“L’esperienza in Etiopia come giovane esperta delle Nazioni Unite”

UNSSC_JPO_0024di Chiara Scaraggi

L’Etiopia: mosaico di popoli, culture e tradizioni millenarie, svolge un ruolo strategico negli equilibri geopolitici del Corno d’Africa.Garante della stabilità socio-economica regionale, l’Etiopia di oggi, con i suoi 90 milioni di abitanti, cerca di combinare la sua identità storica e culturale con uno slancio verso la modernità e lo sviluppo. Dal 2004, infatti, la sua economia ha registrato una crescita media del 10.9% ma questa promessa di sviluppo non può tralasciare le sfide che il Paese deve affrontare, in particolare nelle aree rurali, dove manca ancora un accesso adeguato alle risorse necessarie a soddisfare i bisogni primari della popolazione.

E’ in contesti come questi che opera l’Unità Agro- Industrial Technologies (AIT) di UNIDO,  l’organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale, che fornisce un ventaglio di attività di cooperazione tecnica volte a sostenere il potenziamento di filiere agroalimentari, riducendo la povertà attraverso la creazione di opportunità occupazionali e promuovendo la sicurezza alimentare.

L’aspetto più affascinate del mio lavoro è l’interazione a tutti i livelli: se la mia giornata inizia con un incontro con il ministro dell’Industria, può terminare in un piccolo laboratorio di un artigiano del cuoio che tramite il nostro progetto ha ricevuto assistenza per migliorare le condizioni di lavoro dei suoi impiegati; se abbiamo in calendario un seminario con il capo ufficio regionale dell’agricoltura per discutere il piano attività del progetto caffè, poche ore dopo siamo con i piedi nel terreno a dialogare con i cafficultori su strategie per migliorare le tecniche post-raccolta che garantiscano la qualità e la tracciabilità del caffè.

Questi contatti trasversali sono tipici sintomi di un fervore e di un dinamismo di fronte a cui nessuno dei miei colleghi, collaboratori e superiori, si esime: sono sfide condivise che nobilitano la dedizione dello staff locale, internazionale e non ultimo, dei nostri donatori. Sono infatti molto contenta di poter esprimere tra queste righe un sentito riconoscimento, a nome di tutto il mio staff, alla Cooperazione Italiana allo Sviluppo finanziatore di 3 progetti di UNIDO gestiti dalla nostra unità, con cui abbiamo sperimentato una nuova dinamica di collaborazione nella realizzazione dei progetti.

Non avrei mai potuto desiderare di lavorare in maniera più efficace con il mio staff, con i donatori e con tutte le nostre controparti istituzionali locali, che si articolano dalla regione nord del Tigray fino all’area di produzione caffeicola al sud del Paese. Si tratta di un processo unico di collaborazione: tale dinamica sta plasmando il mio agire di giovane esperta e la passione che genera è la colonna portante della mia vita professionale all’interno della grande famiglia delle Nazioni Unite.

Chiara Scaraggi è esperta Associata in sviluppo dell’agribusiness, dell’imprenditoria rurale e della sicurezza umana nell’Ufficio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) in Etiopia, ha un’esperienza di 8 anni nel settore dello sviluppo rurale, dell’agricoltura sostenibile e, piu’ recentemente, nello sviluppo di partenariati pubblico privati a beneficio di piccolo agricoltori in Africa (Etiopia, Mozambico, Senegal, Sao Tome e Principe) e in America Latina (Nicaragua). Grazie al programma JPO, Junior Professional Officers, finanziato dal Ministero per gli Affari Esteri e gestito dall’agenzia UNDESA, è inserita, dal mese di gennaio 2015, nell’unita’ per sviluppo dell’agri-business e dell’imprenditoria rurale nell’ufficio di UNIDO di Addis Ababa, in Etiopia. In occasione dell’evento “Giovani italiani nelle Nazioni Unite: una storia lunga oltre 40 anni”, che si è tenuto alla Camera dei Deputati lo scorso 14 Dicembre ha portato la sua testimonianza in rappresentanza dei colleghi dell’edizione 2015 del programma JPO.

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3 commenti su ““L’esperienza in Etiopia come giovane esperta delle Nazioni Unite”

  1. teresa dice:

    molto interessante , mi piacerebbe che ci incontrassimo. Colgo l’occasione per informare che sono in graduatorie per insegnare nelle scuole italiane all’estero e per settembre si dovrebbe liberare la mia cattedra di diritto ed economia nella scuola italiana in Addis Abeba dove sono stata due volte per gli esami finali. Putroppo il mae mi sta chiededno quasi ogni settimana documenti sulla veridictà dei dati nel cv dove, una volta richiesti alla scuola esiste ” solo” un documento di incarico protocollato per conferenze e formazioni ai colleghi sui diritti umani ( nei quali sono esperta) e documenti di avvenuto compendo ( quando è remunerato) per miei interventi degli anni 90 e primi anni 2000.Non bastando ,pare questa documentazione, il Mae richiede alle scuole una dichiarazione del dirigente di oggi che dichiari l’avvenuto espletamento dell’incarico!Il tutto mi è sembrato un pò vessatorio ed eccessivamente oneroso per me in quanto la scuola ,solitamente, non rilascia questi attestati, nonostante a capo dell’Ufficio V del mae ci sia una ex preside.Ora , nonostante tutto spero comunque di farcela e di poter andare ad Addis Abeba e promuovere una docenza di diritto ed economia basata sui diritti umani e sulla cooperazione anche con chi progetta sul territorio ,le ong e gli altri soggetti disponibili, Cosa che cerco di promuovere anche nella scuola in Italua dove insegno.
    Spero in un contatto sia che riesca a partire che non, date le circostanze raccontate.
    Teresa Lapis 3356024651

  2. luigi crocco dice:

    Gentile Presidente della Camera Laura Boldrini,
    non ho nulla da eccepire sul impegno educativo lavorativo sociale degli italiani al estero oggi anche in Africa ma da noi il problema dei dipendenti a salario in agricoltura ecc si trascina politicamente da decenni addirittura dal governo 1978 a levarci l’indicizzazione sul inflazione oggi peggiorato dalla bassa retribuzione sul potere di acquisto svalutato oltre 50% dal 2001 senza mai che uno dei governi succedutisi denunciasse il fenomeno del inflazione più abnorme del mondo , a metterci urgente rimedio così:

  3. magnifica persona, magnifiche opportunità, magnifico lavoro.