacrificio il popolo britannico è uscito da’europa con le ripercussioni che interesseranno tutti gli stati. cattiva politica di cameron? può darsi. antagonisti di cameron? forse. fatto probabile è che ci sia un contagio soprattutto per gli stati del nord. ho l’impressione, ora più che mai, che ogni stato pensi ad un individualismo sfrenato. se manca la solidarietà non può esserci unione europea. la delusione nasce anche dalla constatazione che non esistono bravi politici nè in italia nè in europa. politici improvvisati ce ne sono tanti e se continuerà così andremo alla deriva. il m5s avanza e forse andrà al governo e l’ignoranza crescerà. sono disperata. vorrei avere le stesse speranze dell’on. Boldrini che stimo moltissimo.

  2. ablasoR dice:

    Vogliamo più Europa ma anche ‘MEGLIO’ Europa !!!

    Dobbiamo farcela, non esiste alternativa.

    ” It’s now or never… “

  3. Arturo tanzi dice:

    Gentile signora,mi permetto di scriverle per comunicarle una mia riflessione,perché non devolvere un mese di stipendio di ogni singolo parlamentare alle zone terremotate. Questo sarebbe un segnale positivo di buon esempio per tutti noi cittadini che devolviamo quel poco che possiamo.grazie signor presidente.arturo tanzi