SOS4Gaza e i sogni di libertà dei bambini palestinesi

di Marina Calvino

“Tutti i bambini hanno un sogno per il futuro. Anche a Gaza. Aiutiamoli subito. Questo messaggio non può aspettare.”

Bashar ha 11 anni, gli piace aiutare sua madre a fare le pulizie, ma quando c’è l’elettricità preferisce guardare la televisione e giocare con gli amici. Vuole condividere i suoi sogni, e mandare a tutti i bambini del mondo il messaggio che “i bambini di Gaza desiderano vivere liberi.”

Minah è al quarto anno della scuola elementare del Beach Camp, dove è nata e cresciuta nella Striscia di Gaza, e vorrebbe tanto vedere il suo villaggio di origine in Palestina, “almeno per una volta nella vita.”

Nidal va in quinta elementare e vorrebbe avere “la possibilità di lasciare Gaza, perché la vita qui è diventata insopportabile, ci mancano molte cose, anche l’acqua pulita e l’elettricità. Non ci sono posti dove giocare, non ci sentiamo davvero bambini”

Quelli dei bimbi di Gaza sono sogni semplici, diventare insegnante, stilista di moda, ingegnere, e soprattutto “essere liberi e vivere come tutti gli altri bambini del mondo”. Ma sono sogni che si infrangono contro la realtà, se non si dà loro la possibilità di essere ascoltati.

sos4gaza

E proprio per questo all’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di 5 milioni di rifugiati palestinesi nella Striscia di Gaza, Cisgiordania, Siria, Libano e Giordania, abbiamo deciso di dare una voce e un volto a questi desideri e di condividerli con tutti quelli che li vogliono ascoltare.

Della campagna #SOS4Gaza Message in a Bottle” fa parte un video che racconta le storie vere di sette bambini del Beach Camp che decidono di mettere i loro messaggi nelle bottiglie e lanciarle simbolicamente nel mare di Gaza per farle arrivare a qualcuno che possa leggerne il contenuto e contribuire come può a realizzarne l’obbiettivo.

Il video ha un finale aperto, pensato per coinvolgere attivamente tutti quelli che vorranno postando le loro foto e video con le bottiglie in giro per il mondo sui propri social e su quelli dell’Agenzia e del Comitato Italiano per l’UNRWA, che la rappresenta in Italia.

Un’azione collettiva per sensibilizzare le persone sulla situazione e raccogliere fondi per le 245 scuole dell’UNRWA a Gaza dove studiano 230.000 bambini e bambine.

Perché senza il supporto di tutti, l’UNRWA, che si finanzia tramite contributi volontari, non potrebbe fornire supporto alle comunità palestinesi rifugiate, come fa da 65 anni continuando a stare dal lato della speranza in attesa di una soluzione giusta e duratura alle sofferenze del popolo palestinese.

Fino a quel momento, che speriamo di vedere arrivare il prima possibile, continueremo a fornire assistenza umanitaria e servizi di base, educativi e sanitari di qualità; senza arretrare dalla determinazione di parlare del bisogno di proteggere e promuovere i diritti e la dignità dei rifugiati palestinesi.

E questa volta vogliamo farlo insieme a tutti voi attraverso le voci di questi bambini. Ascoltiamoli!

Marina Calvino è Segretaria Generale del Comitato italiano UNRWA, struttura dell’Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees) che dal 1949, su mandato dell’Assemblea Generale, fornisce assistenza e protezione ai rifugiati palestinesi in attesa di una giusta soluzione alla loro condizione.

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Un commento su “SOS4Gaza e i sogni di libertà dei bambini palestinesi

  1. lala dice:

    aiutiamo i bimbi italiani prima poi il mondo. io pago le tasse per i miei figli qui in italia. per il loro futuro.