Gli Stati Uniti d’Europa e la petizione dei Giovani federalisti europei

giovfedeudi Giulio Saputo

Gentile presidente, abbiamo seguito con attenzione le sue ultime prese di posizione e plaudiamo con gioia alla sua iniziativa del 14 settembre a Roma.

In un momento storico drammatico come quello che stiamo vivendo, la dichiarazione congiunta a favore degli Stati uniti d’Europa sottoscritta da lei, dal Presidente del Bundestag tedesco Norbert Lammert, dal Presidente dell’Assemblée nationale francese Claude Bartolone e dal Presidente della Chambre des Députés lussemburghese Mars Di Bartolomeo, è determinante dare una speranza ai cittadini e rilanciare la loro fiducia in un futuro possibile, che non sia il crollo del progetto europeo ma un suo deciso rilancio come valida alternativa al ritorno degli egoismi nazionali e alla xenofobia strisciante che sta preoccupantemente tornando a diffondersi.

È necessario dare un freno all’eccessivo intergovernativismo che sta minando la fiducia nelle istituzioni europee e dare nuova dignità alle istituzioni parlamentari. Per fare questo è necessario un passo coraggioso e, come lei ha già scritto, superare questo critico impasse insieme, “avendo ancora un sogno”, compiendo uno sforzo creativo nel tentativo di elevare la democrazia su un piano sovranazionale.

È necessaria la Federazione europea per rispondere alle sfide della contemporaneità, è necessario portare queste istanze ad un eventuale vertice sull’immigrazione europeo (nel caso in cui le affermazioni di Avramopoulos venissero confermate) o, se non altro, mostrare chiaramente che questa è la via che si vuole intraprendere davanti a tutta l’opinione pubblica internazionale durante il vertice straordinario indetto su questa stessa problematica da Ban Ki-Moon a New York per la fine di settembre.

Dobbiamo dare agli europei di nuovo la speranza di un futuro migliore e far sì che l’Europa si prenda le proprie responsabilità in un mondo che ha un disperato bisogno di una sua politica estera unica. In questo senso, segnaliamo una petizione su questo tema specifico che già il Movimento Federalista Europeo ha lanciato e che può essere senz’altro un interessante riferimento. Ci auguriamo che da questa vostra iniziativa possa partire un nuovo slancio che coinvolga i parlamenti nazionali e il parlamento europeo per poter chiedere una costituente europea e convincere così i nostri governi a prendere la via dell’unità politica. Non lasciamo spegnere la fiamma di questa splendida idea.

Per concludere, alle letture che già alimenteranno questo clima di speranza lunedì a Roma, sarebbe opportuno aggiungere anche la figura di Altiero Spinelli, un altro grande padre d’Europa e del federalismo organizzato che ha scritto anche pagine bellissime nel senso profondo dell’unificazione europea come unico tentativo di realizzare una “rivoluzione pacifica”, mostrando la strada dell’integrazione politica federale sovranazionale come risposta della ragione e della lungimiranza alla crisi dello Stato nazionale. Come affermava con convinzione nei suoi scritti: “La federazione europea non si proponeva di colorare in questo o quel modo un potere esistente. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo”.

Come Gioventù Federalista Europea e come cittadini europei non possiamo che chiedere con tutta la nostra forza e speranza di procedere lungo questa via anche se -per citare il Manifesto di Ventotene- “non sarà facile né sicura ma deve essere percorsa e lo sarà!”

Giulio Saputo è segretario nazionale della Gioventù Federalista Europea, espressione giovanile del Movimento Federalista Europeo e sezione italiana degli Jeunes Européens Fédéralistes. La Gfe ha più di 42 sezioni, con iscritti in tutta Italia di qualsiasi cittadinanza e di età compresa tra i 14 e i 29 anni. E’ un’associazione che si basa sul volontariato, sull’autofinanziamento, sull’autonomia dai partiti e che non partecipa mai direttamente alle elezioni. Difatti, l’ispirazione del movimento non è “partitica” ma “politica”. Unire l’Europa politicamente e non solo economicamente, creare gli Stati Uniti d’Europa, lottando fuori dagli schemi delle istituzioni e dei partiti esistenti e passando trasversalmente la linea di demarcazione tradizionale tra destra e sinistra: nella GFE, come nel MFE, militano persone di tutti gli schieramenti. La Gioventù federalista europea organizza dibattiti politici, tavole rotonde con le altre associazioni o veri e propri eventi “di piazza” (flash mob, manifestazioni, banchetti di raccolte firme su specifiche campagne, ecc.) tesi a stimolare la riflessione dei cittadini in chiave sovranazionale ed europea. Le idee alla base dell’attività dell’associazione affondano nei valori della Resistenza, in particolare nei principi contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato nel 1941 dall’antifascista Altiero Spinelli con la collaborazione di altri confinati, tra cui Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. L’obiettivo è di concludere il processo di costruzione dell’Europa arrivando a realizzare uno Stato federale democratico che sia veramente in grado di rispondere alle sfide poste dal mondo globalizzato. Questo percorso passa necessariamente dal fornire l’attuale Unione di istituzioni che, secondo il principio di sussidiarietà, possano affrontare le gravi problematiche dei nostri tempi (crisi economica, terrorismo internazionale, sviluppo sostenibile, ecc.). Per questo la GFE si impegna quotidianamente per evidenziare la necessità di avere un’Europa unita e federale, finalmente dotata di una sua politica estera ed economica.

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2 commenti su “Gli Stati Uniti d’Europa e la petizione dei Giovani federalisti europei

  1. Giuseppe Enrico Brivio dice:

    Condivido l’articolo al cento per cento. Sono un federalista europeo di vecchia data: nel 1959 votai per l’elezione dei delegati al Congreasso del Popolo europeo, dal 1962 ho fatto parte della GFE di Sondrio e poi ho partecipato a tutte le iniziative del MFE per l’elezione del Parlamento Europeo che rimane il mio punto di riferimento. E’ bene che i Presidenti di 4 Paesi fondatori della Piccola Europa abbiano rilanciato la necessità degli Sta<ti Uniti d'Europa. Concordo anche sulla necessità di valorizzare la figura di Altiero Spinelli, grande apostolo della Federazion europea.

  2. strada ardua che, in ogni caso, va percorsa. tutte le persone convinte della realtà che stiamo vivendo organizzano cortei e manifestazioni. purtroppo altre persone e non solo in Italia non sono in grado di pensare nello stesso modo. in italia qualche parlamentare ha spento i toni volgari e minacciosi unicamente per future alleanze e per scopi elettorali. io penso che la giustizia e la democrazia non abbiano un colore politico. si tratta solo di buon senso. purtroppo siamo in pochi ad avere questi pensieri. guardando fuori di casa nostra troviamo tanta crudeltà soprattutto nei paesi dell’est. l’on. boldrini ha fatto riferimento alla scarsa memoria dell’ungheria dove ci fu una rivoluzione nel 1956. in tv vediamo immagini orripilanti che fanno pensare all’olocausto. io più che confidare nell’U.E., che non sembra aver preso una posizione netta, confido in primis nella coerenza logica e nelle capacità dell’on. boldrini che sono, a mio avviso, imperturbabili e in qualche altro partito che, sia pure in tono minore, abbraccia la stessa causa. quanto all’ungheria se non viene fermato il premier la violenza aumenterà a marea montante. possibile non fermare questa carneficina? possibile che i governi non si adoperino, ognuno per quanto possibile, a cercare di reperire un programma unitario? ci vorrà del tempo, senza dubbio. io sogno gli Stati Uniti d’Europa dagli anni di liceo. riuscirò a vederli? me lo chiedo spesso pur non trovando risposta.