“Ora solo macerie nella Terra dei bambini”

terra bambini-wdi Massimo Annibale Rossi

Nel 2011 veniva inaugurato a Um Al Nasser, nella Striscia di Gaza, un centro per l’infanzia: la Terra dei bambini.

Un progetto finanziato dalla cooperazione italiana e realizzato dalla ONG Vento di Terra. L’intento era intervenire sui bambini dai 3 ai 6 anni di una comunità beduina che evidenziava indici di mortalità infantile importanti, anche a causa del contesto locale. Si trattava di una comunità poverissima, con un tasso di disoccupazione dell’85%, situata in un’area particolarmente colpita dalle azioni militari degli ultimi cinque anni. La struttura era realizzata in architettura bioclimatica, aveva un’estensione di 450 metri quadrati coperti e altrettanti aperti e ospitava una scuola materna, un centro per le donne e uno sportello pediatrico. Da alcuni mesi la Terra dei bambini offriva anche una mensa alla comunità.

Il progetto intendeva offrire un servizio con standard alti e trasmettere, in un’area di conflitto, un messaggio sui diritti dei bambini. Allo stesso tempo, si desiderava diffondere a Gaza, sotto embargo dal 2007, tecnologie in grado di rispondere alle esigenze locali. Il centro fu realizzato utilizzando sacchi di sabbia, prevedendo un utilizzo minimo di cemento, materiale di scarsissima reperibilità in loco. Beneficiava di un sistema di climatizzazione naturale e di produzione di energia solare. La Terra dei bambini era inoltre dotata di un impianto di fitodepurazione delle acque grigie.

In breve il centro è divenuto un simbolo di educazione alla pace, considerato progetto di punta della cooperazione italiana. Nel settembre dello scorso anno, venne visitato dal viceministro agli Affari esteri Lapo Pistelli e il 16 gennaio 2014 ospitò la presidente della Camera Laura Boldrini in occasione della sua prima visita a Gaza. La Terra dei bambini non esiste più. La notte del 17 luglio la fanteria israeliana ha occupato il villaggio di Um Al Nasser. Agli abitanti sono stati dati cinque minuti per lasciare le abitazioni e così una lunga fila di sfollati è stata costretta a dirigersi verso il campo profughi di Jabalya. La Terra dei bambini non è stata bombardata, è stata demolita dalle ruspe dell’esercito israeliano.la-terra-dei-bambini-w

È importante, in questi giorni di estrema sofferenza della popolazione civile di Gaza, evidenziare la continua violazione del diritto internazionale. Citiamo l’articolo 53 della Quarta Convenzione di Ginevra: «È vietato alla potenza occupante distruggere beni mobili o immobili (…) salvo nel caso in cui tali distruzioni fossero rese assolutamente necessarie dalle operazioni militari».

Che il nostro centro potesse costituire un obiettivo militare è contraddetto dai fatti. La Terra dei bambini è stata costantemente presidiata dal personale espatriato di Vento di Terra e non si sono mai verificati episodi di contiguità o contatto con le fazioni armate islamiche. Sia durante i lavori di edificazione, sia durante il funzionamento del servizio, non sono stati rilevati indizi della presenza di tunnel nelle vicinanze.

Appare importante denunciare l’arbitrarietà della demolizione del centro, alla cui realizzazione oltre al ministero degli Esteri, avevano contribuito la Conferenza Episcopale Italiana e l’Unione europea. Le autorità israeliane sono state informate della sua ubicazione e degli sviluppi progettuali, con il tramite dell’unità tecnica locale della cooperazione. La demolizione richiama il tema più ampio del rispetto del diritto internazionale e dell’opera delle agenzie di cooperazione. Ne deriva la richiesta al governo italiano e alle istituzioni europee di intervenire presso le autorità israeliane perché rendano conto della distruzione di un’opera realizzata con il denaro dei contribuenti.

Massimo Annibale Rossi è presidente di Vento di Terra. L’organizzazione non governativa lavora dal 2006 per il riconoscimento dei diritti e lo sviluppo delle comunità che vivono nei territori di frontiera. E’ attiva in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, in Giordania, Afghanistan e ad Haiti. E’ impegnata nei settori dell’educazione, dei servizi sociosanitari, dell’architettura bioclimatica, della microimpresa sociale e dei diritti delle donne e dei bambini.

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6 commenti su ““Ora solo macerie nella Terra dei bambini”

  1. Pietro Carulli dice:

    Come si fa a commentare queste cose si dicono parole e invece ci vorrebbero azioni forti, decise. A quando presidiare la striscia di Gaza con una forza di polizia internazionale ?

  2. Vito Cavina dice:

    Ho 66 anni: ricordo i film western; tutti eravamo umanamente a favore dei “buoni”, colonizzatori o indiani che fossero.
    In Medio Oriente è esattamente la stessa cosa.
    Non riesco ad immaginare che un Popolo che ha avuto 6 MILIONI di persone terribilmente trucidate da un cancro che la storia ad intermittenza ci propone, trovi piacere ad uccidere bambini.
    Ad Auschwitz ho pianto all’età di 55 anni di fronte alle scarpe di bambini ebrei gassificati dai tedeschi.
    Oggi, sessantaseinne, se fossi a Gaza,piangerei per i BAMBINI PALESTINESI uccisi da Israele.
    Una considerazione, però, se qualcuno vuole distruggere la mia famiglia io reagisco in modo drastico!
    Ribadisco, 2000 anni fa Ebrei e Palestinesi dormivano assieme nella stessa tenda ed oggi non sono certo gli Ebrei a dire che bisogna distruggere il Popolo Palestinese!

  3. luigi.c. dice:

    Mah sono solo un semplice cittadino italiano impotente su tutte le disgazie che accadono in italia e nel mondo ma anche su questa storia di guerra tra le due razze della Palestina se non posso far altro se non esprimere la mia opinione questi bimbi si sarrbbero salvati se l insediamento della scuola fosse stato fatto no sulla strscia d Gaza terra povera pochi abitanti reddito pro capite 2 dollari al 85% della popolazione

  4. mimmo dice:

    Occorre confiscare beni israeliani sufficienti a finanzuare la ricostruzione della struttura

  5. Miriam dice:

    Presidente Boldrini,

    è sempre la solita scusa. Israele crede di poter massacrare innocenti e poi se attaccato va a piangere dagli americani. E se l’opinione pubblica si permette di criticarlo, Israele grida all’odio antisemita. Ovvero prima tira il sasso poi nasconde la mano. Si prenda le proprie responsabilità. I non sto dalla parte di Israele ne di quella dei Palestinesi. Semplicemente dico che entrambi hanno le loro colpe.

    Cordialmente.

  6. luigi.c. dice:

    gentile Presidentessa
    L odio incommensurabile tra le due razze risale al 1948 quando i signori della guerra vincitori decisero di dare la terra grande come il Piemonte al popolo ebreo estromesso dalla Palestna e perseguitato senza stabilire un largo confine tra lo stato di istraele e la Palestina bensi considerando di tagliarlo a meta’ sul ultimo muro della citta’ di Gerusslemme come fosse Berlino ma alla condizione di aiutare i Palestinesi e da qui