Oltre le nuvole: l’Europa secondo i giovani va in scena a Lecce

 

di Rachele Pagliara e Nicolò Pica

L’Europa corre, l’Europa scappa, l’Europa si nasconde. Possono due diciassettenni tenerle il passo? “Oltre le nuvole”, progetto che ha coinvolto diversi Istituti superiori della Provincia di Lecce, l’Università del Salento, e i Cantieri Teatrali Koreja, su iniziativa del senatore Alberto Maritati, ha provato, attraverso alcuni seminari, a tenere il passo di queste domande. Non c’è una risposta certa, solo il tentativo di interrogarsi ancora sul presente e sul futuro.

Noi ragazzi, lontani dalla grande macchina burocratica internazionale, abbiamo provato a comprendere i problemi di questa Unione. Oltre alla didattica frontale, è stato scelto il linguaggio non formale, partecipato e vissuto dei laboratori teatrali.

Proprio un’Europa in fuga è stata la primissima scena della nostra performance finale ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, in “I ragazzi dell’Europa: un processo”. Abbiamo accusato l’Europa, un’imputata su uno scranno, a volte inconsapevole vittima di se stessa, l’abbiamo appellata come una madre e come il luogo da cui scappare o la casa a cui fare ritorno.

Ci siamo chiesti dov’è l’Europa? Per gli antichi era tutto ciò sopra al Mediterraneo ma oltre a questo limite meridionale non esistevano confini. Oggi è un’Europa che, soprattutto per i giovani, è ovunque ma contemporaneamente è assente. L’Unione regolamenta finché può, per esempio, l’accoglienza dei migranti ma al contempo non si trova da nessuna parte quando bisogna effettivamente spostare, nutrire e mettere in regola i rifugiati.

Noi abbiamo costruito l’immagine di un’Europa che custodiamo nella nostra mente. Siamo partiti da oggetti a noi cari, stimoli scaturiti dalla vita di ogni giorno e dai seminari a cui abbiamo partecipato e siamo riusciti a partorire un’idea nuova, mai vista dell’Europa: la nostra.

Pensiamo che sia fondamentale guardare oltre l’indifferenza e l’individualismo per sollecitare la fresca e nuova popolazione adolescenziale all’interesse per la materia politica, che inevitabilmente influenza tutti i cittadini e, ancor di più, il futuro di noi ragazzi e studenti.

Non sarà di certo facile prendere in mano la situazione e migliorarla radicalmente, ma di questo processo lungo, tempestoso e graduale l’avere almeno la consapevolezza è già un piccolo passo.

Il teatro ci ha permesso di comunicare le nostre vere emozioni e le nostre idee in maniera non convenzionale, attraverso l’azione scenica; con il teatro siamo riusciti a trasmettere in modo apparentemente semplice opinioni e concetti, ben più grandi di noi, i nostri corpi si spostavano e correvano sul palco. Abbiamo urlato il nostro dissenso e le nostre grandi speranze, con amara ironia e malinconia. Abbiamo cercato di far comprendere quanto anche noi ragazzi, che sembriamo così estraniati dal mondo, siamo in grado di avvertire il disagio sociale e politico, che viviamo in prima persona. Perché anche se l’Europa corre e scappa, i nostri diciassette anni ci permettono di andare veloce e magari, un giorno non lontano, di raggiungerla.

Rachele Pagliara, Liceo Classico “G. Palmieri”. Parteggio per l’Europa unita, non per l’Europa delle banche e degli interessi economici, quell’Europa che va degenerando, quell’Europa che, nata in nome della Pace, genera lotte e ostilità interne e malcontento, ma per l’Europa di popoli e di cultura, quell’Europa di uguaglianza sociale e di tutela della vita umana, quell’Europa che salvaguardia l’ambiente, quell’Europa che ripudia la guerra e la violenza. Sono orgogliosa di essere Italiana, ancor di più di essere europea. Viva l’Europa unita! Viva i popoli uniti!

Nicolò Pica, Liceo Scientifico Banzi. Leccese di adozione ma europeista per vocazione. Fulminato sulla via per Bruxelles dalla notizia della Brexit, cambio radicalmente la mia visione dell’Europa mettendo a frutto l’esperienza dello spettacolo teatrale e dei seminari, descritti nell’articolo. Orgogliosamente cittadino europeo ma comunque amante della patria Italia

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