Marcia degli scalzi, questa è l’Europa dell’accoglienza

filippo miragliadi Filippo Miraglia

Uomini, donne e bambini che marciano in cerca di un futuro. Che infrangono le regole europee, scritte senza pensare alle persone in carne e ossa.

Senza pensare alle tragedie di cui spesso siamo responsabili noi, che siamo nati nella parte fortunata del mondo. Quegli uomini e quelle donne, fuggiti da guerre, persecuzioni e violenze, quei popoli sui quali la ‘civile’ Europa si accinge a riversare altre bombe e altra violenza – come hanno dichiarato di voler fare in Siria Francia e Inghilterra –  hanno infranto il muro del nostro egoismo, ci impongono di reagire e di metterci in cammino.

L’11 settembre, raccogliendo l’appello di personalità, esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, in decine di città italiane, a cominciare da Venezia, migliaia di persone si metteranno in marcia.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

L’Arci, insieme a tante altre organizzazioni e a singoli cittadini e cittadine, ha aderito a quell’appello e parteciperà alla ‘Marcia delle donne e degli uomini scalzi’ in tutte le città alle iniziative che si terranno, con la certezza che questo può rappresentare un nuovo inizio per il movimento antirazzista italiano ed europeo, per le associazioni, le reti, i movimenti che si battono per la giustizia sociale, i diritti e l’uguaglianza.

Abbiamo voluto in particolare valorizzare una piccola città, Pozzallo, in Sicilia, dove in questi anni sono approdate decine di migliaia di persone e dove il governo vuole aprire un hotspot, questi nuovi centri di detenzione dove i migranti andrebbero rinchiusi per essere identificati. Vogliamo che Pozzallo continui ad essere, per chi arriva in Europa in cerca di protezione, un luogo di approdo sicuro e non di umiliazione e repressione.

Pensiamo sia sbagliato pensare di poter distinguere in modo del tutto arbitrario chi ha diritto a chiedere protezione e asilo da chi questo diritto non avrebbe e dunque andrebbe respinto, nonostante come gli altri abbia rischiato la vita per raggiungere l’Europa, respinto magari in zone di guerra perché rifiuta l’identificazione per aggirare   gli obblighi del regolamento Dublino.

Di fronte ai morti e alle tragedie internazionali di cui siamo testimoni far prevalere  interessi di parte o conflitti di competenze sarebbe intollerabile.

La ‘Marcia delle donne e degli uomini scalzi’ precede di poche ore la giornata europea di solidarietà con i profughi. Il 12 settembre, infatti, manifestazioni con gli stessi contenuti di quelle italiane si terranno in decine di città in tutta Europa, coordinate dal movimento creatosi spontaneamente in questi ultimi giorni #carofhope.

Atene, Sarajevo, Varsavia, Praga, Bratislava, Dover, Edimburgo, Ginevra, Londra, Belfast, Dublino, Madrid, Lisbona, Nizza, Oslo, Copehagen, Berlino, Amsterdam, L’Aja, Vienna, Helsinki e altre decine di città grandi e piccole ospiteranno iniziative.

Le cittadine e i cittadini europei, quelli italiani stanno dimostrando di essere migliori di chi li governa e la voce dell’Europa dei diritti e della solidarietà, che già sembra aver modificato l’atteggiamento di alcuni governi europei, dovrà continuare a farsi sentire con le proprie proposte: vie d’accesso legali e sicure innanzitutto, se davvero si vogliono sconfiggere i trafficanti e salvare vite umane.

Proprio da qui, dall’accoglienza  può nascere una nuova Europa, l’Europa dei diritti, della solidarietà e della giustizia sociale.

Filippo Miraglia è vice presidente nazionale dell’Arci. Siciliano, 49 anni, vive a S. Agata Feltria, in provincia di Rimini, con la moglie Monia e tre figli. Laureato in fisica, ha insegnato per qualche anno. Nel 1993 inizia il suo impegno nell’Arci a Pistoia, dopo alcuni anni di militanza nell’associazione Nero e non solo, che in quell’anno confluì nell’Arci. In Nero e non solo inizia a occuparsi della difesa dei diritti dei migranti, impegno che proseguirà nell’Arci, diventando nel 2004 responsabile nazionale immigrazione dell’associazione. Ha contribuito alla promozione di diverse campagne in favore dei migranti, fra cui la campagna ‘L’Italia sono anch’io’ che ha depositato in parlamento più di 200mila firme per due proposte di legge popolare, una sulla riforma dell’attuale legge della cittadinanza, l’altra sul diritto di voto alle amministrative per gli stranieri residenti.

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Un commento su “Marcia degli scalzi, questa è l’Europa dell’accoglienza

  1. gentile prof. miraglia io penso che gli stati uniti d’europa sono ancora lontani e sento vento di guerra. francia e Inghilterra si preparano a bombardare la siria, la russia ha già inviato eserciti e armi ad assad per combattere i terroristi. l’europa dell’est sappiamo come si comporta, la Danimarca finalmente si è decisa a far partire i profughi verso la germania. i tedeschi che vediamo in tv commuovono per l’accoglienza ma non ci è dato di vedere le sfilate naziste. possibile che la diplomazia internazionale non sia in grado di mediare? ogni nazione ha un comportamento diverso. noi italiani, eccezion fatta per alcuni trascinati da qualche partito politico, siamo decisamente i più umani. io sono orgogliosa di essere italiana.