In Grecia per rafforzare l’Europa dei diritti e del lavoro

Tre su undici milioni di abitanti, in Grecia, oggi non hanno accesso alle cure sanitarie. Lo sostengono gli operatori di Medici del mondo che ho visto oggi, nella struttura che gestiscono ad Atene. Un ambulatorio che, in passato, assisteva soprattutto rifugiati e che, adesso, si occupa per lo più dei cittadini di questo Paese.

Gli operatori hanno sottolineato le difficoltà dei tantissimi disoccupati che qui non hanno diritto ad essere curati gratuitamente. Perfino partorire in un ospedale pubblico, se non si ha un lavoro, in Grecia, è difficile: costa mille euro. Secondo Medici del mondo, in alcuni casi, in assenza di pagamento, le strutture sanitarie non hanno consegnato ai genitori il certificato di nascita dei propri figli.

Ho scelto la Grecia per la mia prima visita ufficiale all’estero proprio per esprimere la vicinanza degli italiani ad un popolo che, al quinto anno di crisi, sta facendo sacrifici enormi. Italia e Grecia hanno molti punti in comune: un governo di grande coalizione, una situazione economica difficile, l’essere un paese frontaliero. In più, entrambi siamo alla vigilia dei rispettivi semestri di presidenza dell’Unione europea.

In un momento in cui l’Europa è vista in modo critico dai cittadini e soffia il vento del populismo, credo che i parlamenti abbiano il dovere di rafforzare una visione che vada oltre le politiche di austerità ed il rigore sui bilanci. Bisogna rilanciare un’Europa dei diritti, del lavoro, soprattutto giovanile, del welfare.

Per questo ho avanzato la proposta di organizzare una Conferenza dei Parlamenti Ue, alla quale auspicabilmente siano invitati anche quelli dei parlamenti dei paesi della sponda Sud, da tenersi a Roma in primavera, alla vigilia delle elezioni di maggio. Idea che è stata accolta dalle cariche istituzionali greche che ho incontrato oggi, Vanghelis Meimaràkis, presidente del Parlamento ellenico, Kàrolos Papùlias, presidente della Repubblica ed il Primo ministro Antònis Samaras.

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6 commenti su “In Grecia per rafforzare l’Europa dei diritti e del lavoro

  1. Antonella dice:

    Condivido quanto detto da lei…per sognare un’Europa della pace e della fraternità!

  2. Miriam dice:

    L’Europa deve essere per i cittadini Europei una grande Madre ma, purtroppo, è diventata una grande Matrigna. Troppo burocratica, troppo lenta negli interventi che richiedono risposte immediate, (vedi tragedia Lampedusa, che tra l’altro alla fine della fiera che cosa hanno deciso di concreto: nothing!). Sembra sia capace di mettere solo i bastoni tra le ruote. Soprattutto con i Paesi più deboli o creativi come il nostro. Se uno Stato è membro della UE mi sembra assurdo che non riceva aiuto, esempio nella sanità, (come appunto in Grecia), per garantire cure a chi ne ha bisogno. E’ un vigile antipatico capace solo di dare multe. Siamo membri dell’Unione Europea quando c’è da essere multati. Ma, quando si chiede aiuto, si girano dall’altra parte. Io è così che la recepisco. Una matrigna arrogante. Presidente Boldrini, intervenga Lei, faccia abbassare un po’ le ali ai “parrucconi” del bla bla bla e poca concretezza. Cordialmente e buon lavoro.

  3. Evi dice:

    Salve Signora Boldini .
    Sono una studentessa greca che per caso ha letto il suo blog.
    La ringrazio per i bei pensieri che ha manifestato verso il popolo greco e la solidarietà che finora ci ha mostrato, tuttavia sarebbe meglio per tutti quanti lasciare in pace il popolo greco, una volta per tutte, e lasciarlo uscire da solo dalla crisi ( come sempre ha fatto del resto nella sua storia ) ::finora infatti l’ europa “ci ha salvato” anche fin troppo…..con i risultati che vediamo!!
    Pensi ad aiutare i suoi concittadini chè da quello che ho visto finora non si trovano in una situazione migliore di noi greci.
    Grazie per la sua attenzione.

  4. Rapisarda Salvatore dice:

    Gent. Presidente gradirei il suo aiuto ed il suo supporto o per evidenziare e dare rigore scientifico e peso politico alle seguenti questioni.
    La situazione che lei evidenzia risulta ancora più scandalosa se si pensa alla circostanza che la Grecia ha ricevuto aiuti per un importo quasi uguale all’intero importo del suo debito pubblico (300 miliardi di euro circa).
    Ci potevamo e dovevamo pertanto trovare di fronte ad uno Stato il cui debito pubblico doveva essere vicino a zero.
    Mi chiedo pertanto:
    1- se qualcuno debba rispondere di questi risultati da “nobel all’incontrario” o se la tanto decantata meritocrazia debba valere solo per i poveri cristi e non per i potenti. Rilevo come noi sia come nazione che come contribuenti abbiamo diritto ad avere voce in capitolo per il nostro contributo al fondo salvastati.
    2- se sia corretta o strumentale l’utilizzazione della situazione greca come strumento di terrorismo per gli altri stati europeio invece non si debba avere terrore delle ricette utilizzate per “salvarla”.

  5. mirca dice:

    Ritengo che solo una politica sempre più europea possa farci uscire dalla crisi economica attuale. Attraverso scelte più coraggiose che gli stati singoli devono affrontare superando però i radicamenti nazionalisti che ci mantengono in stallo. La Germania ad esempio parla di Europa , ma nei fatti adotta una economia protezionista in netto contrasto con una economia globalizzata ormai incontestabile. Più Europa più Europa