Redistribuzione migranti, risposta di una democrazia solida

“Il piano europeo sulla redistribuzione dei migranti tra i membri dell’Ue è una vittoria del buonsenso e dei principi democratici, di chi vuole ottemperare ai propri obblighi giuridici e morali”. Così ho risposto questa mattina alla domanda di Federica De Sanctis durante un’intervista a Sky Tg24.Ho sottolineato quanto sia positivo l’atteggiamento del governo tedesco e della cancelliera Merkel. Questo è quello che si deve fare quando un paese è grande, quando una democrazia è solida. Non è solida invece dove la reazione è scomposta. Quei paesi che si affidano al filo spinato e non hanno altri strumenti creano più caos. Sono convinta che in Italia nessuno si identifica con l’Europa dei muri e che la risposta deve essere democratica, nel rispetto della nostra Costituzione che prevede il diritto di asilo.

Sull’emergenza migranti, infatti, nessuno si può chiamare fuori ed è una pia illusione fermare il flusso con muri e filo spinato. Se si fugge dalla guerra non ci si ferma davanti a questo. Chi non ha nulla da perdere trova un’altra strada. E’ un flusso che va, invece, gestito. L’Italia è ben strutturata sul fronte delle domande di richiesta di asilo, attraverso le 40 commissioni che decidono sullo status di rifugiato, mentre dovremmo strutturarci di più sull’accoglienza, come ci rimproverano i nostri partner europei.

Poi una riflessione più approfondita sul ruolo dell’Ue. Ho ribadito che questa crisi umanitaria dà all’Europa la grande possibilità di cambiare marcia e diventare una federazione di Stati: gli Stati uniti d’Europa.

Oggi, i vari stati stanno prendendo atto che se condividono la sovranità le crisi possono essere affrontate e risolte. L’Europa, unita, ha dato la possibilità ai suoi milioni di abitanti di vivere in pace e di creare benessere. Questi valori li dobbiamo portare avanti facendo un salto in avanti, diventando una federazione, altrimenti rischiamo di perdere tutto quello che abbiamo fatto in questi settant’anni. L’Europa degli ultimi anni non ha dato risposte adeguate ai problemi delle persone. La sfida che ci attende è far sì che l’Unione sia la risposta ai problemi, non la causa, come oggi viene percepita.

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2 commenti su “Redistribuzione migranti, risposta di una democrazia solida

  1. come già scritto altre volte mi trovo d’accordo sul concetto di buon senso, di demcrazia e, direi di logica. ho seguito l’intervista all’on. Boldrini su sky TG24. io dai tempi del liceo (parlo di parecchi anni fa) organizzai un corteo a roma per 2 grandi cause: l’abbattimento del muro di berlino e gli stati uniti di europa. accadeva alla fine degli anni ‘ 60 e trovai appoggio e disponibilità da parte dei miei compagni, nonostante quel liceo fosse frequentato prevalentemente da ragazzi provenienti dalla destra. ora, a distanza di tanti anni, vedo che al mio sogno di allora si apre uno spiraglio grazie alla merkel. che abbia aperto la porta ai rifugiati (non importa se per scopi politici) è un segnale forte che lascia ben sperare. ritengo giuste le sanzioni nei confronti di quei paesi (in primis l’ungheria) che negano l’accoglienza con muri reali o invisibili. forte anche il segnale del papa anche se, tuttavia, una parte dell’opposizione fa sentire discorsi contrari sia al papa sia a renzi. ieri sera a ballarò si è discusso sul termine “bestie” proferito da renzi che, data la circostanza, ritengo di poter giustificare. in sintesi ritengo che l’apertura, sia pure tardiva da parte dell’europa, possa aprire un varco alla speranza.

  2. Giovanni Rubino dice:

    Condivido pienamente tutte le iniziative a favore di un popolo che sta scappando da guerra e persecuzioni. Tutto questo però è cominciato ben prima della tragica morte di Aylan che da solo, e solo adesso, sembra aver svegliato l’Europa. Però due cose cara Boldrini bisogna dirle: cosa si è fatto finora per mediare ad una soluzione, pacifica o anche con altri mezzi, per quanto da troppo tempo sta avvenendo in Siria e area mediorientale, punto. Altro è che vedo tutte le attenzioni, ripeto giuste e sacrosante, rivolte al problema migranti; a quanto ricominciare a parlare “anche” dei problemi di questo Paese che lei rappresenta??? Non vorrei che, mi riferisco alla politica e all’informazione in genere, che si usino situazioni pur critiche per farci “dimenticare” , e ripeto “anche” i nostri problemi. Le avevo anche scritto ma senza che nessuno avesse dato un riscontro. Bisognava riprendere la discussione sul Reddito Minimo per il quale si è dovuto impegnare Don Ciotti, non una gran bella cosa per la politica. E’ dal 1992 che l’Europa lo chiede e siamo gli unici, con la Grecia, a non averlo. Mi aspetto una sua presa di posizione in materia, oltretutto era sostenuta anche dal suo partito.Tutto qua, grazie e buon lavoro.