Ecco come in Brasile abbiamo vinto la fame

terezacambelodi Tereza Campello

Forse per gli italiani può risultare difficile comprendere la portata storica dell’annuncio, fatto lo scorso anno, sull’uscita del Brasile dalla Mappa della Fame delle Nazioni Unite. In appena un decennio, 15 milioni di persone non sono più in una condizione di insicurezza alimentare, dopo che il problema della fame aveva compromesso le aspettative di diverse generazioni nel paese.

Ciò non sarebbe stato possibile senza un forte impegno politico che ha messo la lotta contro la fame tra le priorità dell’agenda nazionale. Noto a livello mondiale come grande esportatore di commodities, il Brasile sfrutta l’opportunità dell’Expo di Milano per condividere la propria esperienza di vittoria contro la fame come parte di un progetto di sviluppo socialmente giusto e inclusivo.

Il risultato ottenuto in Brasile è dovuto in parte all’aumento del reddito delle fasce più povere, grazie a un pacchetto di politiche volte a creare posti di lavoro, accrescere il salario minimo e trasferire risorse ai più poveri tramite il Programma Bolsa Família (Borsa Famiglia), riconosciuto a livello internazionale.

Ha avuto un ruolo di rilievo nella strategia di lotta contro la fame anche il Programma Nazionale Merenda Escolar, (Pasto Scolastico) che garantisce pasti a 43 milioni di alunni della scuola pubblica. Ciò significa che le scuole e gli asili nido brasiliani nutrono ogni giorno un numero di bambini equivalente al 70% della popolazione italiana.

Un dato molto importate è che il pasto scolastico deve essere obbligatoriamente comprato presso le aziende agricole locali a conduzione familiare. Gli acquisti ufficiali da queste aziende, oltre ad offrire agli alunni cibo fresco e sano, aiutano a migliorare il reddito delle famiglie contadine, rafforzando il circolo virtuoso di produzione e offerta di alimenti e la lotta alla povertà nelle zone rurali.

Il reddito delle famiglie più povere del paese è aumentato di oltre l’80% al di sopra dell’inflazione nel 2011, nel periodo del Plano Brasil Sem Miséria (Piano Brasile Senza Miseria). In questo stesso periodo, 22 milioni di Brasiliani hanno sconfitto la povertà estrema, grazie al reddito integrato dalla Bolsa Família.

Oltre al sussidio mensile alle famiglie, il programma brasiliano di trasferimento condizionato di risorse verifica che 17 milioni di bambini e adolescenti frequentino la scuola. Il controllo sulla salute, anch’esso previsto dal programma, ha mostrato che nei bambini beneficiari si è registrata una riduzione del 51% del deficit di altezza, un indicatore tradizionalmente associato alla denutrizione e alla compromissione dello sviluppo intellettivo. Siamo lieti di affermare che in Brasile è nata la prima generazione di bambini liberi dalla fame che frequentano la scuola.

Studi recenti, che si basano sulle metodologie della Banca Mondiale, dimostrano che i progressi non si limitano al reddito dei brasiliani. Considerate le varie dimensioni della povertà, come l’accesso all’educazione, salute e beni, le privazioni sono anch’esse diminuite in modo significativo.

Come in altre parti del mondo ci sono ancora grandi sfide che l’agenda brasiliana dell’alimentazione sana deve affrontare. È importante tuttavia condividere una esperienza di successo, soprattutto perché si trattava di una sfida che sembrava insormontabile.

Tereza Helena Gabrielli Barreto Campello è un’economista brasiliana. Attualmente è Ministra allo Sviluppo sociale e alla lotta alla fame

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