Un bimbo si accudisce, senza chiedere la nazionalità

Per una donna allattare un neonato è la cosa più naturale del mondo. E non ci si chiede certo di che nazionalità sia un bambino prima di dargli il latte!

La lezione di Emilia Kamvysi, la donna ottantacinquenne ritratta nell’ormai celebre scatto in compagnia delle sue amiche Mariza e Stratia mentre da il biberon al figlio di due profughi siriani arrivati stremati a Lesbo, è proprio questa.

Un semplice gesto che ha fatto il giro del mondo e che alle tre anziane signore è valso la candidatura al Premio Nobel.

Sono felice di averle conosciute e ringraziate nella piccola casa di Emilia a Skala perchè sono il simbolo di un’Europa che non dimentica il proprio passato, che sa reagire con umanitá di fronte ai problemi e fa ben sperare in un futuro migliore per il nostro continente.

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2 commenti su “Un bimbo si accudisce, senza chiedere la nazionalità

  1. ablasoR dice:

    Gentile Presidente Boldrini,
    questa sera ancora, dopo il vertice UE-Turchia, mi stupisco, mi vergogno e mi pongo tante domande. Saro’ ingenua ma…
    – con 3 + 3 miliardi di Euro non saremmo capaci di accogliere nei nostri 28 stati (disuniti) di Europa in modo civile e dignitoso i profughi siriani, etiopi e iracheni ?
    – come possiamo sedere allo stesso tavolo di un paese dove vige una dittatura ‘soft’, ma sempre di dittatura si tratta ?
    – se ho capito bene, per tenersi a casa loro (dietro lauto compenso di nientemeno che 6 mld di Euro) i profughi che vorrebbero arrivare da noi, la UE dovrebbe accettare una imminente invasione di turchi senza alcuna necessità di visto.
    E’ giusto questo?
    – Il popolo tedesco ha sempre riconosciuto il genocidio della Shoah.
    Ma quando verrà riconosciuto dai turchi il genocidio ARMENO ?
    Ci sembra una giusta premessa per negoziare un ingresso nella UE?
    Ma chi ci risponderà ???

  2. ablasoR dice:

    Gentile Pres. Boldrini,

    non sono molto esperta di comunicazione e diritti del web, se ne accorgerà subito.

    Questa sera in La Repubblica (13 marzo 2016) ho letto un eccellente articolo-riflessione di Melania Mazzucco, eccolo :
    “Quel bambino nato nel fango ai piedi del nuovo muro” :

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/13/news/idiomeni_bimbo_nato_profughi-135355575/?ref=HREC1-8

    Vorrei condividerlo con tutti noi che ancora vogliamo credere in una Europa Unita, vera e solidale. Spero che porterà ampia condivisione e mirata azione.
    Grazie !