Giovani, ricerca e impresa nel Laboratorio di Idee Italia-Argentina

Laboratorio di Idee Italia Argentinadi Maria Ines Tarelli

«A volte penso che non sono argentino: infatti non ho né sangue né cognome italiani». Con questa acuta descrizione Jorge Luis Borges,

il maggior scrittore argentino di tutti i tempi, descriveva una realtà inconfutabile di quel momento storico. Le grandi ondate migratorie dei secoli XIX e XX conferirono una fisionomia specifica all’Argentina. Nacque un'”Italia fuori dall’Italia” in questo angolo del pianeta dove brilla la Croce del Sud.

Milioni di italiani, una volta arrivati nel nuovo paese e dopo essersi stabiliti con l’idea di lavorare e dar corso a una nuova vita, iniziarono a fondare centinaia di associazioni e circoli, che dal punto di vista pratico servivano a organizzarsi e aiutarsi reciprocamente. Tuttavia non c’è dubbio che dal punto di vista individuale servivano anche ad alimentare quel rifugio dell’anima che è la lingua nativa e a ricucire un poco quello strappo che sempre si produce in una persona quando lascia per sempre la propria terra, l’infanzia, la famiglia.

Il tempo è passato. È stata costruita una nazione fatta di fusioni di genti e culture. Poi sono venuti – siamo venuti – i figli e i nipoti. Siamo cresciuti in questo paese, circondati di italianità a volte inconsapevole. Lo storico argentino Tulio Halperin Donghi (1926-2014) affermava nel libro La imigración italiana en Argentina che l’italianità nella società argentina è «onnipresente e sfuggente allo stesso tempo» e che da ciò deriva la difficoltà a studiarla. Questo significa che l’italianità è cresciuta capillarmente nella società argentina e ha impregnato tutti gli spazi della vita culturale, divenendo quasi intrinseca alla sua natura. È in questo scenario che siamo cresciuti noi della prima, seconda e terza generazione di italiani in Argentina. Oggi si aggiunge a noi il flusso di giovani italiani che nuovamente cercano in Argentina un luogo in cui trasferirsi a vivere.

A Buenos Aires un gruppo di giovani professionisti, professori universitari, scienziati e artisti italiani e italo-argentini, che hanno studiato prevalentemente in entrambi i paesi, si sono riuniti e hanno creato un think tank, un laboratorio di idee che mira a ridare significato a questa identità italiana odierna e a fare quello che meglio sanno fare: studiare, pensare, contribuire con idee utili al dialogo tra l’Argentina e l’Italia di oggi. Lavorano pertanto in progetti di ricerca, spazi di diffusione di idee, pubblicazioni di articoli divulgativi e analisi di problematiche che li riguardano.

L’emigrazione è un terremoto che scuote le basi della storia e della vita di una persona, e la sua onda d’urto si trasmette senza dubbio anche alle generazioni successive. A volte penso a quella sorta di “big bang” interiore, al momento cioè in cui mio nonno ha avuto per la prima volta l’idea di partire dalla sua Belluno… Sicuramente a spingerlo verso quella decisione cruciale deve aver influito molto il clima difficile del secondo dopoguerra in Italia. Tuttavia mi piace pensare anche a quel raggio di speranza che abita nel cuore di colui che emigra… è quella idea di pensare al futuro, di partire per costruire il presente a misura dei propri sogni.

Per questo faccio parte del Laboratorio di Idee Italia Argentina. Per creare uno spazio che prima non esisteva, per costruire attraverso lo scambio reciproco, per far sì che il nuovo arricchisca il passato, per poter guardare anche io al futuro e condividere con i miei figli quanto di meglio mi ha dato la mia origine e la mia storia familiare. E per dare il mio contributo personale, grazie a quanto di meglio vi è nella mia generazione e nella sua nuova forma di esprimere la propria identità italiana, al grande paese da cui veniamo e a quello meraviglioso che ci ha visto crescere.

Maria Ines Tarelli è coordinatrice del gruppo LIA, Laboratorio Idee Italia-Argentina

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Un commento su “Giovani, ricerca e impresa nel Laboratorio di Idee Italia-Argentina

  1. luigi crocco dice:

    Gentile presidente Laura Boldrini,
    simpatizzo moltissimo sul articolo della coordinatrice Maria Ines Tarelli del laboratorio idee Italia Argentina nel ricordare il grande bellunese scrittore in Argentina j.luis Borghes l’ acuta osservazione sul.emozione di un italiano costretto , abbandonare l italia per emigrare non solo.in Argentina ma in tanti altri stati del mondo non solo sulla crisi del secondo dopo guerra ma pure oggi con l euro dopo decenni di lotte a dare un