Liberia quasi libera da Ebola, ma non dalle conseguenze dell’epidemia

greg dulywdi Greg Duly

La lotta contro l’epidemia di Ebola in Liberia sembra stia andando nella giusta direzione: è passato più di un mese da quando è stato registrato l’ultimo caso di contagio dal virus

e sono passate un paio di settimane da quando l’ultimo paziente malato è stato dimesso dall’Unità di trattamento. Il conto alla rovescia per dichiarare la Liberia libera dall’Ebola è iniziato. Ma c’è ancora moltissimo da fare, non bisogna abbassare la guardia.

L’intero sistema sanitario, che già era debole prima dello scoppio dell’epidemia, è stato decimato e ha urgente bisogno di essere ricostruito. Solo così altre malattie infettive potranno essere individuate rapidamente, mettendo immediatamente in atto efficaci protocolli sanitari. È un’impresa titanica, ma assolutamente necessaria e anche Save the Children è in prima linea in questo sforzo collettivo. Siamo ogni giorno nelle comunità per sensibilizzarle sulle misure igienico-sanitarie e per aiutarle a comprendere l’importanza della prevenzione di base per impedire il ritorno di Ebola. Ma soprattutto siamo in mezzo alle persone per ricostruire la fiducia necessaria nei servizi sanitari e nei confronti degli stessi operatori.

Gli effetti a lungo termine dell’epidemia di Ebola non si esauriscono purtroppo con l’ultimo paziente che lascia il centro di trattamento, ma segneranno il volto del paese per molti anni.

I primi a fare le spese di quello che è accaduto sono stati i bambini, che hanno perso tutto, compresa la possibilità di andare a scuola. Le scuole sono rimaste chiuse per sette mesi, durante i quali l’apprendimento di questi bambini è rimasto fermo, ma anche ora che le scuole hanno riaperto, il loro rientro a scuola è molto difficile. Abbiamo sviluppato dei protocolli per garantire che le scuole siano dei luoghi sicuri dove i bambini possono continuare a imparare e giocare, senza avere paura di contrarre il virus e abbiamo consegnato materiale e fatto formazione ad oltre il 20% delle scuole del Paese. Ma nonostante questo, sono ancora tantissimi i bambini che non sono tornati a scuola. Molte famiglie non possono più permettersi di mandare a scuola i propri figli, dopo che è venuto a mancare il capofamiglia e quindi sono costretti a mandarli a lavorare. Stiamo aiutando anche queste famiglie, cercando di sostenerle e dando loro la possibilità di rimandare i propri bambini a scuola.

L’economia del paese è stata fortemente colpita dall’epidemia di Ebola, soprattutto in campo agricolo, dove le principali colture, come quella del riso, hanno visto un forte ritardo nella coltivazione, con la conseguenza di una riduzione della produzione, con un aumento dei prezzi e forti conseguenti sulla sicurezza alimentare delle popolazioni.

E poi ci sono le conseguenze psicologiche fortissime che stanno colpendo adulti e bambini. Si stima siano quasi tremila i bambini che sono rimasti orfani di uno o di entrambi i genitori durante l’epidemia. E il loro dramma è stato ancora più forte perché, per la paura del contagio, sono stati abbandonati anche dai loro parenti e dai vicini di casa. Questi bambini non devono stare da soli e per questo la nostra organizzazione si è fortemente impegnata per fornire una formazione specifica ai genitori adottivi, per dare loro tutto l’aiuto necessario a prendersi cura dei bambini rimasti orfani. Sono uomini e donne coraggiosi, quelli che hanno aperto le porte delle loro case a questi bambini, perché lo stigma legato ai malati di Ebola è fortissimo.

Ma è anche grazie al coraggio di uomini e donne come loro che la Liberia è sulla buona strada per potersi dire “libera” dall’Ebola e dalle sue conseguenze.

Greg Duly è il direttore di Save the Children Liberia

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