Il mio Premio Colomba d’oro dedicato a chi subisce la guerra e perdona

10170781_10152339248078728_6980965870626353297_n (1)di Laura Silvia Battaglia

Il premio Colomba d’oro per la pace 2015 arriva in un momento molto importante della mia vita personale e professionale.

Parte della mia famiglia, infatti, è impegnata a sopravvivere all’interno di un contesto di guerra civile e sotto bombardamenti indiscriminati e il dovere che il lavoro impone si salda inevitabilmente con la preoccupazione per chi si trova in pericolo costante.

Per questo e non solo, dedico il riconoscimento assegnatomi ai veri coraggiosi, ai veri eroi, a coloro i quali sono davvero degni di questa definizione. Essi non sono certamente i giornalisti i quali si costruiscono addosso una retorica che non rende giustizia soprattutto ai civili di ogni conflitto. In quanto professionisti, abbiamo solo il dovere di essere lì dove si fa la storia. Lavorare secondo quanto la nostra etica e deontologia ci impongono, essere testimoni di accadimenti quotidiani, siano essi di respiro locale o internazionale, non ci rende eroi. Ci rende solo degli onesti professionisti che si sforzano di fare il loro dovere, passibili sempre di errori, critiche, travisamenti.

Il vero coraggio non è quello di chi va in un altrove in guerra e che sa sempre di potere tornare indietro. Il vero coraggio è quello di chi sta lì e lì rimane. E’ quello delle madri che mantengono famiglie intere mentre i loro uomini sono in battaglia, che affrontano le assurdità della vita quotidiana in tempo di guerra, tenendo rappreso dentro il dolore per la morte di un familiare e sostenendosi con la preghiera e la speranza di una vita migliore, se non sulla terra, almeno in un altrove chiamato aldilà.

Come potremmo definire altrimenti il coraggio di milioni di iracheni, costretti dalle circostanze della grande Storia ad accettare qualcosa di indicibile, che forse noi, nel nostro benessere, non potremmo mai accettare? In ogni singola famiglia, in Iraq, ci sono almeno un giovane morto nella guerra Iran-Iraq e della successiva in Kuwait, almeno un anziano perito sotto le bombe, almeno un fratello che ha ricevuto la testa della propria sorella in una body bag dagli americani, almeno un cugino morto in un attentato suicida o ucciso a freddo da un cecchino, almeno una donna che ha rischiato di partorire un mostro o un bambino già affetto dalla leucemia.

Costoro che hanno visto la loro piccola storia essere sommersa e schiacciata dalla Grande storia, fino ad annientarli, costoro hanno avuto davanti due strade: o seguire la legge del taglione, la guerra, la “resistenza”, oppure perdonare l’indicibile e l’inimmaginabile. A costoro che hanno perdonato, a tutti quelli che mi hanno insegnato a perdonare, pur non dimenticando – perché la memoria dell’uomo non può e la Storia del mondo non deve, affinché gli orrori non si ripetano – a tutti loro dico grazie. Dico grazie non solo a nome mio ma di tutti noi. Perché gli esseri umani che hanno saputo accettare ciò che è stato riservato loro, per quanto terribile, e che continuano a vedere nel “nemico” un uomo sono coloro che danno speranza al genere umano. Solo per loro possiamo ancora intravedere, credere e sperare in un’umanità migliore, una umanità di Pace.

Laura Silvia Battaglia è giornalista professionista freelance e documentarista. Nata a Catania, vive tra Milano e lo Yemen. Corrispondente da Sanaa per l’agenzia video-giornalistica americano-libanese Transterra Media, e per gli americani The Fair Observer e Guernica Magazine. Per i media italiani, collabora stabilmente con i quotidiani Avvenire e La Stampa; i network radiofonici Radio Tre Mondo, Radio Popolare, Radio In Blu; il TG3 – Agenda del mondo, Rai News 24; i magazine D – Repubblica delle Donne, Popoli, Lookout; l’agenzia Redattore Sociale; i siti web TGcom 24, Lettera43, Assaman. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto (Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran, Yemen, confini siriani). Ha girato, autoprodotto e venduto cinque video documentari. Il primo ‘Maria Grazia Cutuli. Il prezzo della verità’ ha vinto il Premio Giancarlo Siani 2010. Nel 2013 ha ricevuto il Premio Maria Grazia Cutuli come giornalista siciliana emergente. Nel 2015 le è stato assegnato il Premio Colomba d’oro per la pace. Questo articolo è il testo del discorso pronunciato al momento della consegna del Premio.

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