Libertà di espressione in rete, c’è bisogno di nuove leggi?

marcocivil-w1Le decisioni del premier turco Erdogan di bloccare prima Twitter e poi Youtube dimostrano che la libertà di espressione, in rete e non solo, è ancora una libertà fragile,

anche in Paesi a noi molto vicini, e che la sua violazione non suscita a livello internazionale risposte sufficientemente ferme. Serve che l’Unione Europea sia più esigente in queste materie con chi si candida ad entrare, e al contempo faccia crescere la sua attenzione anche verso le nazioni che sono già dentro i confini dell’Unione ma non mostrano verso queste libertà fondamentali lo stesso rispetto che meritano i parametri finanziari.

Pochi giorni fa la Camera dei Deputati del Brasile ha approvato il “Marco Civil”, cioè una prima Carta dei diritti online per i cittadini. Un’ottima notizia perché in questa Carta si affermano principi fondamentali come il rispetto della libertà di espressione, la neutralità della rete, la protezione dei dati personali, l’inviolabilità  della vita privata, la difesa della natura partecipativa di Internet, la promozione del diritto universale di accesso, l’adozione degli open data. E’ una spinta importante e positiva a rilanciare anche qui in Europa la discussione sull’Internet Bill of Rights, secondo le proposte avanzate da anni dal professor Stefano Rodotà anche a livello internazionale. Mi auguro al riguardo che l’imminente semestre di Presidenza italiana dell’Unione voglia caratterizzarsi anche sotto questo profilo.

Serve una nuova attenzione, adeguata all’importanza che la rete ha guadagnato nelle nostre vite. Internet è un’occasione senza precedenti di conoscenza, di informazione, di partecipazione, quindi di esercizio di diritti civili. Tuttavia è anche il luogo in cui i diritti delle persone si scontrano spesso con grandi poteri politici e commerciali. Sono una convinta utente e sostenitrice dei social media. Proprio per questo voglio che non si trasformino in territorio di rapina, dove le informazioni sulle persone diventano proprietà di chi è interessato esclusivamente ai profitti; o dove la dignità dei singoli viene calpestata da minacce e da atteggiamenti di abuso e discriminazione.

E’ evidente che non solo in rete si pongono questi problemi, che la violenza e l’odio sono ben presenti offline e che non è certo Internet a produrli. Ma non per questo credo che si possa rimanere con le mani in mano quando si usa la rete per controllare la vita delle persone o offenderne la dignità. Non mi sfugge la delicatezza di questi argomenti. Ma gli interlocutori di oggi hanno le competenze e le sensibilità per indicare le possibili soluzioni, che devono nascere sempre nel dialogo tra i diversi soggetti interessati. Registro al riguardo, come segno positivo di una sensibilità che cresce, il codice di autoregolamentazione sul cyberbullismo, che il Ministero per lo sviluppo economico sta varando con il coinvolgimento anche degli operatori che forniscono servizi in rete e che vengono impegnati ad attivare meccanismi di segnalazione per aiutare i minori in difficoltà.

E’ un lavoro ad ampio spettro quello che ci attende: che si scelga o meno il ricorso all’intervento legislativo, è evidente che per un uso consapevole della rete, per conoscere e imparare a rispettare diritti e doveri, è indispensabile una grande azione di alfabetizzazione, un’educazione digitale per i giovani e per gli adulti. E’ richiesto un intervento profondo e di lungo periodo, come sempre lo sono le azioni che vogliono incidere sulla cultura di un Paese. Ma non possiamo farne a meno, se vogliamo cogliere tutte le straordinarie opportunità che la rete offre per una crescita che sia anche crescita civile.

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2 commenti su “Libertà di espressione in rete, c’è bisogno di nuove leggi?

  1. poetalc dice:

    SONO PIENAMENTE D’ACCORDO DI TUTELARE LA Libertà DI ESPRESSIONE SE QUESTA NON è OFFESA PERSONALE OPPURE ISTIGAZIONE A COMPIERE QUALCOSA DI MALVAGIO CONTRO SE STESSI O ALTRI .
    QUANDO SCRIVO VOGLIO DIVERTIRMI FACENDO ESERCIZIO E FACCIO TESORO DI ALCUNE REGOLE DI BUONA EDUCAZIONE MOLTO IMPORTANTI PRIMO CERCARE DI CAPIRE CHI SCRIVE E A QUALE LIVELLO CULTURALE APPARTIENE INOLTRE RARAMENTE ANCHE SU FACEBOOK SCRIVO POCHE RIGHE SENZA UN VALIDO COMMENTO PER IL QUALE MI SONO COLLEGATO.
    Non tutto mi piace per cui quando intervengo e capisco che il mio commento non ha risposta vuol dire che non interessa oppure se lo contestano rispondo per trovare alcune idee di contatto altrimenti è tempo perso e mi dedico ad altro.
    Ma sul bullismo o persecuzione di alcuni su altri che nascondendosi dietro un computer si credono importanti da offendere e/o istigare sarebbe neces

  2. vito dice:

    Anche con queste poche info “Marco Civil” mi sembra andare nella giusta direzione.