Se potessi avere 1000 euro all’anno

foto riparte il futurodi Riparte il futuro

1000 euro: è quello che, secondo la Corte dei Conti, ogni anno ognuno di noi “perde” a causa della corruzione.

Soldi che però molti italiani non sono più disposti a regalare all’illegalità e all’ingiustizia, tanto da mobilitarsi e mettersi insieme per chiedere finalmente un Paese più trasparente e senza corruzione. E’ la campagna apartitica e trasversale “Riparte il futuro“, lanciata da Libera e dal Gruppo Abele e che vede ad oggi l’adesione di oltre 426mila persone. Cittadine e cittadini che hanno deciso che è arrivato il momento di agire e che, insieme, la corruzione in Italia si può sconfiggere.

La corruzione è uno dei mali più gravi che colpiscono l’Italia, intrappolata ormai da troppo tempo nelle maglie di un futuro incerto. Il nostro paese è infatti ai primi posti in Europa nella classifica degli Stati più colpiti dalla corruzione, secondo solamente a Grecia e Bulgaria. Si tratta di un dato che tocca da vicino la vita degli italiani poiché incide sulla disoccupazione giovanile, sulla carenza di investimenti stranieri, sulla scarsa qualità dei servizi per il cittadino e sul costo esoso delle infrastrutture.

La legge anticorruzione 190/2012 e le norme in materia di trasparenza contenute nel decreto legislativo 33/2013 sono solo l’inizio di una strada che l’Italia ha dimostrato di voler intraprendere, ma c’è ancora molto da fare. Prima di tutto è necessario che il nostro Paese rispetti le numerose convenzioni internazionali fin qui sottoscritte, ma quasi mai attuate.

E la politica non è immune, anzi: per questo una delle campagne portate avanti da Riparte il futuro è legata al rafforzamento della legge sul voto di scambio politico-mafioso. 282 deputati e 106 senatori hanno sposato la causa e adesso si attende, dopo il passaggio alla Camera, che il Senato approvi la modifica all’articolo 416 ter del Codice Penale che disciplina proprio lo scambio elettorale. Farlo significherebbe non solo dotare l’Italia di un efficace apparato legislativo contro la corruzione in linea con gli standard europei, ma anche spezzare quel patto deleterio che per decenni ha legato il politico corrotto al mafioso corruttore e che ha condizionato le scelte strategiche della vita del Paese, vincolando la libertà elettorale. La pratica diffusa del voto di scambio che trasforma il diritto di voto in mera merce da barattare verrebbe così colpita duramente.

E non è tutto. Lo scorso dicembre Riparte il futuro ha lanciato una nuova campagna sul tema della trasparenza all’interno della Sanità che ha prodotto in poco più di due mesi una crescita del 127% delle conformità agli obblighi indicati dalla legge anticorruzione 190/2012. Chirurghi,  infermieri, operatori sanitari e studenti di medicina hanno partecipato attivamente mettendoci letteralmente la faccia, anzi il camice.

L’iniziativa #cimettoilcamice  ha infatti visto giungere centinaia di foto di persone stanche di lavorare in un settore troppo condizionato dalla corruzione. Anche per loro Riparte il futuro sta lavorando affinché gli sforzi fatti fin qui non siano vani e le richieste di trasparenza di bilanci, bandi di gara, liste d’attesa, rapporti con il settore privato e con i cittadini vengano rispettate. Questo impegno ha una data di scadenza ed è quella del prossimo 15 aprile, proprio per sottolineare che gli impegni non sono solo a lungo termine e che la trasparenza non è più una scelta rimandabile.

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