“Mare Nostrum: per salvare vite umane e contrastare i mercanti di morte”

ammiraglio-foffidi Filippo Maria Foffi

Il flusso migratorio verso l’Italia si manifesta nel tempo in modo direttamente proporzionale al numero delle crisi nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo o dell’Africa subsahariana.

Le crisi sono originate da guerre civili, scontri etnici o tribali, da dittature spietate od anche solo da eventi naturali come siccità e carestie. Maggiore è l’intensità di tali crisi, tanto più numerosi sono i disperati che accettano i rischi di lunghi viaggi (spesso subendo ogni genere di violenza) nella speranza di un futuro migliore. Nel secondo semestre del 2013 vi è stata una violenta impennata del fenomeno: i numeri di giugno, luglio, agosto e settembre erano evidenza di una nuova fase di acuta emergenza. Il naufragio di Lampedusa del 3 ottobre e quello successivo nelle acque maltesi dell’11 ottobre, ne sono una terribile conseguenza.

Il Governo Italiano ha reagito avviando l’Operazione Mare Nostrum, con la finalità di innalzare il livello di sicurezza nell’alto mare e, contestualmente, le capacità di intervento umanitario al fine di scongiurare ulteriori naufragi, garantendo nel contempo la capacità di colpire ogni tipo di illegalità ed in particolare il traffico dei migranti (c.d. smuggling of migrants). Per tale ragione, dal 18 ottobre 2013, nella zona di alto mare di interesse sono stati potenziati i pattugliamenti, già in atto senza soluzione di continuità dal 2004, attraverso un dispositivo aeronavale, al fine di incrementare le capacità di scoperta ed identificazione di ogni tipo di imbarcazione. Inoltre, attraverso azioni di coordinamento con la magistratura competente, si provvede all’arresto degli scafisti e al sequestro di natanti e dei mezzi impiegati per l’illecito traffico. Dietro questo triste fenomeno agiscono organizzazioni criminali che non sono in alcun modo interessate alla vita dei migranti: dopo aver infatti ricevuto il pagamento per il viaggio, i migranti sono considerati un costoso fardello del quale bisogna urgentemente liberarsi. Gli stessi migranti, tenuti anche per mesi in detenzione, vengono spesso costretti, con ogni tipo di violenza, ad imbarcare su mezzi fatiscenti, assolutamente inidonei e non sicuri per giungere a destinazione. L’Operazione Mare Nostrum ha acceso una lampadina ed aperto un occhio nel Mediterraneo, riducendo drasticamente le possibilità di naufragio e portando in salvo decine di migliaia di uomini, di donne e di bambini. Mare Nostrum rappresenta un forte deterrente per le suddette organizzazioni criminali e per i cosiddetti mercanti di morte e non è quindi la causa dell’aumento del fenomeno migratorio.

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I migranti permangono a bordo delle nostre navi per il tempo necessario a raggiungere il porto di arrivo (c.d. place of safety), arco temporale durante il quale si procede ad un completo controllo sanitario (al fine di evidenziare eventuali patologie in corso) ed all’approfondimento, anche attraverso il processo di identificazione e di rilievo dei dati biometrici, delle indagini di polizia giudiziaria finalizzate ad individuare potenziali scafisti. Infine, attraverso la consultazione degli archivi informatici delle Forze di Polizia, è possibile l’individuazione di eventuali soggetti pericolosi già noti alle Forze dell’ordine. I migranti quindi giungono sul territorio nazionale solo dopo aver effettuato tutte le verifiche necessarie; tale processo innalza notevolmente il livello di sicurezza e la protezione della salute pubblica, riducendo nel contempo eventuali rischi occorsi in passato e connessi con il fenomeno migratorio.

L’Operazione Mare Nostrum è altresì evidenza dell’efficace interazione instaurata tra i diversi Corpi dello Stato coinvolti, le Organizzazioni di volontariato (governative e non governative); oltre alla Marina Militare infatti la missione è supportata dall’Aeronautica Militare, dalla Guardia Costiera, dalla Guardia di Finanza; sulle navi sono imbarcate Task Forces del Ministero dell’Interno con nuclei di Polizia e mediatori culturali; il personale medico della Marina è affiancato dal personale della Croce Rossa, da volontari militari e civili, dai medici USMAF del Ministero della Sanità, dal CISOM, dalla Fondazione RAVA. Tutte le attività di indagine e di contrasto sono coordinate, 24 ore su 24, con la Magistratura ordinaria, con quella militare e con le competenti Procure Antimafia.

L’Operazione Mare Nostrum non è nata con l’ambizione di rappresentare la soluzione al fenomeno della migrazione clandestina: essa rappresenta solo un’immediata risposta all’emergenza in atto, un dovere ineludibile che limita e quasi annulla i naufragi e le perdite di vite umane ma che deve essere rapidamente affiancata dall’energica azione degli attori internazionali, ONU, EU, AU, finalizzata ad intervenire nei Paesi origine e di transito del flusso migratorio, con particolare urgente riferimento alla Libia. La grande determinazione, lo spirito umanitario, il senso di responsabilità ed i risultati fino ad oggi raggiunti dall’Italia con l’Operazione Mare Nostrum sono motivo di sicuro orgoglio nazionale e storico esempio per le altre Nazioni le cui popolazioni non sono di certo insensibili all’attenzione italiana per chi oggi soffre e ha bisogno di aiuto.

Filippo Maria Foffi è Ammiraglio di Squadra Comandante in Capo della Squadra Navale della Marina Militare Italiana

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3 commenti su ““Mare Nostrum: per salvare vite umane e contrastare i mercanti di morte”

  1. una laura boldrini non basta. ce ne vorrebbero altre 450 nelle nostre istituzioni per cambiare le cose. in ogni caso, al presidente della camera va tutta la mia stima ed ad altri esponenti parlamentari come i dirigenti della LEGA, tutto il mio disprezzo. a sentirli parlare vengono i brividi.

  2. Giuseppe dice:

    Colgo l’occasione per far presente una rilevante iniziativa organizzata dalla Presidenza della Camera – un sincero apprezzamento quindi alla Presidente Boldrini per la sua sensibilità e attenzione!!! – presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio (Roma, 22 luglio 2014) dal titolo emblematico ”Prima di prendere il mare. Dal reinsediamento all’ammissione umanitaria”: un significativo “punto di partenza” per sollecitare una seria riflessione, quindi, un confronto costruttivo nelle sedi pertinenti per ricercare possibili azioni da intraprendere, ovviamente, tempestivamente (conformemente all’incipit contenuto nel testo delle conclusioni rese dal Consiglio europeo del 24 e 25 ottobre 2013, ossia: “prevenire la perdita di vite in mare e per evitare” ulteriori “tragedie umane” nel Mediterraneo).
    Il video del convegno è disponibile al seguente link: http://webtv.camera.it/archivio?id=6697&position=0