‘La parte migliore’, i giovani di Villa San Giovanni contro il pregiudizio

di Giuseppe Tripodi

‘La parte migliore’ di noi, a volte, sembra essere nascosta nel pregiudizio e nell’intolleranza. Ed è proprio quella parte migliore che io e i miei compagni di classe abbiamo cercato quando la nostra scuola, l’Istituto alberghiero di Villa San Giovanni, ha deciso di partecipare al concorso nazionale ‘I giovani ricordano la Shoah’.

Dopo esserci documentati sui tragici eventi che hanno  segnato la storia europea del ´900, abbiamo deciso di realizzare un cortometraggio costruendo una storia tutta nostra, un racconto che parlasse del razzismo e della violenza di oggi, perché le tragiche pagine di storia dedicate all’Olocausto purtroppo  non appartengono solo al passato e in una realtà multietnica come quella attuale si registrano episodi di discriminazione e di emarginazione nei confronti dello straniero e del diverso che, a volte, ci fanno dubitare di appartenere ad una società civile.

Il nostro filmato è ambientato in una scuola italiana, come potrebbe essere la nostra. Qui, a San Giovanni, ci sono moltissimi studenti pendolari, che affrontano più sacrifici di altri per frequentare l’istituto, abbiamo 60 compagni di origine straniera e 47 allievi diversamente abili. Così abbiamo immaginato un episodio che potrebbe essere reale ma che, al tempo stesso, è solo frutto della nostra fantasia perché le discriminazioni narrate, fortunatamente, non sono state effettivamente vissute da nessuno di noi. Il protagonista Nazih, è un ragazzo di origine marocchina che vive da poco in Italia e non è accolto con calore dai suoi compagni di scuola. Un giorno, la madre di un alunno, a nome di tutti i genitori, chiede alla dirigente scolastica di spostarlo in un’altra classe, senza concrete motivazioni, ma non ottiene quanto richiesto e la preside la invita ad avere un comportamento rispettoso e tollerante. Durante una lezione sulla Shoah, un insegnante consiglia ai ragazzi la visione del film ‘Il bambino con il pigiama a righe’ e mentre lo vedono i ragazzi collegano le forti immagini di violenza con i propri atteggiamenti discriminatori nei confronti di Nazih, il compagno ‘diverso’.

la parte migliore-copertina

Volevamo fare vibrare anche le corde dei cuori più distratti o indifferenti e oggi siamo felici ed emozionati per aver vinto, con questo lavoro, il concorso nazionale del Ministero dell’Istruzione. La nostra scuola in passato ha già partecipato a concorsi provinciali e regionali il cui tema era la promozione dell’impegno civile degli alunni, ma sono ancora incredulo per avere rappresentato i miei compagni, nel momento magico della cerimonia durante la quale, a  Montecitorio, è stato consegnato il premio alle scuole vincitrici. Un riconoscimento che mi ha frastornato e lusingato, consapevole che questi sentimenti erano condivisi dai miei compagni, dalla dirigente scolastica, dalla professoressa e da quanti ci avevano supportato nello realizzazione del video intitolato ‘La parte migliore’. Parlando del cortometraggio, durante la premiazione nella Giornata della memoria, ho messo in rilievo la fitta rete di relazioni che ha unito tutta la classe durante la preparazione, il riscoperto senso  di appartenenza all’istituzione scolastica, il consapevole senso civico che ha animato tutti noi in questi mesi. Ho dato voce  agli altri ragazzi che, come me, si sono impegnati per il traguardo raggiunto.

Rimarrà indelebile nella nostra  memoria anche il momento in cui la dirigente ci ha convocati per comunicarci la splendida notizia. Solo un’ombra  offuscava la nostra gioia: per ragioni organizzative solo  8 di noi avrebbero potuto prendere parte alla cerimonia. Consapevole della iniquità di  qualunque criterio di selezione, la nostra preside non ha esitato:  con spese a carico della scuola, tutti noi abbiamo condiviso una giornata indimenticabile, perché all’onore di ricevere il premio, si è aggiunta la felicità dell’abbraccio di tutti i compagni che  hanno trasformato una straordinaria avventura in una significativa testimonianza , in un messaggio di speranza, affinché nessuno debba più ammettere, come scrive Primo Levi, “la coscienza di sentirmi diverso mi è stata imposta. Qualcuno stabilì che io ero diverso e inferiore”.

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2 commenti su “‘La parte migliore’, i giovani di Villa San Giovanni contro il pregiudizio

  1. elisabetta dice:

    Bravo Giuseppe, bravi i tuoi compagni e brave le insegnanti e la preside!! Un delicato, commovente contributo alla memoria di ciò che non dovrà mai essere dimenticato. Complimenti e auguri per il vostro futuro. Elisabetta
    p.s. Quanti “dolci” baci e carezze con la nutella: deve essere stato uno spasso.

  2. Cosetta dice:

    Che Meraviglia ! Grazie Ragazzi…..